ABBAZIA FLORENSE: INCHIESTA DI EMILIANO MORRONE. IN CALABRIA E’ IL PIU’ PERICOLOSO SILENZIO. E IL VESCOVO VUOLE QUERELARLO. Sul lavoro del direttore dell’Infiltrato, un intervento di Pietro Bellantoni ("Ossigeno per l’Informazione").

mercoledì 24 ottobre 2012.

Ha paura. Ha svelato intrigo a S.Giovanni in Fiore e il vescovo vuole querelarlo

Emiliano Morrone ha ricevuto una diffida dal legale di monsignor Leonardo Bonanno, titolare della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, che non vuole essere citato negli articoli sulla gestione allegra dell’Abbazia florense e sulle opere sacre di proprietà della parrocchia trafugate e vendute. Altre rivelazioni del giornalista riguardano un’opera pia trasformata in residenza sanitaria privata a spese della Regione

di Pietro Bellantoni - OSSIGENO - Cosenza, 6 settembre 2012 - «Ho paura perché stanno cercando di screditarmi e di mettermi contro la gente. Non ci vuole niente ad aizzare persone che non hanno niente da perdere», confessa a Ossigeno Emiliano Morrone, 36 anni, direttore della testata on line L’infiltrato. Il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, Leonardo Bonanno, vuole querelarlo perché non ha accolto l’intimazione a rimuovere dal sito web alcuni particolari sul ruolo che avrebbe avuto nello scandalo che scuote la Diocesi per la sparizione da un’abbazia di beni del valore di oltre due milioni di euro. Per questa vicenda un ex parroco è già stato condannato per truffa e appropriazione indebita, ma l’inchiesta giudiziaria prosegue. Sono coinvolti aministratori comunali, curia vescovile e prelati senza scrupoli e una società privata che ha rilevato l’ospizio di San Giovanni in Fiore trasformandoloo in una residenza sanitaria per anziani accreditata dalla Regione sulla base di una documentazione falsata che Morrone ha consegnato alla Procura.

Immaginate un giornalista attento, scrupoloso, che non ha paura di raccontare i fatti e di approfondirli con puntiglio, anche quelli che riguardano i poteri forti, come la Chiesa e i suoi rappresentanti istituzionali. Immaginate ancora un intrigo ecclesiastico-politico-economico all’ombra di un’abbazia del 1200 e la misteriosa sparizione di svariati milioni di euro orchestrata da un pastore di anime. È questo il torbido scenario dentro il quale Morrone si è trovato a operare.

E’ San Giovanni in Fiore, la cittadina calabrese in provincia di Cosenza, il teatro di una vicenda oscura in cui, accanto al matrimonio perverso tra clero e mondo degli affari, compare anche un’organizzazione criminale che trafuga e rivende opere d’arte sacre. In questo caso sembra che sia avvenuto con con l’avallo della Curia. E non basta. Al centro dello scandalo c’è anche un ex ospizio, un’opera di carità per l’assistenza agli anziani, che sarebbe stata trasferita illegittimamente nelle mani di imprenditori privati ben introdotti nelle stanze del potere locale.

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