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L’ordine simbolico di "mammasantissima" !!!

PATRIARCATI TRASVERSALI. Una nota sull’assassinio di Hina di Ida DOMINIJANNI

jeudi 24 août 2006 par Federico La Sala
[...] Nella sua inchiesta sulle pakistane in Val Trompia di giovedì scorso, Manuela Cartosio metteva bene in luce come la condizione delle giovani pakistane immigrate, anche in casi non estremi come quello di Hina, sia afflitta da cattivi rapporti fra madri e figlie e dalla mancanza di socializzazione e comunicazione fra donne : ed è certo su questo nodo che in primo luogo bisogna incidere per cambiare lo stato delle cose. Ma il secondo passo deve essere l’apertura di un conflitto maschile (...)

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dimanche 27 août 2006

Fouad Allam : « É sui giovani che pesa lo shock del cambiamento »

di Sara Bianchi (www.ilsole24ore.com, 25 agosto 2006)

I delitti di Brescia, quello di Hina in particolare, figlia ribelle uccisa dal padre musulmano, e le decine di morti degli ultimi giorni per gli sbarchi clandestini a Lampedusa, hanno imposto una nuova riflessione sui temi dell’immigrazione.

Lunedì prossimo, 28 agosto, si riunirà il tavolo congiunto con esperti dei Ministeri di Giustizia e Interni per discutere il decreto legge di modifica alla Bossi-Fini. Khaled Fouad Allam, deputato della Margherita e docente di Sociologia del mondo musulmano e di Storia e istituzioni dei paesi islamici, riporta l’attenzione sui giovani immigrati perchè « sono soprattutto loro a fare le spese del cambiamento » e lancia l’idea, già adottata in Inghilterra, di istituire cellule d’ascolto per immigrati adolescenti presso i distretti scolastici.

Nei fatti di Brescia quale segnale legge per il multiculturalismo ? L’ integrazione non è un processo facile e si sviluppa spesso attraverso un’ingerenza di tipo sociale, nel caso di Hina nel conflitto culturale tra la ragazza e i suoi genitori. All’interno della stessa famiglia esistono modalità di relazionarsi all’identità diverse e questo perchè i genitori ritengono validi i codici che sono stati definiti e preparati dalla società tradizionale e che loro mantengono pur avendo abbandonato il paese d’origine ; per la figlia, invece, il codice non è più lo stesso dei genitori, ma si forma durante gli anni che lei trascorre a scuola, nell’ambiente italiano con i suoi amici. Hina è l’indicatrice di un cambiamento, ma di un cambiamento che si situa nella violenza.

La madre inizialmente ha condannato la figlia per la sua condotta, ma ha anche denunciato il padre. Poi ha detto che non intende perdonare il marito e ha aggiunto di non voler saper più nulla di lui. Si può parlare di atteggiamento contradditorio ? La madre resta sostanzialmente sottomessa a quel codice di regolamento sociologico della famiglia di appartenenza. E spesso rappresenta il legame che mutua il rapporto con il suo mondo di origine. Ricordo che una vicenda simile a questa si verificò in Inghilterra dieci anni fa, in una famiglia pakistana : il padre aveva sgozzato la figlia perchè aveva abbandonato la religione musulmana ed era diventata testimone di Geova. Se poi analizziamo le statistiche che riguardano, ad esempio, la Francia o il Belgio osserviamo che fatti analoghi sono avvenuti anche in quei paesi, perchè il cambiamento, l’integrazione, sono totalmente depositati su questi ragazzi, mentre la madre non è attore del cambiamento, ma subisce la situazione. Perciò il cambiamento effettivo, il processo di integrazione lo fanno i figli. Su loro pesa tutto lo shock, l’urto delle culture e il cambiamento ; su loro, che non hanno deciso di emigrare, ma hanno vissuto in un mondo che non corrisponde più a quello dei genitori. Voler uscire dall’universo di origine e integrarsi può provocare conflitti generazionali che talvolta sfociano nella violenza. E la violenza diventa così il diretto prodotto del cambiamento.

Su questo servono a suo avviso nuovi interventi legislativi ? Sì, io punto l’occhio sulla scuola. Cito il caso dell’Inghilterra che conosco abbastanza bene : alcuni anni fa abbiamo assisto a matrimoni forzati di ragazze, pakistane di origine ma inglesi di cittadinanza ; i genitori approfittavano delle vacanza estive per mandarle in patria e lì farle sposare. Questo significa interrompere un corso di formazione. Il Foreign Office ha istituito una cellula di crisi con giudici, esperti e sociologi che si occupano di questo. Credo che sarebbe importante all’interno dei distretti scolastici, ad esempio, lavorare per iniziative di questo tipo, creando una sorta di centro di ascolto nel quale questi adolescenti possano parlare dei loro problemi. In tal modo, quando l’esperto capisce che ci sono difficoltà serie all’interno della famiglia nella relazione tra figli e genitori, può mettere in allarme organismi competenti in grado di aiutare a evitare possibili violenze. Potremmo immaginare una specie di cellula d’ascolto. Non dimentichiamo che spesso i figli hanno paura di parlare ai docenti e si confidano solo con i coetanei.

Il prossimo Consiglio dei Ministri discuterà le modifiche alla Bossi-Fini : il favoreggiamento all’immigrazione clandestina potrebbe rientrare tra le competenze delle Direzioni distrettuali antimafia, potrebbe essere innalzato il minimo della pena da uno a due anni e potrebbe essere introdotto il carcere obbligatorio anche per gli scafisti gravemente indiziati Sono misure importanti. È importante individuare soluzioni e metodi in grado di frenare questi fenomeni. Ma resta evidente che l’immigrazione clandestina è un problema europeo e non nazionale, perciò è necessario a livello europeo cominciare a pensare, ad esempio, alla figura di un commissario europeo all’immigrazione e a una task force che se ne occupi sotto tutti i punti di vista. Non dobbiamo dimenticare il lato positivo dell’immigrazione : il rinnovamento della popolazione europea ; ma non possiamo assolutamente trascurare l’aspetto negativo dell’immigrazione clandestina che scardina lo stato d’atto della popolazione, perchè un paese esercita la sua sovranità anche attraverso il controllo di chi entra e chi esce.

I Patti di Libia. Tripoli vuole vertice Unione africana e Unione europea. Il Marcocco e la Spagna all’inizio di luglio hanno convocato la prima conferenza euro-africana sulla questione immigrazione. È necessario sviluppare un parternariato fra paesi africani e europei per la cooperazione nord - sud e per la cooperazione decentrata. Su questo oggi c’è un vuoto totale.

Lei è Deputato della Margherita ed è ascoltato e stimato anche in campo ecclesiastico. Cosa pensa del ruolo della Chiesa e della comunità cattolica nel multiculturalismo ? Emanuele Severino ha definito « incomprensibili certi atteggiamenti caritativi verso gli stranieri » La Chiesa è mossa dal Vangelo e dalla volontà che si trasforma in carità e che parte dal presupposto di aiutare il suo prossimo. Questo è fondamentale e non va perso di vista. Anche se pure all’interno della chiesa esistono posizioni diversificate. Bisogna lasciar fare la Chiesa, poichè conosce esattamente le misure che devono essere adottate ed è l’unica che conosce bene tutti questi mondi : il mondo musulmano, induista, buddista. La Chiesa può essere di grande aiuto.

È per la chiusura dei Ctp ? No. Anche a me piacerebbe accogliere tutti, ma sappiamo bene che non è possibile. Quello che ovviamente è necessario è una trasparenza di questi centri. È normale che qualunque Stato eserciti la sua sovranità anche attraverso il controllo della popolazione ed è suo diritto. Quello che non posso accettare nei centri di permanenza è la non trasparenza. Su questo bisognerebbe lavorare per trovare soluzioni. Ma in questo momento di emergenza non si può fare diversamente perchè altrimenti dove si mettono le persone che sbarcano ?


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