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La costruzione del ’presepe’ cattolico-romano .... e la ’risata’ di Giuseppe !!!

MEMORIA DI FRANCESCO D’ASSISI. "VA’, RIPARA LA MIA CASA" !!! Benedetto XVI ha ricordato la conversione di Francesco : « l’ex play boy convertito dalla voce di Dio »... ma ha "dimenticato" la denuncia sul "ritardo dei lavori", fatta da Pirandello già a Benedetto XV. Che disastro !!!

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA : IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO". E’ ORA DI RESTITUIRE "L’ANELLO DEL PESCATORE" A GIUSEPPE, PER AMARE BENE MARIA - NON GIOCASTA !!!
jeudi 4 octobre 2012 par Federico La Sala

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> MEMORIA DI FRANCESCO D’ASSISI. "VA’, RIPARA LA MIA CASA" !!! --- CUORI PIETRIFICATI. Nessun compromesso : o ci lasciamo amare « dalla misericordia di Dio » o scegliamo la via « dell’ipocrisia » (Papa Francesco).

jeudi 12 mars 2015

Cuori pietrificati

·Messa a Santa Marta ·

12 marzo 2015 *

Nessun compromesso : o ci lasciamo amare « dalla misericordia di Dio » o scegliamo la via « dell’ipocrisia » e facciamo quello che vogliamo lasciando che il nostro cuore « si indurisca » sempre più. È la storia del rapporto tra Dio e l’uomo, dai tempi di Abele ai giorni nostri, al centro della riflessione proposta da Papa Francesco durante la messa a Santa Marta di giovedì 12 marzo.

Il Pontefice è partito dalla preghiera del salmo responsoriale - « Non indurite il vostro cuore » - e si è chiesto : « Perché accade questo ? ». Per comprenderlo ha fatto riferimento anzitutto alla prima lettura tratta dal libro del profeta Geremia (7, 23-28) dove è, per così dire, sintetizzata la « storia di Dio ». Ma come, ci si potrebbe chiedere, « Dio ha una storia ? ». Come è possibile visto che « Dio è eterno » ? È vero, ha spiegato Francesco, « ma dal momento che Dio è entrato in dialogo con il suo popolo, è entrato nella storia ».

E quella di Dio con il suo popolo « è una storia triste » perché « Dio ha dato tutto » e in cambio « soltanto ha ricevuto cose brutte ». Il Signore aveva detto : « Ascoltate la mia voce : io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Camminate sempre sulla strada che vi prescriverò e così sarete felici ». Quella era la « strada » per la felicità. « Ma essi non ascoltarono, né prestarono orecchio » e anzi : « procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio » : non volevano, cioè, « ascoltare la Parola di Dio ».

Questa scelta, ha spiegato il Papa, ha caratterizzato tutta la storia del popolo di Dio : « pensiamo all’assassinio, alla morte di Abele, ucciso da suo fratello, cuore malvagio di invidia ». Nonostante però il popolo abbia continuamente « voltato le spalle » al Signore, egli afferma : « Io non mi sono stancato ». E invia « con assidua premura » i profeti. Ancora, però, gli uomini non hanno ascoltato. Anzi, si legge nella Scrittura, « hanno reso dura la loro cervice divenendo peggiori dei loro padri ». E così « la situazione del popolo di Dio è peggiorata, nelle generazioni ».

Il Signore dice a Geremia : « Di’ tutte queste cose, ma non ti ascolteranno, non ti risponderanno. E tu dirai : questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, né accetta la correzione ». E poi, ha sottolineato il Papa, aggiunge una parola « terribile : “La fedeltà è sparita. Voi non siete un popolo fedele” ». Qui, ha commentato Francesco, sembra che Dio pianga : « Ti ho amato tanto, ti ho dato tanto e tu... tutto contro di me ». Un pianto che ricorda quello di Gesù « guardando Gerusalemme ». Del resto, ha spiegato il Pontefice, « nel cuore di Gesù c’era tutta questa storia, dove la fedeltà era sparita ». Una storia di infedeltà che riguarda « la nostra storia personale », perché « noi facciamo la nostra volontà. Ma facendo questo, nel cammino della vita seguiamo una strada di indurimento : il cuore si indurisce, si pietrifica. La parola del Signore non entra. Il popolo si allontana ». Per questo, ha detto il Papa, « oggi, in questo giorno quaresimale, possiamo domandarci : Io ascolto la voce del Signore, o faccio quello che io voglio, quello che a me piace ? ».

Il consiglio del salmo responsoriale - « Non indurite il vostro cuore » - si ritrova « tante volte nella Bibbia » dove, per spiegare l’« infedeltà del popolo », si usa spesso « la figura dell’adultera ». Francesco ha ricordato, ad esempio, il brano famoso di Ezechiele 16 : « Tutta una storia di adulterio, è la tua. Tu, popolo, non sei stato fedele a me, sei un popolo adultero ». O anche le tante volte in cui Gesù « rimprovera questo cuore indurito ai discepoli », come fece con quelli di Emmaus : « O stolti e duri di cuore ! ».

Il cuore malvagio - ha spiegato il Pontefice ricordando che « tutti ne abbiamo un pezzettino » - « non ci lascia capire l’amore di Dio. Noi vogliamo essere liberi », ma « con una libertà che alla fine ci fa schiavi, e non con quella libertà dell’amore che ci offre il Signore ».

Questo, ha sottolineato il Papa, succede anche alle « istituzioni » : ad esempio « Gesù guarisce una persona, ma il cuore di questi dottori della legge, di questi sacerdoti, di questo sistema legale era tanto duro, sempre cercavano scuse ». E così gli dicono : « Ma tu cacci i demoni in nome del demonio. Tu sei uno stregone demoniaco ». Sono cioè dei legalisti « che credono che la vita della fede sia regolata soltanto dalle leggi che fanno loro ». Per loro « Gesù usa quella parola : ipocriti, sepolcri imbiancati, tanto belli al di fuori ma dentro pieni di putredine e di ipocrisia ».

Purtroppo, ha detto Francesco, lo stesso « è accaduto nella storia della Chiesa ». Pensiamo « alla povera Giovanna d’Arco : oggi è santa ! Poverina : questi dottori l’hanno bruciata viva, perché dicevano che era eretica ». O ancora più vicino nel tempo, pensiamo « al beato Rosmini : tutti i suoi libri all’indice. Non si potevano leggere, era peccato leggerli. Oggi è beato ». A tale riguardo il Pontefice ha sottolineato che come « nella storia di Dio con il suo popolo, il Signore mandava, per dirgli che amava il suo popolo, i profeti ». E « nella Chiesa, il Signore manda i santi ». Sono loro « che portano avanti la vita della Chiesa : sono i santi. Non sono i potenti, non sono gli ipocriti ». Sono « l’uomo santo, la donna santa, il bambino, il ragazzo santo, il prete santo, la suora santa, il vescovo santo... » : quelli cioè « che non hanno il cuore indurito », ma « sempre aperto alla parola d’amore del Signore », quelli che « non hanno paura di lasciarsi accarezzare dalla misericordia di Dio. Per questo i santi sono uomini e donne che capiscono tante miserie, tante miserie umane, e accompagnano il popolo da vicino. Non disprezzano il popolo ».

Con questo popolo che « ha perso la fedeltà » il Signore è chiaro : « Chi non è con me, è contro di me ». Qualcuno potrebbe chiedere : « Ma non ci sarà una via di compromesso, un po’ di qua e un po’ di là ? » No, ha detto il Pontefice, « o tu sei sulla via dell’amore, o tu sei sulla via dell’ipocrisia. O tu ti lasci amare dalla misericordia di Dio, o tu fai quello che tu vuoi, secondo il tuo cuore che si indurisce di più, ogni volta, su questa strada ». Non c’è, ha ribadito, « una terza via di compromesso : o sei santo, o vai per l’altra via ». E chi « non raccoglie » con il Signore, non solo « lascia le cose », ma « peggio : disperde, rovina. È un corruttore. È un corrotto, che corrompe ».

Per questa infedeltà « Gesù pianse su Gerusalemme » e « su ognuno di noi ». Nel capitolo 23 di Matteo, ha ricordato in conclusione il Papa, si legge una maledizione « terribile » contro i « dirigenti che hanno il cuore indurito e vogliono indurire il cuore del popolo ». Dice Gesù : « Verrà su di loro il sangue di tutti gli innocenti, incominciando da quello di Abele. Saranno i colpevoli di tanto sangue innocente, versato dalla loro malvagità, dalla loro ipocrisia, dal loro cuore corrotto, indurito, pietrificato »

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