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La costruzione del ’presepe’ cattolico-romano .... e la ’risata’ di Giuseppe !!!

MEMORIA DI FRANCESCO D’ASSISI. "VA’, RIPARA LA MIA CASA" !!! Benedetto XVI ha ricordato la conversione di Francesco : « l’ex play boy convertito dalla voce di Dio »... ma ha "dimenticato" la denuncia sul "ritardo dei lavori", fatta da Pirandello già a Benedetto XV. Che disastro !!!

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA : IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO". E’ ORA DI RESTITUIRE "L’ANELLO DEL PESCATORE" A GIUSEPPE, PER AMARE BENE MARIA - NON GIOCASTA !!!
jeudi 4 octobre 2012 par Federico La Sala

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> "Va’, ripara la mia casa" !!! Benedetto XVI ricorda la conversione di Francesco d’Assisi : « l’ex play boy convertito dalla voce di Dio »... ma ha ’dimenticato’ la denuncia sul ’ritardo dei lavori’, fatta da Pirandello già a Benedetto XV ?!

mercredi 4 octobre 2006

RADICI CRISTIANE ... EU-ANGELICHE, non ’cattolico’-romane !!!


Dal 1939 la festa odierna è occasione propizia per riscoprire l’attualità del Poverello Padre Coli : ci insegna la libertà interiore per diventare autentici costruttori di pace

La profezia di Francesco « illumina » l’Italia

Oggi Assisi cuore delle celebrazioni per il santo patrono del nostro PaeseQuest’anno il 4 ottobre cade nell’8° centenario della conversione Dal 2005 è anche giornata nazionale del dialogo

Da Assisi Romano Carloni (Avvenire, 04.10.2006)

Francesco rimane un punto di riferimento anche in questi tempi, così difficili. Perché di fronte allo sfrenato consumismo nel mondo occidentale con l’abuso delle realtà create, il santo invita alla sobrietà, alla essenzialità per poterci ancora stupire ed essere creativi e pensare responsabilmente alle generazioni future. Ecco il senso del messaggio dei frati minori conventuali nella giornata di san Francesco, patrono d’Italia, che si celebra oggi.

« Di fronte ad una soggettività radicale, presente nella cultura ed anche nei comportamenti più semplici - ha detto padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento - Francesco esalta la grandezza dell’uomo e proclama che sua vera misura è Dio, invitandoci così a lasciar cadere tutte le maschere e le finzioni. Occorre recuperare la capacità di relazioni autentiche e di dialogo. Insieme a Francesco, per essere costruttori di pace, bisogna contestare gli assoluti terreni per tornare interiormente liberi ». La celebrazione di quest’anno cade nell’ottocentesimo anniversario della conversione di Francesco. « Si tratta di un limpido invito per noi tutti a riconsiderare opzioni e comportamenti di vita - ha detto padre Coli - alla luce di una conferma della propria fede ». Quest’anno è la Calabria a rendere omaggio alla tomba del santo con l’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo. È una tradizione che si rinnova ogni anno, dal 1939, quando Papa Pio XII proclamò Francesco patrono d’Italia.

Sarà l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Vittorio Mondello, a presiedere la funzione religiosa che si svolgerà alle 10 nella Basilica superiore di San Francesco, con diretta televisiva su Raiuno. Poi toccherà ai sindaci di Assisi, Claudio Ricci, e di Catanzaro, Rosario Olivo, rivolgere un breve saluto. Seguiranno gli interventi del ministro generale dell’ordine dei frati minori conventuali, padre Joachim Giermek, del presidente della giunta regionale calabrese, Agazio Loiero , e del vicepremier Francesco Rutelli, in rappresentanza del governo, a leggere il « messaggio all’Italia ».

Dallo scorso anno la giornata del 4 ottobre, festa di san Francesco di Assisi, è stata dichiarata, da parte del Parlamento, giornata nazionale del dialogo, per favorire la convivenza e la fratellanza tra persone di diverso credo religioso ma anche tra credenti e non credenti. In questo senso si tengono nella giornata odierna lezioni nelle scuole per rafforzare le esperienze di dialogo interreligioso e vengono trasmessi servizi televisivi su questi argomenti.

Francesco rappresenta l’esempio del dialogo ma anche il fondamento di parte rilevante della cultura e dell’identità dell’Europa. In questa prospettiva è nata la proposta del sindaco di Assisi - d’intesa con la Commissione europea - di ospitare durante le festività francescane del prossimo anno, oltre che una regione italiana, anche una nazione europea, come simbolo delle comuni radici cristiane, spirituali e culturali.


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