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SUOR LEONELLA SGORBATI: "PERDONO, PERDONO, PERDONO". La nunziatura del Kenya: "Nessuna prova di un collegamento con le parole del Papa"

lunedì 18 settembre 2006 di Federico La Sala
MOGADISCIO, 17 SET - I Tribunali islamici somali che controllano Mogadiscio hanno condannato «il barbaro assassinio» della religiosa cattolica italiana, uccisa da uomini armati in un ospedale nel sud della capitale somala. «Noi condanniamo l’assassinio di questa religiosa», ha detto lo sceicco Muktar Robow, vice responsabile per la sicurezza del Consiglio supremo islamico di Somalia (Sics). «È un atto barbaro e contrario agli insegnamenti dell’Islam (...) noi siamo desolati per quello che è (...)

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mercoledì 20 settembre 2006

A suor Leonella

Un ricordo della suora barbaramente uccisa in Somalia

di Tusio De Iuliis *

Quando si deve scrivere qualcosa perché una grande persona muore, è difficile, molto difficile, almeno per me.

Suora Leonella, assassinata a Mogadiscio da un gruppo di stupidi fanatici, è la perdita più grande che le donne e i bambini di Mogadiscio potessero mai avere.

Mentre i nostri capi si dannano a emettere sentenze e condanne, o a cercare nuovi nemici, o a crearne se questi mancano; mentre tutti si affannano a buttare benzina sul fuoco dell’odio e della vendetta; mentre noi ci confortiamo nell’odio e nel rancore; calpestiamo anche il suo volere: l’amore profondo che suora Leonella aveva verso l’Africa, verso quei milioni di bambini, di donne e uomini che come in una macchina infernale, muore all’insaputa o nell’indifferenza di questa società troppo distratta e distante.

Suora Leonella amava gli ULTIMI, i diseredati più diseredati, quelli che non hanno nulla, né acqua e né pane, ma che lei sapeva benissimo, meglio di tutti noi messi assieme, come anche loro avessero un’anima e un cuore, il pianto e la felicità, per avere, come noi, gli stessi diritti negati dalla nostra stupidità di svuotare la nostra esistenza e i giorni, di ogni contenuto e di ogni valore.

Quando una grande persona viene a mancare, pare di scoprire “l’originale“ umano, invece siamo solo noi che abbiamo perso anche nel ricordo, la dignità dell’esistenza e la sostanza di vivere.

Mentre lei perdonava anche i suoi assassini e lentamente ci lasciava, le donne somale, tutte, perché tutte la conoscevano e la amavano, rincorrevano gli assassini e li consegnavano alla polizia; esempio difficile anche e soprattutto nel nostro opulento occidente.

Lei amava straordinariamente ed era amata altrettanto straordinariamente.

Le parole e gli impegni confermati dell’assessore regionale alla sanità B. Mazzocca e quelle del prof. Lelli Chiesa mi rincuorano e spero che come loro, nessuno abbandoni la Somalia, le donne e i bambini di Mogadiscio.

Questo è l’atto che suor Leonella avrebbe voluto, ed è questo che la politica dovrebbe riacquistare: l’umanità della concretezza e l’onestà.

Spoltore 19 settembre 2006

*

www.ildialogo.org, Martedì, 19 settembre 2006


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