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SUOR LEONELLA SGORBATI: "PERDONO, PERDONO, PERDONO". La nunziatura del Kenya: "Nessuna prova di un collegamento con le parole del Papa"

lunedì 18 settembre 2006 di Federico La Sala
MOGADISCIO, 17 SET - I Tribunali islamici somali che controllano Mogadiscio hanno condannato «il barbaro assassinio» della religiosa cattolica italiana, uccisa da uomini armati in un ospedale nel sud della capitale somala. «Noi condanniamo l’assassinio di questa religiosa», ha detto lo sceicco Muktar Robow, vice responsabile per la sicurezza del Consiglio supremo islamico di Somalia (Sics). «È un atto barbaro e contrario agli insegnamenti dell’Islam (...) noi siamo desolati per quello che è (...)

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domenica 24 settembre 2006

Papa: suor Leonella morì perdonando

Saluto in lingua polacca da Castel Gandolfo

(www.lastampa.it, 24.09.2006)

CITTA’ DEL VATICANO. Prima di recitare l’Angelus, il Papa ha oggi voluto ricordare Suor Leonella Sgorbati, la suora assassinata a Mogadiscio, in Somalia, alcuni giorni fa.

Benedetto XVI, affacciatosi al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ha menzionato i «tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò ’artigianì di pace».

«Ad alcuni -ha detto Ratzinger- è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue, come è accaduto pochi giorni fa anche alla religiosa italiana Suor Leonella Sgorbati, caduta vittima della violenza.

Questa suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola ’perdonò: ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male».

A MARIA FAMIGLIE ADOTTIVE E CASE-FAMIGLIE

«A Maria affidiamo tutti coloro che hanno cura dei bambini, e singolarmente le famiglie adottive e le case-famiglie». È il pensiero che Papa Benedetto XVI ha voluto rivolgere questa mattina al termine dell’Angelus recitato da Castel Gandolfo, prendendo spunto dalla liturgia odierna: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me». Salutando in lingua polacca, il Papa ha così affidato a Maria tutti coloro che lavorano con i bambini.

L’AMORE UMANO INGANNATO DALL’EGOISMO

L’uomo «spesso sbaglia nei modi concreti di amare, e così da una tendenza all’origine positiva, inquinata però dal peccato, possono derivare intenzioni e azioni cattive». Benedetto XVI è tornato oggi ad affrontare il tema dei limiti dall’amore umano, al centro della sua enciclica ’Deus caritas est’ citando la Lettera di san Giacomo letta nella messa di oggi.

«Dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è - ha ricordato - disordine e ogni sorta di cattive azioni. La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialitaj, senza ipocrisia».

«Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace», ha ricordato ancora il Papa citando San Giacomo. Infatti, «la logica del Cristianesimo - sono state ancora le parole del Pontefice - risponde alla verità dell’uomo creato a immagine di Dio, ma al tempo stesso contrasta con il suo egoismo, conseguenza del peccato originale.

Anche il Vangelo di Marco, mette in risalto il forte contrasto tra la sua mentalità e quella dei dodici Apostoli, che non solo non comprendono le parole del Maestro e rifiutano nettamente l’idea che Egli vada incontro alla morte ma discutono - ha concluso Papa Ratzinger - su chi tra loro si debba considerare il più grande».


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