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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). --- Islamabad nega complicità. I pakistani grandi accusati mettono in campo gli 007

samedi 29 novembre 2008

LA NAZIONE SOTTO CHOC

-   I pakistani grandi accusati mettono in campo gli 007 -Islamabad nega complicità. New Delhi : « Sono coinvolti »

DI STEFANO BASILE (Avvenire, 29.11.2008)

Già due giorni fa il premier in­diano Manmoahan Singh ave­va affermato che i terroristi che hanno colpito a Mumbai provenivano dai Paesi vicini, con un chiaro ma an­cora implicito riferimento al nemico storico, il Pakistan. Ieri è stato il mini­stro degli Esteri indiano, Pranab Mukherjee, ad affermare ancora che « secondo informazioni preliminari e­lementi con collegamenti in Pakistan sono coinvolti » negli attentati. Il mini­stro ha anche esortato Islamabad a smantellare l’infrastruttura che ap­poggia i militanti. La prova che suffra­ga questa accusa « non può essere di­vulgata per il momento », ha detto an­cora il ministro. « Ne siamo assoluta­mente certi : il Pakistan non è coinvol­to », aveva invece affermato giovedì il ministro della Difesa di Islamabad, Ah­med Mukhtar. Sia il presidente pachistano Asif Ali Zar­dari che quello afghano Hamid Karzai hanno peraltro telefonato ieri al pre­mier indiano Singh. È stato poi il mi­nistro degli Esteri pachistano, Shah Mehmood Qureshi, a replicare a Mukherjee, dicendo che India e Paki­stan hanno « un nemico comune » e che è necessario « unire gli sforzi per scon­figgerlo ». E ha invitato al tempo stesso New Delhi a non giocare con la politi­ca riguardo agli attacchi. Il capo dei servizi segreti militari Isi del Pakistan, il tenente ge­nerale Ah­med Shuja Pasha, è sta­to intanto convocato in India per di­scutere di u­na serie di informazioni sugli attacchi di Mumbai. La richiesta è stata avanzata dal primo ministro indiano, Singh, nel corso di u­na telefonata ricevuta dall’omologo pa­chistano Yousan Raza Gilani. Un por­tavoce del premier pachistano ha poi annunciato che il capo dei potenti ser­vizi segreti pachistani andrà effettiva­mente in India per collaborare nelle in­dagini sugli attentati a Mumbai.

Si è peraltro saputo che uno dei terro­risti arrestato dalle forze di sicurezza indiane all’interno dell’Hotel Taj Mahal è di nazionalità pachistana. Lo ha con­fermato il ministero dell’Interno in­diano. Il generale R.K. Hooda, coman­dante delle operazioni a Mumbai, ha affermato : « Vengono dall’estero e for­se da Faridkot in Pakistan malgrado ab­biano tentato di far credere di provenire dalla regione indiana dell’Hyderabad ». Gli analisti s’interrogano sul ruolo del Pakistan negli attacchi. Secondo il Ti­mes of India, gli elementi raccolti dal­l’esercito di New Delhi e dagli esperti di sicurezza hanno spinto a puntare l’attenzione sul Pakistan e anche sullo stesso servizio segreto militare l’Isi. Ne­gli ultimi mesi i rapporti fra le due po­tenze nucleari si erano distesi. Ora gli attacchi a Mumbai rischiano di scom­binare tutto. Intanto continuano ad arrivare al go­verno indiano messaggi di solidarietà da tutto il mondo. Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, si è detto « profondamente rattristato dalla mor­te di almeno due americani e dalle fe­rite subite da altri negli attentati igno­bili verificatisi mercoledì a Bombay ».

Da Parigi il ministro degli Esteri Ber­nard Kouchner ha sottolineato che « i terroristi se la sono presa con la più grande democra­zia del mondo. Tutti i democrati­ci del mondo so­no al suo fianco. Rinnovo il mio sostegno totale, quello della Fran­cia e dell’Unione europea, alle au­torità indiane e al popolo indiano in questa terribile prova che supereremo tutti insieme ». Il premier britannico Gordon Brown ha intanto detto di non voler « arrivare a conclusioni affrettate » in merito alla presenza anche di un inglese di origi­ni pachistane nel gruppo dei terroristi. Brown ha quindi indicato che ne par­lerà con il premier indiano Singh, e ha concluso dicendo : « Ovviamente quan­do i terroristi sono in azione in un Pae­se possono ricevere sostegno da un al­tro Paese ed è importante che si raffo­zi la collaborazione anglo-indiana nel­l’affrontare il terrorismo ».

I servizi di sicurezza indiani sono pe­raltro investiti dalle accuse di inetti­tudine da parte della stampa locale, accuse che gettano un’ombra sul­l’immagine del governo a pochi me­si dalle elezioni per il rinnovo del Par­lamento. « Mumbai sotto assedio : un catastrofico fallimento dell’intelli­gence » ha titolato ad esempio l’Indian Express, « Mumbai martoria­ta. Nazione svergognata », ha scritto il quotidiano Mail.


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