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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). --- TERRORE IN INDIA - LE INDAGINI. Si stringe il cerchio attorno ai gruppi islamisti pachistani del Kashmir, mentre Islamabad respinge con fermezza le accuse

dimanche 30 novembre 2008

La Stampa, 29/11/2008 (14:26)

-  TERRORE IN INDIA - LE INDAGINI

Il cerchio si stringe sui gruppi islamisti pachistani del Kashmir

Ma il governo di Islamabad nega ogni coinvolgimento negli attentati

MUMBAI. Si stringe il cerchio attorno ai gruppi islamisti pachistani del Kashmir, mentre Islamabad respinge con fermezza le accuse e ribadisce la sua completa estraneità agli attentati sanguinosi di Mumbai, che hanno fatto almeno 195 morti. Le forze speciali indiane solo stamattina sono riuscite ad avere la meglio sugli ultimi tre terroristi ancora asserragliati nell’hotel Taj Mahal, uno dei dieci obiettivi attaccati mercoledì sera.

Le indagini sono ancora in una fase preliminare, ma dalle prime ricostruzioni sembra che ad agire siano stati dai 20 ai 40 terroristi, alcuni dei quali sbarcati via mare la sera stessa degli attacchi, mentre altri si trovavano già in città da un mese. Già ieri il ministro degli Esteri indiano Pranab Mukherjee ha indicato in conferenza stampa che dalle prime informazioni risulta che elementi del commando terrorista sono legati al Pakistan. Sulla pista pachistana portano anche le prove raccolte finora dalla polizia indiana e le informazioni raccolte dai servizi segreti di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Fonti dell’intelligence americana, citate dal New York Times, affermano che dietro gli attacchi ci sarebbero due gruppi fondamentalisti pachistani del Kashmir, il Lashkar-e-Taiba e il Jaish-e-Mohammed, che avrebbero anche legami con al Qaida. A corroborare l’ipotesi della pista pachistana ci sarebbero anche le dichiarazioni rilasciate dall’unico terrorista arrestato a Mumbai dalle forze di sicurezza indiane. Secondo quanto riporta il sito web dell’Indian Express, di fronte agli investigatori il giovane pachistano di 21 anni, identificato come Azam Ameer Qasab, avrebbe ammesso di essere un membro del gruppo Lashkar-e-Tobia e di essersi addestrato in Pakistan.

Gli Stati Uniti temono che gli attentati di Mumbai possano inasprire i rapporti tra l’India e il Pakistan, i due nemici storici che dalla loro fondazione, nel 1947, hanno combattuto tre guerre per il controllo del Kashmir. Per questo il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha già chiamato due volte il suo collega indiano e anche il presidente pachistano Asif Ali Zardari dall’inizio della crisi. Washington ha paura che una crescente tensione tra i due storici rivali possa sviare l’attenzione di Islamabad nella lotta contro i talebani e i terroristi di al Qaida, che operano nelle regioni tribali alla frontiera con l’Afghanistan.

Il governo pachistano, messo sotto pressione, nega però con fermezza ogni coinvolgimento e ha dichiarato di voler collaborare nelle indagini con le autorità indiane. Nelle ultime ore tuttavia Islamabad ha fatto sapere che il capo dei potenti servizi di intelligence pachistani, il generale Ahmed Shuja Pasha, non si recherà più a Nuova Delhi, come era stato inizialmente annunciato ieri dal primo ministro in persona. Al suo posto andrà invece un funzionario di grado inferiore. Non si conoscono le ragioni di questa brusca marcia indietro, ma fonti governative riferiscono che la decisione senza precedenti del premier Yusuf Raza Gilani ha suscitato una forte irritazione negli ambienti militari.


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