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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Mohammad Iqbal) : PER UNA ’PARTITA’ DEL CUORE E DELLA RAGIONE tra Oriente e Occidente, Cristianesimo e Islamismo, tra ITALIA e PAKISTAN. Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due autori : ri-prendiamo il dialogo ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno !!!

lundi 9 octobre 2006

Le radici dell’Europa, viste dallo spazio...

SENZA ALCUNA ILLUSIONE.UNA NOTA SUL BIVIO DEL NOSTRO PRESENTE

di Federico La Sala *

Se vogliamo costruire b-e-n-e la ’casa’ europea e non perdere la nostra stessa memoria e identità di esseri umani, a mio parere, bisogna fare i conti ancora più di ieri con Platone e la Tecnica, e possibilmente ricominciare e riprendere il filo da Mileto (da Talete e Anassimandro) e da Elea (Parmenide e Zenone). Senza queste ’isole-di-democrazia’, senza queste ’repubbliche’ (ancor prima delle repubbliche della moderna storia europea), come ricorda Vico, "non sarebbono stati filosofi". Premesso questo, il problema è capire ancor di più e meglio di quanto abbiamo già fatto, e sciogliere, finalmente, il nodo Pericle-Platone ! E questo non lo possiamo fare senza Marx : è la questione e la logica del Denaro (e del Capitale) che bisogna mettere in chiaro. E non possiamo farlo se non andando anche a fondo della logica del sapere tecnico-scientifico. Le due cose sono unite ! E sono unite male !, dentro, fuori e sopra la nostra testa !

Per pensare bene l’Europa e l’intera Terra, oggi, penso che non possiamo non partire (a riguardo, mi sia consentito rinviare a : F. La Sala, La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica, Antonio Pellicani editore, Roma 1991, pp. 162-189 ; e, ancora, F. La Sala, L’enigma della sfinge e il segreto della piramide, Ripostes edizioni, Salerno-Roma 2001, pp. 7-49)) dalla Terra vista dallo spazio e dalla Luna. Da ’quel luogo’ dobbiamo ripartire, a mio parere, se vogliamo muovere verso un’ Europa nell’O.N.U. e non un’ Europa (che oggi si chiama U.S.A) sopra l’ O.N.U. (teniamo presente che Aldrin e Armstrong , quando posero piede nel Mare della Tranquillità, non piantarono la bandiera dell’ O.N.U e dell’intero genere umano, ma la bandiera a stelle e strisce).

Per una nuova Europa (in senso stretto e specifico) e per un nuovo U.N.O., non possiamo non ripensare Platone, la Tecnica, e noi stessi e noi stessi : di nuovo, e dal "principio" - a partire dal nostro presente storico, da CHI e come guarda - qui e ora - noi tutti e tutte, la Terra, dal di fuori, dallo spazio, dalla Luna, e dal Sole ! Noi non avendo imparato a ben guardare ’dal di fuori’ né noi stessi e noi stesse e nemmeno gli altri esseri umani ; e, ancora, non avendo più nemmeno "il coraggio di sapere" (Kant), continuiamo tutti e tutte, ben persuasi e persuase dal grande sofista (cioè, Platone) d’Occidente, ad avere fede nel Bene del suo Dio e ....a vivere eternamente nella sua caverna ! Ora, con l’aiuto di Dio (della Filosofia, della Teologia, della Tecnica, della Politica e dell’Economia), siamo più che mai prossimi a realizzare il suo sogno ! Quello annunciato e scritto a chiare lettere sulle banconote del dio-denaro, il dollaro : "Novus ordo seclorum", "E pluribus unum", "In God we trust". La piramide (con l’occhio divino-solare e la scritta "Annuit coeptis") è ricostruita e il faraone regna incontrastato - nessun Mosé turba più i suoi sogni....

Ricordatevi che siete essere umani e dimenticatevi tutto il resto, a questo ci esortava Albert Einstein, nel 1955, poco prima di morire - a ricordare, e a ricordare l’essenziale. La situazione planetaria oggi, e ormai, è di costante e quotidiano allarme generale e, unitamente ai centomila problemi indotti dal cosidetto progresso chiamato sviluppo, uno scontro di civiltà pende come una spada di Damocle sull’intera umanità. Ripensare tutto e ri-trovare "ciò che è comune" è la sfida che il nostro presente pone a tutti e a tutte : in particolare, rifondare la democrazia e trovare le radici comuni delle varie religioni sta diventando sempre più un passo non solo necessario ma urgentissimo.

La mia convinzione è che, sulla strada (di Einstein e) di Freud, riprendendo il suo discorso sull’edipo (e ricollocando tale incrocio di relazioni a prima dello strutturarsi dello stesso narcisimo), sia non solo possibile fare luce (soprattutto) sulla figura di Giuseppe (e Maria e Gesù) e giungere a ritrovare la vivente-pietra della "relazione pura" della donna con l’uomo, e dell’uno e dell’altro con il figlio o la figlia, e dell’intero genere umano con la Terra e con il Tempo ... ma anche riportare serenità e pace all’interno dell’intera famiglia umana. Ripartendo dalla relazione di uomini e donne in carne ed ossa, e dalla nascita di ognuno e di ognuna di noi stessi e di noi stesse e dalla relazione (al di là di un biologismo e naturalismo accecato e accecante ) dei nostri stessi padri e delle nostre stesse madri, è possibile finalmente comprendere che ogni essere u-ma-no nasce dall’unione, dall’ alleanza, dal rapporto sociale e culturale di due esseri umani, non dal caso o da un ’incidente’ biologico o tecnico ... e riequilibrare il campo delle relazioni !

Significa finalmente capire, cioè, che la famosa ’rivelazione’ della dea parmenidea che l’Essere è, e che il non-essere non è, riposa su una chiarificazione essenziale - a partire dal nostro proprio presente storico - di natura logica ed etica : in principio era il Logos.... E di qui, a quel ’comandamento’ Ama il prossimo tuo come te stesso che non dice altro che la stessa cosa e che è prima di tutto e soprattutto una scoperta, un’ acquisizione culturale, e una verità antropologica, e non un’invenzione di preti e di sacerdoti ! A partire da se stessi e da se stesse, si tratta di rimettere insieme tutti i ’pezzi’ dell’intera drammatica storia della nostra (planetaria) cultura e iniziare un nuovo cammino :

1) Fuori del tutto non c’è Dio (Dio è morto e noi l’abbiamo ucciso : è un punto cruciale della riflessione di Nietzsche e il punto d’approdo dell’ intera filosofia contemporanea) ;

2) Non c’è Dio se non Dio (è l’affermazione fondamentale della religione islamica) ;

3) Non c’è Dio, se non il Dio dei nostri padri (è l’affermazione fondamentale della religione ebraica) ;

4) Non c’è Dio, se non il Dio delle nostre madri (è l’affermazione fondamentale della religione cristiana e cattolica).

Se non ora, quando ? Bisogna ripartire dalle radici, da qui - dalla relazione e dalla nascita di noi stessi e noi stesse. E’ l’ antropologia che insegna alla politica... e alla teologia : fuori del tutto non c’è nessun dio, se non il dio dei nostri padri e delle nostre madri. Da qui ripartire, dall’essere, tutti e tutte, figli e figlie della relazione di uomini e donne, da questo fatto - culturale attuale, e da questa consapevolezza - senza riduzionismi e senza fondamentalismi, per fare verità e riconciliazione : non ci sono altre strade. Oggi non abbiamo più altra via per proseguire, se non quella della verità e della vita.... Un grande concilio, in terra !, tra tutti gli uomini e tutte le donne di buona volontà di tutta la Terra, come quello immaginato in cielo nel Quattrocento da Nicola Cusano, "per placare la follia dell’ira e di aiutare la verità a manifestarsi", in "La pace della fede", penso che sia da mettere all’ordine del giorno dei lavori. Un O.N.U. rinnovato, un UNO della filosofia, della politica, e delle religioni. Al più presto : ora, non domani !

*

www.ildialogo.org/filosofia, Lunedì, 04 ottobre 2004


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