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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI. ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Mohammad Iqbal). ----PAKISTAN, ATTENTATO CONTRO BHUTTO : 132 MORTI E 400 FERITI.

vendredi 19 octobre 2007

Ansa » 2007-10-19 06:37

PAKISTAN, ATTENTATO CONTRO BHUTTO : 132 MORTI E 400 FERITI

KARACHI (PAKISTAN) - Un attentato suicida ha seminato la morte sulla festa a Karachi per Benazir Bhutto, appena rientrata in Pakistan dopo otto anni di esilio volontario : il bilancio e’ arrivato a 132 morti e 400 feriti, ma l’ex premier è rimasta illesa. Dopo la mezzanotte locale (le 21 italiane) una granata e’ stata lanciata contro la folla e un kamikaze si e’ fatto esplodere a pochi metri dal veicolo blindato sul quale viaggiava la Bhutto, arrivata poche ore prima all’aeroporto internazionale di Karachi dove era stata accolta in un clima di festa da centinaia di migliaia di attivisti del suo Partito popolare pachistano (Ppi).

Il corteo della Bhutto, tra musiche e danze, stava percorrendo con estrema lentezza il centro della metropoli del Sud del Pakistan diretto al mausoleo del padre della patria Muhammed Ali Jinnah, dove la ex premier avrebbe dovuto tenere il primo discorso dopo il ritorno in patria. La Bhutto, che per gran parte del percorso era rimasta su una piattaforma sul tetto del veicolo da dove salutava la folla, al momento degli attentati si stava riposando all’interno del blindato.

Le violente esplosioni hanno disseminato brandelli di carne su una vasta aerea. Le televisioni hanno mostrato le immagini di corpi coperti di sangue portati via dal luogo dell’attentato, dove le due auto hanno continuato a bruciare a lungo. Ventimila agenti erano stati dispiegati per la giornata, dopo le minacce di attentati dei terroristi di al Qaida e di filo-Taleban. Fra i morti ci sono anche molti poliziotti. Il ministro dell’Interno Aftab Sherpao ha detto che obiettivo degli ’attacchi terroristici’ era la Bhutto.

La ex premier, giunta sana e salva nella residenza di famiglia sul lungomare di Karachi, ha chiesto le dimissioni del capo dei servizi segreti. Il presidente Pervez Musharraf, in una dichiarazione resa pubblica dall’agenzia statale, ha detto che gli attentati sono "una cospirazione contro la democrazia". A Washington, la Casa bianca ha condannato l’attacco, mentre ’profondamente scioccato’ si e’ detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Erede dell’uomo politico più stimato in Pakistan, Zulfiqar Ali Bhutto impiccato dal suo generale nel 1979, Benazir è rientrata per guidare il partito nelle prossime elezioni, con in tasca un patto di spartizione del potere con un presidente dimezzato, Musharraf, la cui rielezione, il 6 ottobre, è sub judice. La Corte suprema è riunita per convalidare, forse fra una decina di giorni, la legittimità di un presidente che è ancora capo delle forze armate e potrebbe, se la sentenza gli fosse sfavorevole, imporre la legge marziale. Una scommessa, quella della Bhutto, sulla cui testa pende anche il pericolo del carcere per corruzione, se gli stessi giudici dichiarassero invalida l’amnistia concessa da Musharraf alla sua vecchia nemica e rivale. "Non ci sono negoziati con i militari, sono tornata per condurre il Paese dalla dittatura alla democrazia", ha dichiarato la Bhutto al suo arrivo. Da ieri, le strade della metropoli più pericolosa del Pakistan si sono riempite dei sostenitori di questa donna, bella, volitiva, determinata, che per prima nel mondo musulmano, vent’anni fa, divenne capo del governo.

Due volte premier e due volte destituita per corruzione, la Bhutto era scesa dall’aereo che l’ha riportata in patria da Dubai, commossa ma raggiante in un abito tradizionale verde smeraldo, il volto un po’ appesantito dai 54 anni, incorniciato da orecchini pendenti d’oro e dal velo bianco che indossa sempre. "Ho contato le ore, i minuti e i secondi che mi separavano dal momento in cui avrei rivisto questa terra", aveva detto, con le lacrime agli occhi. I tre figli, la madre malata, il marito Asif Ali Zardari, sospettato di corruzione, non l’hanno accompagnata. C’era con lei solo la sorella, l’unica altra sopravvissuta della loro generazione. I due fratelli sono morti giovani in circostanze misteriose.


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