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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Mohammad Iqbal). ...Karachi parla anche italiano.

jeudi 3 janvier 2008

Karachi parla anche italiano *

Tessile, alimentare, energia. Sono diversi i settori che a Karachi, in Pakistan, parlano anche italiano. In citta’ non e’ difficile incontrare italiani soprattutto nei grandi alberghi in stile occidentale come Marriot, Sheraton e Pearl. L’interesse verso questo Paese e questa megalopoli di polvere di quasi 16 milioni di abitanti e’ cresciuto soprattutto dal 2000 in poi. Maggiore porto commerciale e centro economico piu’ importante del Pakistan, a Karachi c’e’ anche il piu’ importante aeroporto del Paese che pero’ da alcuni anni non e’ piu’ raggiunta da compagnie italiane e in particolare dall’Alitalia.

L’ICE

A Karachi, nel distretto di Clifton Road, c’e’ la sede dell’Ice, l’Istituto italiano per il commercio estero. Secondo i dati elaborati dall’Ice su fonti Istat, le esportazione italiane in Pakistan da gennaio a settembre 2007 ammontano a circa 374 milioni di euro, in calo del 7,10% rispetto allo scorso periodo dello scorso anno. Al vertice delle esportazioni ci sono macchine e apparecchi per la produzione e l’impiego di energia meccanica. Dal Pakistan importiamo soprattutto tessuti, articoli di abbigliamento in tessuti e accessori (esclusi quelli in pelle), cuoio e manufatti tessili confezionati (esclusi gli articoli di vestiario) per un valore, nel periodo preso in esame, di circa 233 milioni di euro. Complessivamente il valore delle importazioni e’ stato tra gennaio e settembre del 2007 di 350 milioni di euro. Il saldo e’ positivo per l’Italia per un valore normalizzato del 3,28%

LA CUCINA ITALIANA

Per la cucina, Karachi vanta importanti ristoranti e anche pizzerie italiani. I piu’ ‘in’ sono il Kozmos all’interno dell’Hotel Sheraton situato nel quartiere dei consolati e il ‘Pompei’ nel centro della citta’. I piatti sono un po’ rivisti in chiave piccante ma la base c’e’. I prodotti, come olio extravergine d’oliva, pasta, pomodoro in scatola, formaggi a pasta molle e dura come mozzarella e grana padano arrivano dall’Italia attraverso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che dista solo un’ora di volo attraverso il Mare Arabico. Al mercato nero si trova anche vino e di buona qualita’ con diverse etichette di Chianti, Barolo tra i rossi, e Pinot grigio del nord est. Nei ristoranti, essendo il Paese musulmano, non e’ possibile ordinare alcolici.

Il TESSILE E LA MODA

A Karachi e’ molto attivo il marchio Dutch ma in tutti i principali negozi di abbigliamento e nei tanti centri commerciali ‘all’occidentale’ che da alcuni anni sono spuntati in citta’, le griffe italiane sono ricercatissime e, di conseguenza, il mercato del falso e’ altrettanto presente. Molte aziende lombarde, esportano tecnologie nel settore tessile : soprattutto. A Karachi, nel distretto di Korangi, c’e’ un importante polo con quasi due milioni, tra operai che lavorano in questo settore per poche rupie al giorno. Nel distretto di Korangi si fanno soprattutto jeans che vengono poi esportati in Occidente. La paga giornaliera per un operaio a Karachi e’ di circa 150 rupie. Un euro attualmente vale intorno alle 80 rupie.

L’ENI

A Karachi c’e’ la sede Eni in Pakistan dove il gruppo e’ presente dal 2000. Le attività di esplorazione e produzione dell’Eni in Pakistan sono condotte principalmente nell’onshore, per una superficie complessiva di 20.965 chilometri quadrati. Eni è operatore nei campi in produzione di gas naturale di Bhit (quota Eni 40%), entrato in produzione nel 2003, e di Kadanwari (Eni 18,42%) e partecipa inoltre nei campi di Sawan (Eni 23,68%), entrato a regime nel 2004, Zamzama (Eni 17,75%), Miano (Eni 15,16%) e Rehmat (Eni 30%), entrato in produzione nel 2005. Per quanto concerne le attività di esplorazione, Eni partecipa in 11 blocchi esplorativi con quote comprese tra il 30% e il 100% ed è operatore nei permessi di Badhra Lease (quota Eni 47,5%) e di Gorakh (Eni 92,5%) nell’area del Kirthar Foldbelt e, dal 2006, delle quattro licenze esplorative relative ai Blocchi Rajar, Mithi, Thar e Umarkot, situati nella regione di Est Sindh, per una superficie complessiva di 9.950 chilometri quadrati. Nel giugno 2007 è stato scoperto un nuovo pozzo esplorativo il “Tajjal 1” nella licenza esplorativa di Gambat, nella Provincia di Sindh. Il pozzo è stato perforato a sud del campo di Sawan ad una profondità complessiva di 3.845 metri e ha evidenziato la presenza di gas a diversi livelli. La joint venture per lo sviluppo della licenza è costituita da Eni (30%), OMV (35% e operatore), PPL (30%) e GHPL (5%). Nel 2006 la produzione di olio e gas naturale di spettanza Eni in Pakistan è stata di circa 51 mila barili di petrolio equivalente al giorno (in prevalenza gas naturale).

Il gruppo Eni e’ attivo anche nel settore costruzioni e ingegneria, Pochi mesi fa, nell’aprile 2007, Saipem ha acquisito il contratto per la fornitura delle licenze tecnologiche, dell’ingegneria, dell’approvvigionamento e della supervisione alla realizzazione di un impianto per la produzione di ammoniaca e urea, completo delle relative strutture di servizio. Una volta a regime, l’impianto, localizzato a Daharki circa 450 chilometri a nordest di Karachi, avrà una capacità produttiva di 1,35 milioni di tonnellate di urea all’anno e sarà il più grande stabilimento al mondo per la produzione di urea composto da un solo treno di produzione.

* ANSA --- L’ultima Karachi di Benazir Bhutto (Speciale - ANSA).


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