Poster un message

En réponse à :
Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, è tornata la confusione, la paura, e la volontà di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di là del Tevere, ma La Legge dei nostri ‘Padri’ e delle nostre ‘Madri’ Costituenti è sana e robusta ... Dante è riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non è stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

En réponse à :

> PAKISTAN --- Sabato 10 aprile scorso l’esercito pakistano ha bombardato alcuni villaggi nella Valle di Tirah, regione del Khyber, provocando la morte di oltre 70 civili. I militari hanno negato l’episodio (di Awab Alvi)

mercredi 28 avril 2010

Pakistan : scarsa trasparenza sui civili uccisi dall’esercito

DI AWAB ALVI, TRADOTTO DA GAIA RESTA *

Sabato 10 aprile scorso l’esercito pakistano ha bombardato alcuni villaggi nella Valle di Tirah, regione del Khyber, provocando la morte di oltre 70 civili. I militari hanno negato l’episodio, mentre il governo locale ha confermato il versamento di un’indennità per i civili morti e feriti. « Tutti quelli che sono stati uccisi erano civili, innocenti al 100% », ha spiegato Jan Ikramullah Kukikhel, membro anziano di una tribù. Il quale ha poi raccontato di una casa abitata da donne, bambini e anziani che era stata bombardata : appena gli abitanti del villaggio si sono precipitati per salvare le persone intrappolate sotto le macerie, anch’essi attaccati sono stati, e molti sono rimasti uccisi.

Data la mancanza di trasparenza che circonda numerose operazioni militari, possiamo affermare con certezza che questa non è la prima volta che dei civili vengono uccisi dall’esercito. In alcuni casi i media sono stati obbligati a pubblicare solo storie approvate dall’Inter Services Public Relations [ISPR, ente amministrativo che coordina le informazioni dell’esercito all’interno delle testate nazionali], mentre le notizie giunte da fonti indipendenti site nelle regioni del conflitto sono state sistematicamente scartate. Sulle maggiori testate la questione delle morti civili e del comportamento dell’esercito non viene né riportata né discussa. Gli articoli critici nei confronti dell’esercito praticamente non esistono perché è l’esercito stesso a non permetterne la pubblicazione. Dopo il bombardamento di Tirah, un reporter della BBC si è visto negare l’accesso all’ospedale Hayatabad di Peshawar dove erano stati portati i feriti.

Il giornalista Fahad Deshmukh riporta sull’operazione militare avvenuta nel distretto di Swat : "Abbiamo incontrato innumerevoli civili i cui familiari o amici sono rimasti uccisi durante gli scontri." Dopo aver parlato con molti cittadini colpiti dall’operazione, il giornalista aveva cominciato a scrivere un articolo dove parlava di quanti accettavano le operazioni dell’esercito e anche di quanti le hanno subite e vi si opponevano. Nel pubblicare l’articolo il capo-redattore di Deshmukh eliminò dal testo tutti i dati sulle vittime causate dall’esercito. Deshmukh chiese spiegazioni e per tutta risposta gli dissero : "Siamo spiacenti, secondo la direzione possiamo pubblicare solo articoli a favore dell’esercito. Questi sono gli ordini dall’alto". Il giornalista si chiede quale sarebbe l’impatto se i media mostrassero le immagini delle incursioni aeree allo stesso modo in cui vengono mostrati i bombardamenti degli alberghi nelle grandi metropoli.

La Commissione dei Diritti Umani in Pakistan ha presentato un elenco dei 249 presunti omicidi extra-giudiziari compiuti dal 30 luglio 2009 al 22 Marzo 2010, per lo più nel distretto di Swat. Si sostiene inoltre che tra i giornalisti indipendenti e la gente del luogo sia opinione diffusa che dietro queste esecuzioni ci siano le forze armate. Secondo le stime dell’Istituto di Studi per la Pace in Pakistan, nel solo 2009, 3.021 persone sono state uccise dai ribelli, 6.329 durante operazioni dell’esercito pakistano, 1.163 negli scontri tra l’esercito e i talebani, e 1.419 in altri episodi di violenza, compresi gli attacchi con missili guidati.

Dal marzo 2010, i militari hanno iniziato una nuova operazione nella regione di Orakzai. Secondo alcune fonti, in soli 21 giorni sono stati uccisi tra 423 e 558 "militanti" Data la poca chiarezza di queste operazioni, le cronache delle fonti indipendenti e i tentativi da parte dell’esercito di oscurare tutte le notizie negative, c’è bisogno di capire e discutere la condotta dell’esercito in questa guerra e il suo ruolo in queste uccisioni.

La resistenza popolare non accetta la versione ufficiale del conflitto fornita dal ISPR e chiede trasparenza e assunzione di responsabilità da parte dell’esercito e dei media. Noi non tolleriamo le violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra commessi dai nostri militari con il pretesto di liberare le regioni in rivolta. Noi condanniamo le forze armate del Pakistan che danno supporto logistico sin dal 2004 agli Stati Uniti per compiere attacchi a distanza. Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha duramente criticato gli attacchi radiocomandati, il loro relativo fallimento e la mancanza di interesse nel rilevare le vittime civili, definendo tutto ciò come violazione delle norme internazionali. Chiediamo che tutte queste operazioni militari, che offrono in modo diretto o indiretto supporto agli attacchi radiocomandati degli Stati Uniti, vengano sottoposte a processo. Chiediamo inoltre che i media adempiano al loro dovere e seguano questa guerra con coraggio e onestà. Solo un’informazione corretta e senza censura può portare alla fine della guerra e dell’insurrezione : solo quando la gente verrà messa nella condizione di giudicare fatti e opinioni autentichepotrà muoversi verso soluzioni concrete per l’insurrezione e la guerra.

Esprimiamo solidarietà a tutte le vittime di questa guerra, e soprattutto alla gente di Orakzai, Khyber, Swat, Buner, del Sud e Nord Waziristan -- persone che hanno sopportato tutto il peso di queste operazioni militari.

Il vostro dolore non passerà inosservato.

* La Stampa, 28/4/2010 - Ripreso da TEETH MAESTRO


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :