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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, Ŕ tornata la confusione, la paura, e la volontÓ di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di lÓ del Tevere, ma La Legge dei nostri ĹPadri’ e delle nostre ĹMadri’ Costituenti Ŕ sana e robusta ... Dante Ŕ riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non Ŕ stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> ITALIA E PAKISTAN --- ╚ questa la vera battaglia di cui abbiamo bisogno. ╚ questa la vera rivoluzione che ci meritiamo (di Joumana Haddad)

jeudi 18 octobre 2012

Ma queste rivoluzioni sono senza donne

di Joumana Haddad (Corriere della Sera, 18 ottobre 2012)

Sin dal marzo del 2011, quando il mondo intero - l’Occidente in particolare - fu travolto dall’euforia delle Primavere arabe, ho avuto modo di esprimere il mio scetticismo verso quegli avvenimenti, in quanto giÓ intuivo i grandi rischi che correvano le donne, malgrado gli slanci iniziali delle varie rivoluzioni. Sono stata criticata da molti, all’epoca, come « uccello del malaugurio ». Ma purtroppo gli eventi mi hanno dato ragione, anche se non mi sentirete mai gongolare « ve l’avevo detto ! ». Avrei di gran lunga preferito sbagliarmi nella mia analisi dei fatti. Chi non le ha viste, tutte quelle donne coraggiose scese in strada in Tunisia, Egitto, Libia e Yemen, per partecipare alle manifestazioni, reclamare la caduta dei dittatori e dare il loro contributo alla rivoluzione ? « Le abbiamo viste », dico, ma Ŕ un verbo che va usato al passato. PerchÚ difatti dove sono finite quelle stesse donne, ora che vengono erette le nuove strutture degli Stati, ora che si avverte un estremo bisogno di ascoltare la loro voce e di vedere la loro partecipazione attiva e fattiva nel costruire il futuro di questi Paesi, le loro leggi e i loro valori ?

Che razza di rivoluzioni sono queste, se le donne si accontentano di farsi manovrare come pedine, per finire scartate e relegate in un angolo quando viene il momento di prendere decisioni cruciali per il futuro del Paese ? Che razza di rivoluzioni sono queste, se non sono riuscite a rovesciare i tavoli del patriarcato sulla testa degli oppressori e se promettono una nuova forma di arretratezza - l’estremismo religioso - per sostituire quella appena abolita ?

E chi sarebbe il vincitore in un gioco che vede metÓ della popolazione ridotta a una schiera di spettatrici mute - e imbavagliate ?

Non fraintendetemi : con queste mie parole non intendo affatto tessere una lode ai dittatori e alle dittature. Ma non posso non essere preoccupata dalla crescente influenza dell’estremismo islamico negli ultimi anni in Medio Oriente (tanto nel ramo sunnita che in quello sciita). Non posso non essere preoccupata dal fatto che questo Islam fanatico alimenta la causa dell’estremismo di destra in Occidente. Non posso non preoccuparmi del destino della regione, e specialmente delle donne della regione, se quello che viene dopo la dittatura equivale a una nuova dittatura, ovvero, un regime fondamentalista arretrato che si fonda, tra varie atrocitÓ, su un rincaro di misoginia, violenza, patriarcato, segregazione e intolleranza nei confronti delle donne.

Troppo spesso noi arabi siamo costretti a scegliere tra due mostri, e per quanto mi rallegri che il mostro della dittatura sia stato eliminato, vedo con sgomento un nuovo mostro che alza la testa e si prepara a prendere il potere. ╚ fondamentale sbarazzarsi dei dittatori, ovviamente. ╚ importantissimo combattere la fame e l’ingiustizia, non c’Ŕ alcun dubbio. ╚ di vitale importanza mettere fine alla corruzione.

Ma Ŕ altrettanto importante combattere l’estremismo religioso, come pure rispettare e legittimare i diritti e la dignitÓ delle donne, e questo vuol dire sbarazzarsi degli strumenti e dei sistemi del patriarcato che fingono di proteggere le donne e che sfruttano questa cosiddetta protezione al fine di giustificare l’oppressione.

Anzi, ci˛ che aggrava la situazione Ŕ sentir dire da alcune donne che essere trattate con tanta superioritÓ fa parte delle loro « scelte ». Potrebbe anche darsi, se per scelta esse intendono « annientamento » o « lavaggio del cervello ». PerchÚ come si pu˛ mai parlare di scelta quando non esistono alternative ? O quando l’alternativa Ŕ finire ostracizzate, o aggredite, o imprigionate, o persino uccise ?

* * *

Pertanto mi chiedo se le rivoluzioni che si sono verificate e che si stanno ancora verificando nel mondo arabo possano definirsi anche rivoluzioni delle donne : in questo senso, si tratta di vere rivoluzioni ? Sotto i perfidi regimi arabi (quelli rovesciati e quelli che a breve cadranno, senza ombra di dubbio), fondati per la maggior parte sul disprezzo della donna e sulla negazione dei suoi diritti, non posso fare a meno di chiedermi : quando verrÓ il giorno in cui la donna del mondo arabo si stancherÓ di invocare « datemi i miei diritti » per urlare « i miei diritti me li prendo con le mie stesse mani » ?

Quando capirÓ che i suoi diritti non sono un lusso, ma la chiave di volta di tutto ? Quando capirÓ che non Ŕ nata per sposarsi, fare figli, obbedire, nascondersi e servire i maschi della famiglia ? Quando capirÓ che tutti i discorsi di democrazia sono chiacchiere vuote senza l’affermazione della sua uguaglianza con gli uomini ? E che tutti i discorsi di libertÓ sono scempiaggini se le sue libertÓ civili non vengono rispettate ? E che tutti quei discorsi di cambiamento e modernizzazione non valgono un fico secco se la sua situazione, la sua posizione e il suo ruolo non vengono rivalutati ? Quando comincerÓ a infuriarsi per le offese e le ingiurie che le sono rivolte a ogni istante e che mirano ad annientarla giorno dopo giorno, in ogni ambito della vita ? E quando, infine, la smetterÓ di contribuire al rafforzamento del sistema patriarcale, con i suoi valori retrogradi ?

In breve, quando esploderÓ la « bomba » delle donne arabe ? E mi riferisco alla bomba delle loro capacitÓ, ambizioni, libertÓ, forze e fiducia in sÚ stesse ; la bomba della rabbia per tutto quello che Ŕ stato loro imposto, e che spesso esse accettano senza osare criticare.

* * *

Le donne che vivono nella nostra parte del mondo sono gravemente discriminate in tanti modi che costituiscono vere e proprie violazioni dei diritti umani, dai delitti d’onore al matrimonio delle bambine, dal test di verginitÓ alle mutilazioni genitali, dal divieto all’istruzione alle limitazioni alla libertÓ di movimento fino alla posizione di inferioritÓ in campo sociale, economico e formativo, e via dicendo.

Ma la difesa delle donne non deve limitarsi a diventare uno slogan esclusivamente femminile. Gli uomini sono i compagni indispensabili nella lotta contro le ingiustizie inflitte alle donne che nascono da un’arretratezza in vari ambiti, politici, militari ma soprattutto religiosi, contesti e sistemi che, proprio come la mitica idra, fanno man mano spuntare nuove teste per ognuna delle vecchie che viene recisa.

Per questo motivo ci occorre un nuovo tipo di uomo, l’uomo che non ha bisogno di opprimere le donne, negare i loro diritti e disprezzare i loro sentimenti per sentirsi « virile ». Ma ci occorre anche un nuovo tipo di donna, quella donna che saprÓ lottare con le unghie e con i denti per ottenere i suoi diritti senza dover ricattare o cancellare gli uomini. Vogliamo donne che non si limitino a sostituire il patriarcato con il matriarcato, ma che aspirino a una vera collaborazione e solidarietÓ con il genere maschile.

« Primavera araba », davvero ? Per quanto ne so io, ci si prospetta un nuovo inverno, oppure una primavera semplicemente cosmetica. La soluzione ? Ce n’Ŕ una sola. Non si tratta di rappezzare il muro che abbiamo davanti, non si tratta di augurarsi che sparisca di colpo. Non si tratta di negare la sua esistenza, nÚ di pregare per la sua distruzione. La soluzione Ŕ distruggere, distruggere e distruggere. E ricostruire. Ricostruire insieme, uomini e donne, mano nella mano. ╚ questa la vera battaglia di cui abbiamo bisogno. ╚ questa la vera rivoluzione che ci meritiamo. (Traduzione di Rita Baldassarre)


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