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MEDITERRANEO : UN MARE E TRE RELIGIONI. Intervista a PEDRAG MATVEJEVIC : « Wojtyla non avrebbe commesso un errore così grave »

mardi 19 septembre 2006 par Federico La Sala

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mercredi 4 octobre 2006

carteggi. Una scelta di lettere inedite di Giorgio La Pira che disegnano la mappa della sua opera di pellegrino del dialogo fra i tre monoteismi

Mare nostrum della pace

L’appello a cercare quel che unisce le grandi religioni, nella certezza che anche l’islam ha in sé questo imperativo

Da Firenze Andrea Fagioli (Avvenire, 04.10.2006)

Il Mediterraneo come il Lago di Tiberiade : un Mare di Galilea più grande, molto più grande, capace di unire con le proprie acque popoli e nazioni, di abbattere ogni barriera etnica e religiosa. Un sogno, un grande sogno, nella mente e nel cuore di un siciliano che certamente ha respirato nella sua giovinezza la cultura mediterranea assorbendone soprattutto il senso dell’apertura al dialogo, tanto che, una volta a Firenze, ha dato vita ai "Colloqui Mediterranei" e a tutte le azioni possibili e immaginabili per la pace nel mondo a partire dalla riconciliazione della « triplice famiglia di Abramo » : le tre grandi religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islam).

Quel sogno rivive oggi nelle Lettere di Giorgio La Pira per la pace nel Mediterraneo (1954-1977), raccolte dalle Edizioni Polistampa (pagine 346, euro 16) con il sovrattitolo « Il grande lago di Tiberiade ». Si tratta di 71 lettere e 25 altri documenti tra discorsi, interventi e articoli dell’ex sindaco di Firenze, in parte inediti, usciti dall’archivio della Fondazione La Pira, raccolti e introdotti da Marco Pietro Giovannoni.

« La struttura del libro - spiega Giovannoni - è tesa a dare una panoramica generale della "politica mediterranea" di La Pira con l’intento di evidenziarne le tesi teoriche di fondo e alcune delle sue iniziative concrete che lo indussero a fare di Firenze un centro nevralgico importante di una originale elaborazione di politica internazionale e lo spinsero a divenire "pellegrino della pace" nelle aree più difficili del teatro della guerra fredda ».

Tra gli inediti anche la lettera al presidente egiziano Nasser (pubblicata in questa pagina), che risale al 22 febbraio 1958 e nella quale esplicitamente La Pira parla della propria visione teologica e del proprio personale punto di vista sul ruolo delle tre religioni che si riconoscono in Abramo ed in particolare l’islam.


La Pira/inedito

« Caro presidente Nasser, nel Mediterraneo le fiaccole riconciliate del Dio di Abramo »

Giorgio La Pira Firenze 22 Febbraio 1958

Eccellenza,

grazie per la Vostra lettera dell’8 corr. : quale atto di valore non è mai questo associarsi alla comune preghiera per la pace e la fraternità dei popoli e delle nazioni !

Il tempo in cui viviamo, l’epoca storica nella quale siamo entrati, costituiscono una svolta immensa nel corso della storia umana : una svolta che Dio stesso sta operando, determinando ai popoli e alle nazioni finalità nuove e aprendo ad essi prospettive nuove. (...) Quali le prospettive che Egli apre per la storia di domani ?

Certo, Eccellenza : la risposta più prossima è questa : perché una grande promozione sociale, economica, politica, culturale si operi presso tutti questi popoli e presso tutte queste nazioni : perché la loro libertà, la loro dignità, la loro maturità sociale e politica siano riconosciute : perché essi entrino a pari grado ed a pari titolo nel concerto solidale della grande famiglia delle nazioni !

Questo è un punto preciso : è una risposta precisa : si può dire, senza tema di errare : questa è una acquisizione storica definitiva. Il regime « coloniale » è finito, per sempre : fu una stagione storica autunnale : ormai è superata per sempre : ora è venuta la primavera della dignità, della libertà, della maturità di tutti i popoli e di tutte le nazioni della terra : ora la storia ha operato una crescita di immensa portata destinata ad incidere sugli orientamenti essenziali della storia futura. Il nuovo « millennio » si inizia, diciamo così, proprio ora.

Ebbene, Eccellenza, permettete che proprio a questo punto, in questo quadro storico di prospettiva così vasta imponga la domanda essenziale, quella che condiziona tutto il resto, quella che dà finalità, valore, luce a questo quadro : e Dio ? E i valori di adorazione, di culto, di bellezza, di purezza, di civiltà, di « poesia » che da Lui soltanto derivano ? (...)

Elevare sul mondo la lampada di Dio : questi popoli e queste nazioni che entrano nella scena della storia, che acquistano la loro libertà, la loro grandezza, la loro dignità, il loro posto, proprio per essere portatori, per tutte le nazioni, di questa lampada sacra che Dio confida ! Quale ideale, Eccellenza ! Fare splendere su tutto lo spazio della terra - uno spazio sul quale, purtroppo, fa ombra, in tanta parte, l’ateismo comunista - la luce verginale di Dio.

« Ti ho posto per luce delle nazioni » dice la Sacra Scrittura rivolta profeticamente a Gesù ! La voce di Dio è chiara : il suo comandamento è preciso : la Sacra Scrittura - da Abramo sino a S. Giovanni Battista, dal Battista a Cristo - esplicitamente lo enunzia : Io sono la luce del mondo, dice il Signore. Ed il Corano esplicitamente lo conferma : Parola di Dio alle nazioni.

Ed allora ? Allora, Eccellenza, ecco il grande problema storico, la grande missione storica che viene oggi confidata ai popoli che il Signore chiama ad essere attori e forgiatori della storia futura : fugare su tutta la faccia della terra le oscurità di morte dell’ateismo e fare splendere su tutta la faccia della terra la luce purificatrice, elevante, della grazia di Dio e della bellezza di Dio ! (...) Pensate : il Mediterraneo - nel quale si « bagnano » le nazioni ed i popoli storicamente e culturalmente e religiosamente più vitali della terra : nazioni a civiltà cristiana musulmana ebrea - può diventare, davvero, se pacificato, lo spazio più luminoso della terra !

È il mare ed è lo spazio di Gerusalemme, di Roma, di Atene, della Mecca, di Alessandria : cioè lo spazio nel quale Dio ha posto alcune città essenziali del Suo disegno storico : non città museo : no : ma città-fontane, città-fari, città-sante : città dalle quali zampillerà sempre, per tutte le generazioni, per tutti i secoli, per tutti i popoli, una luce inestinguibile di grazia e di civiltà ! (...)

Eccellenza, quale ideale è davanti ai popoli credenti ; oggi : quale ideale è davanti ai capi credenti, oggi : quale ideale è davanti a voi ! Essere davvero capo di un popolo, di una nazione che vuole elevare sul mondo la lampada di Dio, il tabernacolo di Dio, la bellezza di Dio ! Non c’è ideale comparabile a questo ideale ; non c’è bellezza e grandezza : essere il vessillifero del Signore !

Forse per opprimere o per violentare gli altri popoli ? No : tutt’altro : anzi per recare a tutti una speranza, un conforto, una consolazione : per mostrare ancora una volta nel corso della storia, che la vita politica non è dissociata dalle profonde finalità teologiche cui la storia millenaria : che conoscere Dio, amare Dio, servire Dio costituisce lo scopo essenziale non solo dei singoli ma anche dei popoli e delle nazioni. (...)

Dobbiamo unirci, Eccellenza : il fondo delle tre civiltà monoteistiche è costituto dallo stesso mistero divino. Tutte e tre insieme esse sono destinate a fare rifiorire in questo misterioso e prestigioso mare Mediterraneo una civiltà di alto livello religioso, culturale, sociale e politico. (...)

Dal fondo del cuore, Eccellenza, io non posso che augurarvi una cosa : che Voi siate fedele a questa vocazione divina, fedele a questo dono divino, fedele a questa missione storica di bene, di amore, di pace, di fraternità, di giustizia. Allora il Signore benedirà i vostri passi, farà grande la vostra nazione, ed anche per opera vostra Egli farà spegnere l’odio che ancora serpeggia nel mondo e fugherà le ombre di ateismo e materialismo che ancora coprono tanta parte della terra.

Ecco Eccellenza i sentimenti coi quali noi prepariamo e salutiamo la vostra visita in terra italiana : è una visita che la Provvidenza stessa ha predisposta : una visita che si colloca nel quadro storico e misterioso di cui vi ho scritto : una visita destinata a saldare le nostri grandi civiltà e destinata a rassicurare tutte le nazioni : una visita che è per tutti, e che sarà per tutti - e anzitutto per i popoli del Mediterraneo - un pegno sicuro di pace, un documento sicuro di fraternità, un punto felice di partenza per l’ulteriore avanzamento dei popoli nella via che conduce alla unione con Dio e alla elevazione sociale e politica delle nazioni tutte. Credetemi con rinnovati auguri di ogni vero bene


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