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Uomini e donne, per un "cambio di civiltà" - al di là del Regno di "Mammasantissima": l’alleanza edipica della Madre con il Figlio, contro il Padre, e contro tutti i fratelli e tutte le sorelle.

USCIAMO DAL SILENZIO: UN APPELLO DEGLI UOMINI, CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE. Basta - con la connivenza all’ordine simbolico della madre!!! - a c. di Federico La Sala

L’antropologia come la teologia della "sacra famiglia" della gerarchia vaticana è zoppa e cieca: è quella del ’Figlio’ che prende - accanto alla Madre - il posto del padre "Giuseppe" e dello stesso "Padre Nostro"... e fa il "Padrino"!!!
lunedì 27 novembre 2006 di Federico La Sala

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> USCIAMO DAL SILENZIO: UN APPELLO DEGLI UOMINI, CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE. Basta - con la connivenza all’ordine simbolico di "Mammasantissima" (l’alleanza edipica della Madre con il Figlio, contro il padre e contro tutti i fratelli e tutte le sorelle) !!!.

giovedì 21 settembre 2006

La famiglia "patriarcale", l’ordine di "Mammasantssima" (l’alleanza della Madre con il Figlio-Padrino o Papa, in nome del "loro" Dio, con "loro" Bibbia e i loro "pizzini", i loro "picciotti" ....): un vivo e diretto sguardo psico-sociologico sulla realtà siciliana. Un contributo e una riflessione di Ariel Levi di Gualdo


UCCIDERE LE MADRI E SALVARE IL MASCHIO SICILIANO

di Ariel Levi di Gualdo

Partorito il figlio le madri siciliane andrebbero uccise dopo lo svezzamento, salvando così la vita a molti futuri disgraziati, ridotti a quarant’anni a bimbi insicuri attaccati al seno di mamma da un cordone ombelicale tramutato in guinzaglio. Non sono pochi i trentenni a caccia di ragazzi per soddisfare i propri appetiti. Far l’amore con una donna vorrebbe dire tradire la matriarca; e tradire mamma li farebbe sprofondare nei sensi di colpa.

Talvolta mi chiedo se la psicanalisi di Sigmund Freud sia mai approdate in certi angoli di Sicilia. In fondo, la rotazione metaforica è nota: bisogna far fuori il padre, fottere la madre e lasciarla dopo l’incesto edipico, un passaggio psicologico che guida il maschio alla dimensione sessuale adulta. Pare invece che il dramma edipico sia solo recitato nei teatri greci della nostra Isola, dove molti figli seguitano a lasciare le loro madri inviolate e rovinosamente potenti.

Il numero d’omosessuali celati alla luce del sole nelle province siciliane è più alto ancora che nei capoluoghi. Alcuni paeselli sono vere e proprie Las Vegas del sesso, ove si convola dalle città alla ricerca delle migliori trasgressioni. Si sono persino create delle vere specialità: in un paese accorrono i masochisti che bramano d’esser frustrati per rimembrare la madre possessiva e coercitiva, in quello pochi chilometri avanti si recano coloro che amano maltrattare le donne per sfogar la rabbia inespressa che nutrono verso la loro potente madre.

Girando per un centro della Sicilia Sud-Orientale mi trovai intorno una decina d’aspiranti mariti. Non ho detto no, nella vita non si può sapere. Li ho tenuti in serbo per quando deciderò di ripudiare i monotoni ebrei monogami per convertirmi all’Islam e diventare un musulmano gay votato al culto della poligamia fallica.

Ed eccolo accanto a me ad un semaforo cittadino, il maschio tipo siracusano: capello rasato e occhiale nero a fascia che mira a sottintendere: «Non voglio mostrarti il mio sguardo perché cadresti a terra in preda a convulsioni come Linda Blayr nell’Esorcista». Sta forse sgommando impaziente per andare a prendere il suo feroce pitt-bull da portare ai combattimenti clandestini a Catania, questo macho da brivido? Il semaforo è rosso, ma appena il flusso di macchine accenna a diminuire parte sgommando come un satanasso.

Percorro la salita di Necropoli Grotticelle, entro in Scala Greca e accosto in un parcheggio, sbrigo le mie cose e riparto. Rientrando verso la perla ortigiana prendo il giro largo per non perdermi il tramonto sull’area del Teatro Greco. Mentre dall’alto contemplo l’acropoli, sul viale alberato rivedo lui, il macho strazia picciotte. È seduto di fronte ad un altro ragazzo, le loro moto sono accostate, non ha più gli occhiali a fascia. Il suo volto è trasfigurato dalla dolcezza ed i suoi occhi brillano. Quasi si avverte il suo tremito mentre sorride all’amico, al quale non può gettar le braccia al collo in quello spazio all’aperto, né comprimere le proprie labbra sulle sue, ma tutto lascia capire. Forse, per quell’amore, dovrebbero dire «grazie mamma», ma loro non lo sanno. Per scoprirlo dovrebbero restare orfani e trascorrere qualche anno sul lettino dello psicanalista.

Nulla da dire sulle libere scelte di vita omosessuale, meritevoli di rispetto e all’occorrenza di ponderata tutela giuridica, molto da dire sui gay fabbricati dall’egoismo delle matriarche sicule sin da quand’erano piccini in fasce, in una Terra dove storicamente i maschi subiscono e patiscono la donna padrona illudendosi di essere i signori dell’universo.


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