Inviare un messaggio

In risposta a:
EUROPA: LA CRISI UNGHERESE E NOI. Per il dialogo. quello vero!!!

"Forza" ITALIA ... e "Forza" UNGHERIA!!! Il paradosso del politico mentitore. Una grande LEZIONE TEOLOGICO-POLITICA, all’altezza della nostra cultura e della nostra dignità di cittadini-sovrani e di cittadine-sovrane. Un’analisi di BARBARA SPINELLI.

lunedì 25 settembre 2006 di Federico La Sala
[...] da tempo l’Ungheria vive nell’illusione e nella menzogna delle cifre. Quel che colpisce nel paradigma ungherese è la confusione degli animi e dei ruoli. I mentitori si contrabbandano come uomini veraci. L’uomo di verità è quello che ammette d’aver mentito e che è giudicato persona non grata, fedifraga, o come dicono le destre ungheresi: «moralmente morto».
Siamo in pieno paradosso del mentitore, quale enunciato da Epimenide: «Tutti i cretesi mentono», pare abbia detto il filosofo (...)

In risposta a:

> "Forza" ITALIA ... e "Forza" UNGHERIA!!! Il paradosso del politico mentitore. Una grande LEZIONE TEOLOGICO-POLITICA, all’altezza della nostra cultura e della nostra dignità di cittadini-sovrani e di cittadine-sovrane, di BARBARA SPINELLI.

martedì 24 ottobre 2006

Quel carro che ritorna

di Enzo Bettiza

(La Stampa, 24/10/2006)

L’IMMAGINE della tv riproduce a colori quella sgranata e in bianconero del carrarmato di Budapest che le prime televisioni e i giornali dell’epoca ci fece vedere allora. È una sovrapposizione sorprendente e drammatica: cambia soltanto il colore. C’è anche un ricorso storico che può avere una spiegazione: questa rivolta è una rivolta contro il governo in carica il cui presidente Ferenc Gyurcsany era segretario della gioventù comunista, erede di una dinastia comunista, che come tanti leader dei Paesi dell’Est conoscendo bene i meccanismi del potere ha realizzato ed abusato delle privatizzazioni come fossero un affare privato.

Gyurcsany non soltanto è diventato l’uomo più ricco dell’Ungheria e uno dei più ricchi d’Europa, ma ha irritato la popolazione budapestina che non naviga tutta nell’oro affermando che il suo partito socialista ha continuato a mentire per conservare il potere. C’è un perverso filo storico che sembra congiungere il 1956 con il 2006, dopo mezzo secolo dalla rivoluzione. In Ungheria, ma anche in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca c’è la voglia di chiudere definitivamente i conti con il totalitarismo comunista e i suoi ultimi eredi, conti che non sono stati fatti fino in fondo nel 1989. Gli ex comunisti divenuti socialisti che perseguono politiche di liberismo selvaggio, come è stato ed è il caso del partito di Gyurcsany, costituiscono un paradosso brutale, quasi una beffa, che i nuovi ragazzi della via Pal sembrano non desiderare né approvare.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: