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EUROPA: LA CRISI UNGHERESE E NOI. Per il dialogo. quello vero!!!

"Forza" ITALIA ... e "Forza" UNGHERIA!!! Il paradosso del politico mentitore. Una grande LEZIONE TEOLOGICO-POLITICA, all’altezza della nostra cultura e della nostra dignitā di cittadini-sovrani e di cittadine-sovrane. Un’analisi di BARBARA SPINELLI.

lunedì 25 settembre 2006 di Federico La Sala
[...] da tempo l’Ungheria vive nell’illusione e nella menzogna delle cifre. Quel che colpisce nel paradigma ungherese č la confusione degli animi e dei ruoli. I mentitori si contrabbandano come uomini veraci. L’uomo di veritā č quello che ammette d’aver mentito e che č giudicato persona non grata, fedifraga, o come dicono le destre ungheresi: Ģmoralmente mortoģ.
Siamo in pieno paradosso del mentitore, quale enunciato da Epimenide: ĢTutti i cretesi mentonoģ, pare abbia detto il filosofo (...)

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> Ungheria, si muove la Ue: "Basta leggi liberticide". Barroso annuncia l’apertura delle procedure d’infrazione. Orbān promette concessioni (di Andrea Tarquini).

mercoledì 18 gennaio 2012


-  Ungheria, si muove la Ue
-  "Basta leggi liberticide"

-  Barroso annuncia l’apertura delle procedure d’infrazione

-  Orbān promette concessioni: oggi č all’Europarlamento e il 24 vedrā il capo della Commissione

-  di Andrea Tarquini (la Repubblica, 18.01.2012)

BERLINO - Divisa sull’euro, minacciata dalla recessione, debole sulla scena internazionale, l’Europa almeno in un caso ha mostrato carattere: la risposta alla svolta autoritaria in Ungheria, paese membro dell’Unione dal 2004. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha annunciato ieri l’apertura di procedure d’infrazione a carico di Budapest.

Bruxelles contesta alcune delle leggi liberticide varate dal governo di destra nazionale dell’autocratico premier Viktor Orbān: la minaccia all’autonomia della Banca centrale, le mani sulla giustizia, le leggi non garantiste sulla protezione dei dati personali. Orbān - soprannominato dall’opposizione "Viktātor", gioco di parole tra il suo nome e "dittatore" - reagisce promettendo vagamente concessioni. Il 24 incontrerā a Bruxelles Barroso per un chiarimento. Ma giā oggi andrā a parlare al Parlamento europeo. ĢPer difendere l’Ungheria dall’attacco della sinistra internazionaleģ, ha detto il suo portavoce, Péter Szijjārtō. Dura, ironica la replica del nuovo presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz: ĢBella notizia, non sapevo che Barroso fosse di sinistraģ.

ĢNon vogliamo ombre di dubbio sul rispetto della democrazia in un paese membro dell’Unioneģ, ha detto Barroso. L’iniziativa della Commissione segue di pochi giorni la dura richiesta di chiarimenti presentata dalla direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde. Se non fornirā concrete garanzie di modifiche alle leggi - denunciate ieri anche da Amnesty international - l’Ungheria di Orbān non rischierā solo di essere deferita alla Corte europea di giustizia. Sarā in pericolo il credito di 15-20 miliardi di dollari chiesto a Ue e Fmi, e senza il quale un suo default, a causa della fallimentare politica economica autarchica di Orbān e non solo degli errori dei precedenti governi socialisti, sembra inevitabile.

Le leggi contestate sono: i pesanti limiti all’autonomia della Banca centrale, in contraddizione con il Trattato di Lisbona. Il pensionamento anticipato a 62 anni dei giudici, con la creazione di un’autoritā che controlla la magistratura, affidata a un’amica della famiglia Orbān. E la protezione dei dati privati. ĢSiamo pronti a regolare tuttoģ, ha detto il ministro della Comunicazione, Zoltān Kovacs. Ma nel regime falchi affiancano colombe. ĢNon permetteremo gli attacchi della sinistraģ, insiste Szijjārtō.

Tra stretta autoritaria, aumento della povertā e crisi economica, la tensione minaccia di salire. I sostenitori di Orbān organizzano per sabato una grande marcia su Budapest: contadini, militanti da ogni angolo del paese, ussari in uniforme. Con la promessa di una diaria. L’ultradestra neonazista (Jobbik, terza forza in Parlamento) brucia in piazza le bandiere della Ue. ĢDobbiamo liberarci di Orbān, č un uomo malvagioģ, ha scritto ieri sulla Frankfurter Allgemeine lo scrittore magiaro Gyorgy Konrad, leader del dissenso sotto il vecchio regime comunista.


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