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Eu-angélo: "Dio" è AMORE!!!

E’ iniziata la "commedia", quella "divina", in ’volgare’ ... ma la Chiesa ’cattolica’ non sa né di Dante, né di Manzoni: sa solo di latino e nemmeno bene -"Deus caritas est"?! IL ’CARDINALE’ EMMANUEL MILINGO PRENDE LE DISTANZE E CONSACRA VESCOVI QUATTRO PRETI SPOSATI !!!

"Amore è più forte di Morte / Passione più potente degli Inferi"(Cantico dei cantici: 8.6-7; trad. di G. Garbini, Paideia1992)
martedì 26 settembre 2006 di Federico La Sala

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> E’ iniziata la "commedia", quella "divina", in ’volgare’ ... ma la Chiesa ’cattolica’ non sa né di Dante, né di Manzoni: sa solo di latino e nemmeno bene -"Deus caritas est"! IL CARDINALE MILINGO PRENDE LE DISTANZE E CONSACRA VESCOVI QUATTRO SACERDOTI SPOSATI!!!

lunedì 18 dicembre 2006

Il Vaticano conferma la scomunica ad associazioni cattoliche USA: non sono riconciliabili con la fede

di Agenzia ADISTA n.89 del 23-12-2006 *

33674. LINCOLN (NEBRASKA)-ADISTA. Il Vaticano ha confermato la validità della scomu­nica dei membri del gruppo di attivisti per la riforma della Chiesa Call to Action, perché le loro posizioni - secondo quanto scrive il card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congrega­zione dei vescovi - sono “inaccettabili da un punto di vista dottrinale e disciplinare”.

Dieci anni fa, nel 1996, mons. Fabian W. Bruskewitz, vescovo della diocesi di Lincoln, nel Nebraska, aveva emesso una “dichiarazione di legislazione extrasinodale” in cui si infor­mavano gli aderenti a Call to Action e ad altre 10 associazioni che sarebbero stati automatica­mente scomunicati se non avessero rinunciato alla loro affiliazione nel giro di un mese. La sezione del Nebraska di Call to Action aveva fatto appello alla Santa Sede per far dichiarare invalida la legislazione e quindi la scomunica. Il Vaticano però - che ha risposto al vescovo Bruskewitz senza mai rivolgersi direttamente all’associazione - ha giudicato l’azione “appro­priata” e presa “nei limiti delle competenze” del vescovo come pastore della diocesi. “Il giudi­zio della Santa Sede”, ha scritto in inglese il card. Re il 24 novembre scorso, “è che le attività di Call to Action nel corso di questi anni sono in contrasto con la fede cattolica per opinioni e posizioni che sono inaccettabili dal punto di vista dottrinale”. “Quindi”, conclude il cardinale, “essere membro di questa associazione o sostenerla è irreconciliabile con una vita coerente nella fede cattolica”.

Call to Action considera la lettera di Re a Bruskewitz “disgraziata” e pensa che a Roma si agisca senza un’adeguata informazione: il Vaticano non ha mai interpellato l’organizzazione per accertare le sue posizioni ma si è basato unicamente su quanto riportato dal vescovo di Lincoln. Ad esempio, come racconta Jim McShane che ha stilato materialmente il primo appello contro la scomunica, sul giornale diocesano è stato riportato che i membri di Call to Action non condividono la dottrina del Credo e dubitano della realtà dell’incarnazione di Cri­sto. Ma McShane - di cui il card. Re ha anche sbagliato il nome proprio nella lettera - rispon­de che in realtà i temi per cui si batte la sua associazione sono soprattutto il ruolo delle donne nella Chiesa e la protezione dei minori dagli abusi sessuali. Non solo Monsignor Bruskewitz, dice Nicole Sotelo, portavoce nazionale di Call to Ac­tion, è “l’unico vescovo americano a negare alle ragazze di poter fare le chierichette”, ma la sua è “la sola diocesi in cui non è stato applicato il regolamento della Conferenza episcopale statunitense per la protezione dei bambini”. Il vescovo si è infatti rifiutato, all’indomani dello scandalo pedofilia che ha travolto numerose diocesi negli Stati Uniti, di chiedere controlli sui precedenti di impiegati e volontari che lavorano con i bambini e non ha permesso uno studio approfondito per ricostruire tutti i casi di abusi sessuali da parte di preti degli ultimi 50 anni, perché il suo esito sarebbe stato probabilmente “calunnioso” per la Chiesa.

Anche se nella sua lettera il card. Re parla solo di Call to Action, tra le associazioni scomu­nicate dal vescovo di Lincoln figurano anche Planned Parenthood e Catholics for a Free Choice (cat­tolici favorevoli all’aborto), organizzazioni massoniche e persino la “Società di San Pio X”. Singolarmente, però, tra gli uffici della diocesi figura anche un “Apostolato per la messa tri­dentina”. “I genitori devono dire ai figli che non possono provare ogni medicinale che trovano nell’armadietto o bere da ogni bottiglia che trovano”, ha detto mons. Bruskewitz commen­tando la decisione vaticana. “La Chiesa è nostra madre e ci dà delle istruzioni per proteggerci da pericoli di cui non ci accorgiamo”. Chi volesse riconciliarsi con la Chiesa, ha dichiarato sempre il vescovo, deve “ripudiare per iscritto” la propria affiliazione all’associazione, elimi­nare ogni contatto con gli altri affiliati e cercare il sacramento della riconciliazione da un sa­cerdote: potrebbe anche venir chiesta una professione di fede, ha aggiunto. Quelli del vesco­vo sono “metodi medievali”, secondo Call to Action, che ha dichiarato che i suoi membri con­tinueranno a frequentare regolarmente le loro parrocchie e a lottare per la riforma della Chie­sa. L’organizzazione, che non prevede mosse simili da parte di altri prelati, impugnerà co­munque la decisione di fronte al tribunale della Segnatura apostolica. (alessandro speciale)

* www.ildialogo.org, Lunedì, 18 dicembre 2006


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