Inviare un messaggio

In risposta a:
Per una buona economia - domestica....

GOVERNO-PRODI : UNA FINANZIARIA PER L’ITALIA E PER L’EUROPA. Un "segnale" (piccolo, ma segnale): il premier e i ministri si sono ridotti del 30% le loro indennità.

domenica 1 ottobre 2006 di Federico La Sala
[...] Il premier ha parlato della "più grande redistribuzione di risorse mai fatta da un governo: i poveri - ha spiegato - diventeranno un po’ meno poveri. Il contrario di quello che stava accadendo. Aiuteremo chi ha meno". Padoa Schioppa l’ha spiegata, più tecnicamente, così: "Abbiamo puntato su tre obiettivi: portare i conti dello Stato fuori dalla zona di pericolo, ridistribuire risorse e aprire una prospettiva di sviluppo. Le mani nelle tasche degli italiani? Non è vero: c’è una (...)

In risposta a:

> GOVERNO-PRODI : UNA FINANZIARIA PER L’ITALIA E PER L’EUROPA. Un "segnale" (piccolo, ma segnale): il premier e i ministri si sono ridotti del 30% le loro indennità.

giovedì 26 ottobre 2006

327 sì e 227 no dopo una discussione in cui Lega e FI hanno scatenato la bagarre. Domani il voto sul dl

Decreto fiscale, la Camera vota la fiducia al governo *

ROMA - Con 327 sì e 227 no, la Camera ha confermato la fiducia al governo sul decreto fiscale. I deputati presenti erano 554, la maggioranza richiesta 278. Slittano i tempi dell’approvazione del dl: l’Aula di Montecitorio deve discutere gli oltre 100 ordini del giorno presentati dall’opposizione per allungare la discussione. Il voto finale sul provvedimento è in programma domani.

L’approvazione della fiducia sul maxiemendamento è avvenuta in un clima di scontro che ha costretto Fausto Bertinotti a sospendere la seduta. Mauro Fabris (Udeur), Gianni Fava e Fedrico Bricolo (Lega) sono quasi venuti alle mani ed è stato necessario l’intervento dei commessi. Alcuni deputati, come Paolo Romani di Forza Italia, hanno lanciato giornali contro i colleghi. Ad animare la protesta, i deputati del Carroccio, che hanno srotolato dei manifesti, simili a maxi scontrini fiscali, con le scritte "Chiusi per tasse" e "Il Nord ha già pagato". Poi, sono spuntati i cartelli di Forza Italia, con scritto "Prodi bugiardo".

Tra maggioranza e opposizione volano parole grosse e Bertinotti sospende la seduta: "In conferenza dei capigruppo avevo rivolto un appello perché la seduta si tenesse all’interno della correttezza formale, ma da parte della Casa delle Libertà c’è stato un comportamento che considero deontologicamente scorretto" spiega il presidente della Camera prima di dare il via alle votazioni sulla fiducia.

Anche il dibattito si svolge in un clima di tensione, con i deputati dell’Unione che difendono il governo e spiegano di essere stati costretti a porre la fiducia per neutralizzare l’ostruzionismo della Cdl. L’opposizione si divide sui metodi della protesta inscenata in aula (An spiega di non aver voluto portare striscioni perché "Prodi fa tutto da solo") ma si ritrova compatta nel sostenere che il premier ha posto la fiducia sul maxiemendamento fiscale per "coprire i contrasti" nell’Unione.

"Avevamo tutte le intenzioni di offrire un contributo utile per migliorare il decreto fiscale", assicura Ignazio La Russa. Resta il fatto che l’opposizione non ha ritirato gli oltre 400 emendamenti presentati. Giulio Tremonti decreta in aula la "crisi politica" del governo Prodi, accusa la maggioranza di "non saper governare", invoca una soluzione "politica e non di polizia" per l’evasione fiscale e difende la raffica di condoni decisa quando era al ministero dell’Economia: "Ho fatto condoni perché non sapevo come pagare le pensioni e la sanità, quando l’Italia era a crescita zero".

Ad attaccare la Lega ci pensa Lorenzo Cesa, che definisce "poco responsabile" il comportamento dei suoi alleati ("Hanno consentito al governo di giustificare il voto di fiducia") e condanna la scelta di una opposizione intransigente: "Lo scontro frontale finisce solo per aiutare la maggioranza ad andare avanti".

Il compito di difendere la manovra economica, in una seduta che per i deputati dell’Unione è stata scandita "dal teppismo organizzato di Fi e della Lega", spetta a Dario Franceschini. Il capogruppo dell’Ulivo spiega che il governo è stato costretto a fare una manovra da 34 miliardi perché "grave" era la situazione dei conti pubblici lasciata da Berlusconi e difende le misure contenute nel decreto fiscale. Queste, dice, "sono le nostre prime scelte per l’Italia. Davanti a noi abbiamo il cammino della Finanziaria". Da qui l’appello a "lavorare tutti per il bene del Paese". (26 ottobre 2006)

* www.repubblica.it, 26.10.2006


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: