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Che fare?!

Finalmente sappiamo che cosa è successo a Vicka-Maria, la bambina bielorussa ospite a Cogoleto, in Italia. Una nota (2006) di Ida DOMINIJANNI e, oggi - 2007, una denuncia di Furio COLOMBO - a cura di pfls.

lunedì 12 febbraio 2007 di Federico La Sala
[...] Né la famiglia né lo Stato sono più quelli di una volta: ci sono bambini abbandonati in patria che trovano famiglia fuori, ci sono, nella complessa galassia dei migranti, figli che lasciano madri e padri e madri e padri che lasciano i figli per trovare lavoro altrove, ricongiungimenti familiari difficili, separazioni coniugali inevitabili, amori troncati e amori trovati. E’ il ghenos oltre il ghenos di oggi, quando anche lo Stato dovrebbe andare oltre lo Stato. A Genova un amore era (...)

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> AMORE è PIù FORTE DI MORTE, ma né lo Stato-chiesa né la Chiesa-stato lo sa più. Una nota di Ida DOMINIJANNI, sul "caso " della bambina bielorussa - MARIA

mercoledì 1 novembre 2006

CONIUGI GIUSTO: GRANDE EMOZIONE SENTIRE LA VOCE DI MARIA *

GENOVA - "Sentire la voce di Maria è stata una emozione fortissima. Abbiamo letto il giornale e poi l’abbiamo sentita nelle registrazioni trasmesse da radio e tv. Non ci siamo persi neppure una parola". Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin, genitori affidatari della piccola orfana bielorussa, non riescono a nascondere la loro gioia per aver sentito confermata dalla bimba, durante una intervista telefonica con un giornalista del ’Secolo XIX’, la sua volontà di tornare in Italia. "Una volontà - spiega Alessandro Giusto - che Maria ha sempre espresso, da quattro anni almeno una volta alla settimana".

Maria (il vero nome è Vika) ha scambiato poche battute con il Secolo XIX nel corso di una telefonata a Zhodino, una cittadina tra Minsk e Borisov, in Bielorussia, dove da lunedì é ospite della famiglia che già ha in affidamento il fratellino Sasha. "Ho scelto di vivere in Italia - dice la bimba, che ha chiesto di poter parlare in italiano -. Non so quando potrò tornare, vorrei adesso. Con il mio fratellino? No, Sasha no. Lui ha una famiglia". Al giornalista che le ha portato i saluti della sua "mamma" genovese, Maria chiede di poterle parlare e poi alla gente di Cogoleto dice "voglio bene a tutti". Poi, quando le viene riferito che i giornali scrivono che lei vuole rimanere in Bielorussia, Maria risponde "No, io ho detto Italia. Non è vero che voglio rimanere con Sasha. E’ una bugia".

Di lei dice di "stare bene" e che in Bielorussia "fa freddo". Poi racconta che all’istituto al quale è stata affidata dopo il suo rimpatrio forzato dall’Italia le hanno assicurato che "posso tornare". "Dalle parole di Maria si intuisce che è serena, e questa é la cosa più importante" ha commentato Alessandro Giusto. "Abbiamo sempre detto che la soluzione temporanea di un affidamento alla famiglia che ospita il fratello fosse la cosa migliore; si tratta di un’ottima famiglia, che dà a Maria serenità".

Sul futuro di Maria-Vika, però, rimangono ancora molti punti interrogativi. La famiglia di Zhodino, intervistata dal ’Secolo’, chiarisce di non essere disposta a tenere la bimba. "Non sappiamo se il governo ci aiuterà finanziariamente - ha detto Sergej Vasilevski -. Noi vogliamo bene ai bambini, ma ne abbiamo già due e lavoriamo. Insomma, preferiremmo che Vika tornasse in Italia". Da Cogoleto, intanto, i Giusto confermano di essere disposti ad adottare anche Sasha, il fratello di Maria.

"Siamo pronti ad ospitarlo, ma bisogna fare molta attenzione alla rete di sentimenti del bambino: lui ha già una famiglia affidataria in Bielorussia ed una in Italia. Bisognerebbe creare una rete di famiglie per rispettare i suoi sentimenti". Dalla Bielorussia, comunque, non sono più giunte notizie ufficiali circa la pratica di adozione che la famiglia Giusto ha avviato da tempo nei confronti di Maria. "Non abbiamo sentito più nessuno - ammette Alessandro Giusto - ma speriamo che questa intervista possa rappresentare un passo avanti importante. Ora tutti sanno che Maria vuole tornare".

* ANSA


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