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Diritti e Immigrazione

RIFORMA DELLA LEGGE "BOSSI-FINI". Illegale non è il “clandestino”. Ma chi sfrutta la legge. UN "VECCHIO" INTERVENTO DI DON CIOTTI E IL TESTO DI MODIFICA APPROVATO (Ddl delega Cdm 28.6.2007) - a cura di pfls

sabato 30 giugno 2007 di Federico La Sala
[...] Dietro l’etichetta di “clandestini” ci sono insomma persone che lavorano duramente nelle nostre case, nelle nostre fabbriche e nei nostri cantieri. Non di rado in condizioni di supersfruttamento, reso possibile dalla loro condizione di invisibilità e illegalità. L’illegalità maggiore non è però la loro, che hanno colpa solo di non avere documenti in regola, bensì quella di chi approfitta di una legge sbagliata per violare i diritti più elementari.
Ma negare diritti (...)

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> PER UNA RIFORMA RADICALE DELLA "BOSSI-FINI". Illegale non è il “clandestino”. Ma chi sfrutta la legge. UN INTERVENTO DI DON CIOTTI

mercoledì 25 aprile 2007


-  "Più immigrati ma per bene"
-  Via la Bossi-Fini. Amato: un colpo alla clandestinità

di GUIDO RUOTOLO *

ROMA. La Bossi-Fini va in soffitta. Chiudono i Cpt di Brindisi, Crotone e Ragusa, per gli altri, che apriranno le porte anche alla stampa, sono previste modifiche profonde. La prospettiva è un loro superamento graduale. Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del Testo unico sulla immigrazione, il disegno di legge-delega Amato-Ferrero. Entro un anno il governo dovrà adottare un decreto legislativo per la sua attuazione. Commenta il ministro dell’Interno, Giuliano Amato: «La modifica della Bossi-Fini si è resa necessaria perché i meccanismi adottati dalla stessa legge per l’immigrazione hanno favorito uno sproporzionato ingresso di immigrazione clandestina rispetto a quella legale».

Per il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, quella approvata dal governo è una legge «più civile rispetto alla Bossi-Fini»: «La logica del provvedimento si basa su due pilastri: non aumentare il numero degli immigrati che devono entrare bensì evitare, come accade oggi, che la maggior parte degli ingressi avvenga clandestinamente; lavorare all’inclusione sociale di quanti vengono nel nostro Paese per stabilizzarsi e hanno diritto a tutta una serie di diritti». Diverse sono le novità previste dall’Amato-Ferrero, a partire dalla programmazione triennale dei «flussi» (elesticità solo per le badanti), agli sponsor-garanti, e all’autosponsor, ovvero una limitata quota di ingressi per inserimento nel mondo del lavoro a cittadini stranieri, iscritti nelle liste, che dimostrino di avere le risorse finanziarie adeguate al periodo di permanenza in Italia. Saranno formate liste di collocamento, consultabili anche su Internet, degli stranieri che vogliono venire in Italia a lavorare. Per i «talenti» nei campi della ricerca e della scienza, della cultura e dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo e dello sport è prevista la concessione «veloce» di un permesso di soggiorno aperto della durata massima di cinque anni.

Altre novità: procedure più semplici e veloci per il rilascio dei permessi di soggiorno, e i comuni avranno competenze sostanziali per il loro rinnovo. I permessi di soggiorno legati a lavori a tempo determinato saranno rilasciati per uno o due anni; quelli rilasciati per contratti a tempo indeterminato avranno una durata di tre anni. Si introduce anche l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative. L’approccio di Amato alla questione immigrazione clandestina capovolge la filosofia della Bossi-Fini: «L’immigrato non è un mafioso, dunque non ha senso che esista un diritto criminale speciale per lui. La disciplina della Bossi-Fini aveva qualcosa che riflette forse delle ideologie, cioè vedere nell’immigrato un potenziale nemico della legge con caratteristiche specifiche proprie. Se l’immigrato fa un falso documentale, il suo falso vale quanto quello fatto da un cittadino italiano da sette generazioni». Sulla copertura finanziaria della nuova legge, il ministro dell’Interno rassicura: «Nessun problema per il 2007, visto che le spese si collocano nel 2008. Si sta valutando se fare una quantificazione ora per poi rimettere il tutto al post-Finanziaria 2008, oppure rimandarla al post-Finanziaria 2008 senza neppure quantificare la spesa. Deciderà il ministero dell’Economia».

Dunque, chiudono alcuni Cpt ma per gli altri il destino sembra già segnato: «I Cpt - spiega il ministro dell’Interno - restano solo per coloro che si sono sottratti all’identificazione o sono in transito tra l’espulsione già decisa e il governo della sua effettiva attuazione». L’avvio delle procedure di identificazione in carcere (e non più nei Cpt) e l’adesione della Romania alla Ue - «l’anno scorso dei 22.000 clandestini entrati in Italia, 8000 erano romeni», ha precisato Amato - hanno svuotato i Cpt. Sostiene Amato: «Adesso ne occorrono di meno, in particolare nel Sud. Qualche problema rimane al Nord, dove ci sono dei centri che non sono in grado di ospitare nessuno in modo adeguato. Penso in particolare a Torino». Un centro che probabilmente sarà chiuso.

* La Stampa, 25/4/2007 (7:23)


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