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Una mobilitazione generale, mondiale ...

4 NOVEMBRE 1966: ITALIA FERITA !!! FIRENZE E’ TRAVOLTA DA UNA CATASTROFICA ALLUVIONE. Un ’ricordo’ di Giorgio Bocca

domenica 8 ottobre 2006 di Federico La Sala
[...] Firenze ha anche una guida spirituale, il professor Giorgio La Pira, evangelico e poeta, che dice: «E così si risorge, un mattone dopo l’altro, un mattone per ciascuno senza discriminazioni. Firenze è un’isola, un esperimento nuovo, prezioso. Presto presto, tutto il mondo ora è Firenze, la Russia manda aerei carichi di aiuti, i parroci collaborano con i comunisti». Si impegna un grande laico, il professor Carlo Ludovico Ragghianti, lo storico dell’arte, che esorta uomini di cultura e (...)

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giovedì 2 novembre 2006

Raduno dei volontari che evitarono la distruzione del patrimonio della città.

Firenze riabbraccia gli «Angeli del fango».

Nel novembre del ’66 le acque dell’Arno ruppero gli argini. Migliaia di persone accorsero da tutto il mondo per salvare le opere d’arte *

FIRENZE - Una catastrofe naturale, ma non solo. Quarant’anni fa le acque dell’Arno sconvolsero Firenze, città di tesori d’arte inestimabili. L’alluvione offrì però anche l’occasione per una delle più grandi prove di solidarietà nella storia del nostro Paese. Un esercito di volontari, giovani e meno giovani di tutte le nazionalità, arrivarono a migliaia in città per salvare dipinti, sculture, dcummenti storici e libri. Li ribattezzarono «angeli del fango» perchè immersi nella melma per giorni, riuscirono a strappare all’oblio e alla distruzione gran parte del patrimonio artistico della città, un tesoro conservato e salvato per il mondo intero.

LA STORIA - Dal 25 ottobre 1966 a Firenze e nei dintorni piove ininterrottamente e dal 3 novembre violenti nubifragi si abbattono sulla città. Gli argini cedono, l’Arno a monte di Firenze si divide in due rami, riversandosi sul quartiere cittadino della sponda sinistra del fiume e l’acqua raggiunge un livello di oltre 4 metri. Poco più tardi, nella notte fra il 3 e il 4 novembre, la testa di Ponte Vecchio viene sommersa e le acque invadono il quartiere di Santo Spirito e di San Frediano. Qualche ora dopo è la volta della sponda destra del fiume. Nelle prime ore del mattino del 4 novembre l’Arno sfonda il muro della balaustrata davanti alla Biblioteca Nazionale e penetra nei depositi della biblioteca, inondando anche il quartiere di Santa Croce. La conseguenza è che si riversano sulla città dai 45 ai 50 milioni di metri cubi d’acqua: 121 persone perdono la vita durante l’inondazione, che si ritirapoi nella notte fra il 4 e il 5 novembre, lasciando nella città uno spesso strato di melma, mista a gasolio, macerie e spazzatura.

IL RADUNO - L’eco della catastrofe è enorme in tutto il mondo. In pochi giorni affluiscono a Firenze migliaia di persone. Militari, naturalmente, e forze dell’ordine in prima fila con i vigili del fuoco, inviati dal governo. Ma anche tantissimi volontari che saranno poi ricordati, appunto, come gli «Angeli del fango». E’ grazie a loro che Firenze e il suo patrimonio artistico sono state furono salvati. E proprio a loro, dopo 40 anni, è dedicato il raduno a Palazzo Vecchio, in programma sabato alle 9. Dopo il censimento promosso nello scorso gennaio dal Consiglio regionale della Toscana, ne sono stati rintracciati circa diecimila. E 2.200 «Angeli» hanno già dato la loro adesione. 02 novembre 2006

* www.corriere.it, 02.11.2006


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