Inviare un messaggio

In risposta a:
Terra, come Marte?!

EFFETTO SERRA. LA TERRA AL "CAPOLINEA" ... IL RAPPORTO CHOC dell’economista britannico Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale.

Accelerazione del mutamento del CLIMA. Non solo le rane arlecchino stanno scomparendo, ma la stessa economia mondiale è minacciata.
lunedì 6 novembre 2006 di Federico La Sala
[...] non tutti riescono a sopravvivere spostandosi o mutando le loro abitudini: molti non hanno il tempo, o lo spazio, per scappare. Per le rane arlecchino del Costa Rica il nuovo clima è stato fatale. Le notti sempre più calde e lo strato di nuvole in crescita che durante il giorno blocca parte della radiazione solare hanno favorito la proliferazione di un fungo patogeno che attacca la pelle delle rane impedendo l’assorbimento dell’acqua attraverso i pori. Questa piccola mutazione (...)

In risposta a:

> EFFETTO SERRA. Accelerazione del mutamento del CLIMA. Non solo le rane arlecchino stanno scomparendo, ma la stessa economia mondiale è minacciata. IL RAPPORTO CHOC dell’economista britannico Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale.

lunedì 30 ottobre 2006

Il premier inglese ha presentato il rapporto sulle conseguenze economiche dei danni ambientali. "Ora sappiamo che investire oggi ci ripagherà in futuro, evitando la catastrofe"

Cambiamenti climatici, il monito di Blair: "Agiamo subito o sarà un disastro"

Londra pensa a una "tassa verde" sulla CO2 e preme per rinforzare il Protocollo di Kyoto *

LONDRA - E’ uno scenario fosco quello che dipinge Tony Blair presentando il rapporto commissionato dal governo britannico sulle ripercussioni economiche dei cambiamenti climatici. Il dossier, redatto dall’ex dirigente della Banca Mondiale Nicholas Stern, è già stato anticipato dalla stampa: il mondo rischia seriamente di andare incontro a un collasso economico molto peggiore di quello del 1929.

I costi degli interventi per risanare gli effetti di siccità, innalzamento del livello dei mari, fenomeni estremi come uragani e inondazioni (e le conseguenti emigrazioni di massa), nei prossimi decenni rischiano di costare fino al 20% del Pil mondiale.

Se non si fa nulla per fermare il riscaldamento globale, le conseguenze per il mondo, ha ribadito il premier britannico, saranno "disastrose e irreversibili". "Questo - ha aggiunto - è il documento sul futuro più importante pubblicato da questo governo da quando è al potere". "Il rapporto Stern - ha proseguito Blair - sbaraglia anche gli ultimi argomenti a sostegno dell’immobilismo: ora sappiamo che investire oggi nella lotta ai cambiamenti climatici ci ripagherà in futuro, evitando la catastrofe".

L’aspetto positivo in un quadro tanto allarmante è che le conoscenze scientifiche, le risorse e le tecnologie per innescare la retromarcia ci sono già. Quello che manca è la volontà politica. Il riferimento di Blair è infatti indirizzato in particolare alla posizione degli Stati Uniti, che si sono rifiutati di aderire al Protocollo di Kyoto sostenendo che avrebbe avuto un costo troppo alto per l’economia. Costo che l’Inghilterra ritiene piuttosto una via di mezzo tra un investimento e un’assicurazione sulla vita.

Per questo il premier britannico ha annunciato di voler portare avanti una strategia su due livelli. Sul piano internazionale Londra intende premere affinché la comunità mondiale ponga la questione ambientale in cima alla sua agenda gettando quanto prima le basi per un rinnovo del Protocollo di Kyoto. Il desiderio è quello di fissare obiettivi ancora più ambiziosi per la fase successiva al 2012 e modalità in grado di ottenere anche l’adesione degli Usa. Sul piano interno la politica ambientalista di Blair si dovrebbe tradurre invece in un’azione di contrasto alle emissioni di gas serra molto più stringente, senza escludere la possibilità di una "tassa verde" sull’anidride carbonica.

Il primo banco di prova per le ambizioni di Blair arriverà molto presto. In questi giorni sono in corso infatti a Bonn i lavori preparatori della Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici indetta annualmente dall’Onu e in programma a Nairobi dal 5 novembre. All’ordine del giorno c’è proprio la doppia sfida di convincere gli Stati Uniti ad aderire al Protocollo di Kyoto e di accelerare la messa a punto di regole per il dopo 2012.

Malgrado i risultati fissati per la prima fase dell’accordo internazionale siano piuttosto modesti (-5% delle emissioni di gas serra entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990), la comunità mondiale fatica comunque a centrarli. Fra il 2000 e il 2004 le emissioni da parte dei Paesi industrializzati sono aumentate dell’11%. Al momento il Protocollo non prevede invece nessun limite alle emissioni dei Paesi di via di sviluppo come Cina e India, che però hanno ormai raggiunto quelle delle grandi potenze industriali.

Se i problemi sono dunque enormi, consola la crescente consapevolezza dell’emergenza rappresentata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale più in generale. Almeno a parole nella sua battaglia Blair infatti non è solo. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che nei prossimi mesi assumerà sia la presidenza della Ue che quella del G8, ha già annunciato che tra i dossier economici che intende sottoporre ai partner internazionali figurano la trasparenza sui mercati finanziari (con la minaccia dei fondi speculativi), la lotta alla pirateria industriale, la dimensione sociale della globalizzazione, i cambiamenti climatici e l’attuazione del Protocollo di Kyoto, l’efficienza energetica, lo sfruttamento responsabile delle materia prime. (30 ottobre 2006)

* www.repubblica.it, 30.10.2006


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: