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La "neolingua" del "grande fratello" (G. Orwell)!!!

UBUNTU .... e IL "LOGO" della Chiesa di Benedetto XVI: "Deus caritas est". TUTTO A CARO-PREZZO ("CARI-TAS"): NON C’E’ PIU’ NESSUN DONO DI AMORE ("CHARITAS") E NESSUN RINGRAZIAMENTO ("EU-CHARIS-TIA") da fare !!! Una nota del 2003 , in occasione dell’enciclica sulla EU-CHARIS-TIA.

venerdì 20 ottobre 2006 di Federico La Sala
"Ubuntu": una parola da e per non dimenticare.
Una nota a margine della Lettera enciclica
SULL’ EUCARISTIA (del 17.04.2003)
di Federico La Sala *
Il personale è teologico-politico e il teologico-politico è personale. Gli uomini della Chiesa cattolico-romana non sanno più quello che fanno ... e subito si danno da fare a cancellare le tracce e a costringere a dimenticare. Dato i tempi che corrono è meglio ricordare e riflettere ("Il ministero dei sacerdoti che hanno ricevuto il sacramento (...)

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> IL "LOGO" della Chiesa di Benedetto XVI: "Deus caritas est". NEL TEMPO DELLA MANCANZA (carestìa)) E DELL’ACCAPARRAMENTO DEI BENI COMUNI E DI PRIMA NECESSITA’, VA FORTE IL CARO-PREZZO (LA "CARI-TAS"): NON C’E’ PIU’ NESSUN DONO DI AMORE ("CHARITAS") E NESSUN RINGRAZIAMENTO ("EU-CHARIS-TIA") !!! Una nota del 2003 , in occasione dell’enciclica sulla EU-CHARIS-TIA.

venerdì 20 ottobre 2006

Editoriale

La "papaignobile"

di Giovanni Sarubbi *

Città del Vaticano 18 ottobre 2006. Papa Benedetto XVI riceve in dono la sua terza auto, una VOLKSWAGEN Phaeton del valore di oltre 130.000 euro.

Una serie di immagini ci hanno profondamente colpito in questa settimana. Alcune vengono dalla Città del Vaticano, un’altra da Verona. Sono immagini che parlano più di molte parole. Ci scusino i nostri quattro lettori se diciamo la nostra, ma non possiamo tacere.

Le prime due foto testimoniano la cerimonia di consegna a Benedetto XVI delle chiavi di una Volkswagen Phaeton tenutasi il 18 ottobre in Vaticano. Nella foto si vedono Papa Benedetto XVI ed il Dr. Bernd Pischetsrieder, Presidente del Gruppo Volkswagen. Nel comunicato emesso dalla Volkswagen si dice che “Papa Benedetto XVI ha concesso l’onore al Presidente del Gruppo Volkswagen Dr. Bernd Pischetsrieder di donargli una berlina Phaeton che sarà utilizzata per i Suoi spostamenti”. Il comunicato poi riporta le caratteristiche dell’auto che è una “Volkswagen Phaeton 6.0 W12 passo lungo di colore nero perla metallizzato con rivestimenti interni in pelle grigio chiaro”. Non viene specificato di che tipo di pelle si tratti. Sembra escuso, al momento, che si trati di pelle umana. L’auto, prosegue la nota, “ha l’allestimento a quattro posti ed è stata equipaggiata su specifiche indicazioni per rispondere a esigenze di comfort, riservatezza e sicurezza. Tra l’altro, è stata potenziata l’illuminazione di cortesia per i posti posteriori, i cristalli sono oscurati e blindati e ci sono le tendine laterali e posteriori”. Si tratta di un’auto con un motore di 6000cc di cilindrata che sviluppa 450 cavalli di potenza ed una velocità massima di 250 km/h. I consumi non sono indicati. Il prezzo di listino dell’auto donata al Papa è di circa 130.000 euro senza contare gli allestimenti speciali montati sull’auto papale.

“Questo gioiello - commenta il periodico Quattroruote riportando la notizia - si va ad aggiungere alle altre vetture ricevute in dono da Benedetto XVI: una "X5" e una "XC90 V8". Niente male come parco auto... “. Un “parco auto”, aggiungiamo noi, che è sicuramente alla portata di ogni morto di fame di questa terra, dei bambini che a migliaia ogni giorno muoiono per le più varie e curabilissime malattie o per tutti coloro (oltre due miliardi di persone) che “vivono” (che grande falsità in questa parola) con meno di un dollaro al giorno.

Città del Vaticano 29 Giugno 2006. Papa Benedetto XVI riceve in dono la sua seconda SUV, una VOLVO XC90 V8 del valore di oltre 80.000 euro.

Benedetto XVI, dunque, è diventato il testimonial preferito delle grandi marche automobiliste, soprattutto tedesche, per sponsorizzare le proprie auto. In poco più di un anno e mezzo di pontificato “sua Santità” ha avuto “in dono” ben tre auto. La prima è stata una SUV BMV, anche questa alla portata di ogni morto di fame di questa terra; la seconda una Volvo (di cui di seguito riportiamo le foto della consegna avvenuta il 29 giugno 2006, festa degli apostoli Pietro e Paolo). Valore complessivo delle tre auto oltre 250.000 euro, optional vaticani esclusi. Quanti bambini si potevano adottare a distanza con tale somma per un anno? Circa 500.

Le chiamano le “papa mobili”, forse bisognerebbe ribattezzarle come “papa ignobili”.

Verona 16 Ottobre 2006. Soldati in divisa partecipano all’apertura del IV Convegno ecclesiale della chiesa cattolica di Verona.

L’altra immagine che ci ha colpito viene da Verona, dal Quarto Convegno ecclesiale della Chiesa Cattolica. Tutta un’ala dell’Arena di Verona dove si sta tenendo il convegno nazionale della Chiesa Cattolica, era occupata da un nutrito gruppo di soldati in divisa. Lo confessiamo, per noi è stato un cazzotto nello stomaco per due ordini di motivi.

Il primo attiene alla “laicità dello Stato”. Quei soldati erano li certo non per loro libera scelta ma perché le caserme militari di stanza a Verona sono state mobilitate per garantire una “presenza militare” all’incontro della Chiesa Cattolica che, nei fatti, viene considerata “religione di Stato” e come tale riverita ed osannata.

Il secondo motivo è legato alla guerra nella quale viviamo. Aver accettato una così massiccia presenza di soldati alla propria assise nazionale, indica inequivocabilmente un sostegno aperto alla politica bellicista che vede coinvolti, in vario modo, tutti i governi del mondo occidentale, compreso quello italiano. Quei soldati stanno li a dire che la guerra è una delle opzioni possibili anche per la Chiesa Cattolica. Quanto siamo lontani dalla “Pacem in terris” di Giovanni XXIII con il suo definire la guerra come “una follia” (“alienum at rationem”). E che questo avvenga davanti ad un Papa che ha fatto, forse più a parole che nei fatti, della “ragione” il suo programma di pontificato la dice tutta sulla distanza che c’è fra ciò che si dice e ciò che poi in realtà viene messo in pratica. Distanza ed ipocrisia che le foto sulla consegna della auto mettono ancora di più in mostra.

Ad un certo punto della nostra riflessione ci è venuto di dire: quanto siamo lontani dal “poverello di Assisi”. Ma poi ci siamo detti che forse siamo proprio a quei tempi, nel medio evo più buio, quando la Chiesa Cattolica aveva un potere temporale ed una ricchezza senza eguali (anche allora era un onore regalare qualcosa al Papa), contro cui si schierò Francesco di Assisi. Forse abbiamo bisogno di un “nuovo san Francesco” o forse, il che è sicuramente meglio, abbiamo bisogno che ogni cristiano si comporti come fece Francesco nel medio-evo o, meglio ancora, come fece Gesù ai suoi tempi, cacciando i mercanti dal tempio e contestando alla radice una religione che aveva trasformato l’idea liberante del “Dio Unico” di Abramo e dei profeti di Israele, nel dio dei sacrifici nel tempio di Gerusalemme, che servivano ad ingrassare una casta sacerdotale e a sostenere un potere oppressivo che con quel Dio non aveva proprio nulla a che fare.


*

www.ildialogo.org/editoriali, Giovedì, 19 ottobre 2006


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