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Copernico, Darwin, Freud !!!

Lo specchio delle nostre (umane, troppo umane) brame continua a smentirci. NON SOLO LE SCIMMIE E I DELFINI MA ANCHE GLI ELEFANTI SI RICONOSCONO ALLO SPECCHIO ... Sul tema, "L’animale che dunque sono" di J. Derrida e una mostra, all’interno del FESTIVAL DELLA SCIENZA di Genova.

mardi 31 octobre 2006 par Federico La Sala
[...] Alla conclusione Plotnik è giunto studiando, nello zoo di New York, il comportamento di tre femmine adulte di elefanti asiatici posti di fronte a uno specchio. Tutti e tre i pachidermi si sono comportati nello stesso modo : dapprima hanno voluto capire se c’era qualche loro simile dietro lo specchio, poi si sono strusciati lungo lo specchio stesso per verificare se l’immagine era di un altro animale e con la proboscide hanno ripetutamente compiuto movimenti per vedere se anche (...)

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> Lo specchio delle nostre (umane, troppo umane) brame continua a smentirci. ---- NEURONI SPECCHIO : UNO STUDIO ITALIANO INFRANGE LA TEORIA

mardi 26 mai 2009

Ansa » 2009-05-26 12:00

NEURONI SPECCHIO, UNO STUDIO ITALIANO INFRANGE LA TEORIA

ROMA - Potrebbero infrangersi in mille pezzi gli ’specchi neurali’ che ci consentono, o almeno finora si credeva, di capire gli altri, imitarli, provare empatia per loro. Infatti uno studio dell’Università di Trento pubblicato sulla rivista dell’Accademia Italiana delle Scienze ’PNAS’ sembra far cadere la teoria dei neuroni specchio negli uomini. Lo studio è stato condotto di Angelika Lingnau, Benno Gesierich e Alfonso Caramazza.

I ’neuroni specchio’, scoperti nelle scimmie da Giacomo Rizzolatti del Dipartimento di Neuroscienze all’Università di Parma, sono nella corteccia cerebrale a livello frontale e parietale e sono alla base della capacità umana di comprendere e riprodurre le azioni altrui. Funzionano proprio come uno specchio riproducendo nel nostro cervello azioni o stati d’animo osservati su qualcuno di fronte a noi.

Malgrado l’esistenza di un sistema di neuroni specchio nelle scimmie, afferma un comunicato dell’ateneo, finora l’evidenza di un tale sistema di neuroni negli umani è nel migliore dei casi incerta. Gli esperti avrebbero dimostrato ora che la teoria è fallace utilizzando una tecnica chiamata adattamento alla fMRI, basata sulla riduzione della risposta di neuroni a uno stimolo ripetuto più volte, durante l’esecuzione di un compito.

In questo modo é possibile controllare se una specifica area cerebrale è sensibile o meno a cambiamenti nelle proprietà di uno stimolo. I neuroni specchio dovrebbero esserlo, spiegano gli scienziati, indipendentemente dal fatto che l’atto sia osservato od eseguito.

Invece i risultati dimostrano che non è così, sostiene Caramazza - minando al cuore l’interpretazione dei neuroni specchio, secondo cui tali neuroni fornirebbero la base per il riconoscimento e l’interpretazione delle azioni ; è improbabile che giochino un ruolo in funzioni complesse come empatia e comprensione del linguaggio o nella spiegazione di patologie cognitive come l’autismo".


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