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Copernico, Darwin, Freud !!!

Lo specchio delle nostre (umane, troppo umane) brame continua a smentirci. NON SOLO LE SCIMMIE E I DELFINI MA ANCHE GLI ELEFANTI SI RICONOSCONO ALLO SPECCHIO ... Sul tema, "L’animale che dunque sono" di J. Derrida e una mostra, all’interno del FESTIVAL DELLA SCIENZA di Genova.

mardi 31 octobre 2006 par Federico La Sala
[...] Alla conclusione Plotnik è giunto studiando, nello zoo di New York, il comportamento di tre femmine adulte di elefanti asiatici posti di fronte a uno specchio. Tutti e tre i pachidermi si sono comportati nello stesso modo : dapprima hanno voluto capire se c’era qualche loro simile dietro lo specchio, poi si sono strusciati lungo lo specchio stesso per verificare se l’immagine era di un altro animale e con la proboscide hanno ripetutamente compiuto movimenti per vedere se anche (...)

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> Lo specchio delle nostre (umane, troppo umane) brame continua a smentirci. NON SOLO LE SCIMMIE E I DELFINI MA ANCHE GLI ELEFANTI SI RICONOSCONO ALLO SPECCHIO ... "L’animale che dunque sono"(J. Derrida) !!!

dimanche 3 décembre 2006

Jane, una vita con gli scimpanzè. « Mica ragionano solo gli uomini »

di Leonardo Zellino

La regina degli scimpanzé. Quando per la prima volta Jane mise piede nella selvaggia foresta che si affaccia sulle sponde del lago Tanganyka, in Tanzania, loro fuggirono impauriti. Lei, Jane, era una giovane inglese bionda e attraente, ma loro si spaventarono lo stesso. « Scapparono tutti tranne uno : una scimmia che presto si sarebbe chiamata David. Era il 1960 ». E fu proprio David ad accompagnare Jane nel regno degli scimpanzé. Comincia così la storia di Jane Goodall, la primatologa più importante esistente al mondo. Ieri, Jane era in Italia, a Roma, per promuovere uno dei suoi tanti progetti, il « Sanganigwa Childrens’s Home » che aiuta i bambini della Tanzania orfani a causa dell’Aids. Nella sede del Parco dell’Appia Antica, dove ha inaugurato una mostra fotografica sull’Africa, la Goodall ha lanciato messaggi ambientalisti e raccontato i suoi 38 anni di convivenza con le scimmie del Gombe Stream National Park della Tanzania. Adesso i capelli di Jane sono bianchi, ha 72 anni e una serie riconoscimenti alle spalle : è Messaggero di Pace dell’Onu, medaglia d’oro dell’Unesco, Dama dell’Impero Britannico, premio Kyoto del Giappone e Legione d’Onore, solo per citarne alcuni.

L’Organizzazione che ha fondato nel 1977 a San Francisco e che si impegna per la protezione degli scimpanzé e del loro ambiente, la Jane Goodall Institute, ha 26 sedi in tutto il mondo, anche in Italia. Insomma, Jane è un « mito vivente » per gli amanti della natura. Come ogni glorioso viaggio, sono i primi e difficili passi che contribuiscono a creare il mito. Era il 1957 quando Jane decise che era ora di inseguire i sogni coltivati leggendo le avventure di Tarzan. Mise da parte un po’ di soldi lavorando come cameriera e partì per la Tanzania. Pochi mesi dopo il suo arrivo incontrò il famoso antropologo Louis Leakey che si entusiasmo per quella ragazza che voleva studiare una specie animale, di cui fino ad allora si sapeva poco e che si trovava a suo agio tra quei primati. Fu il dottor Leakey a convincerla al ritorno in Inghilterra : prima bisognava studiare.

« A Cambridge mi spiegarono che tutto quello che avevo fatto prima era sbagliato », ha detto ieri la Goddall. « Innanzitutto non dovevo chiamare gli scimpanzé con un nome, ma solo con un numero. E poi non dovevo parlare di "mente", "personalità" e "emozioni". Queste qualità dovevano essere appannaggio solo dell’uomo. Mia madre, però, mi aveva insegnato a far valere con coraggio le mie idee ». Jane, con i suoi studi, è stata la prima a dimostrare che gli scimpanzé possono ragionare, costruire utensili, provano emozioni ed hanno un certo grado di conoscenza. Per queste scoperte « devo dire grazie, oltre che a mia madre e a David, anche allo scimpanzé "Fifì" e al mio cane "Krasty" », ha spiegato la primatologa.

È studiando le scimmie che Jane ha iniziato a porsi una domanda : « Perchè l’animale più intelligente, l’uomo, sta distruggendo il mondo ? ». È allora che ha iniziato a darsi da fare. Oggi la Goodall viaggia « 300 giorni l’anno » per costruire « una rete internazionale che salvi il mondo ». Con una speranza nei giovani : « Sono loro che capiscono come stanno le cose, che amano gli animali e che possono convincerci a prendere le decisioni giuste per il futuro ».

* l’Unità, Pubblicato il : 03.12.06 Modificato il : 03.12.06 alle ore 13.22


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