Poster un message

En réponse à :
"Pietà per il mondo, venga il nuovo sapere"(M. Serres, Distacco, 1986) !!!

LA STATUA DELLA LIBERTÀ DEGLI U.S.A. - CON LA SPADA SGUAINATA : "GUAI AI VINTI" !!! LA LEZIONE DI FRANZ KAFKA, IL MAESTRO DELLA LEGGE : RIPENSARE L’AMERICA. E il sogno del "nuovo mondo" !!!

"IN GOD WE TRUST" : TUTTO A CARO-PREZZO ("DEUS CARITAS EST") !!! IL DERAGLIAMENTO DELLA DEMOCRAZIA E BUSH CHE FA LA "BELLA STATUINA".
mardi 12 juin 2007 par Federico La Sala
[...] Sull’orlo dell’abisso, non ci resta che venir fuori dallo stato (cartesiano-hegeliano) di sonnambulismo : seguire il filo del corpo (l’ombelico !), riacchiappare il senso della vita, e riattivare la memoria delle origini. Con Kant, con Feuerbach, con Marx, con Nietzsche, con Freud, con Rosenzweig, con Buber, e con Kafka ... si tratta di capire il significato della “spada” impugnata dalla “Statua della Libertà” [...]
"Potrei, per me, pensare un altro Abramo" (F. (...)

En réponse à :

>LA LEZIONE DI FRANZ KAFKA - « 99 reperti » (R. Stach). Il sogno di Kafka ? Le guide di viaggio low cost. Voleva diventare milionario scrivendo manuali turistici (di Giorgio Fontana)

samedi 15 octobre 2016


Il sogno di Kafka ?

Le guide di viaggio low cost

Voleva diventare milionario scrivendo manuali turistici era alto, di bell’aspetto, gentile e divertentissimo

di Giorgio Fontana (La Stampa, Tuttolibri, 15.10.2016)

A pochi scrittori è stato riservato un destino di stereotipo simile a quello di Kafka. Il suo nome evoca sconforto, autodistruzione e cupezza : di lui si pensa che fu unicamente un individuo infelice, oscuro in vita, e schiavo del potere paterno ; e l’aggettivo che ne deriva, kafkiano, è usato altrettanto a sproposito.

Per correggere questa rappresentazione, Reiner Stach - il maggior biografo dello scrittore ceco - ha raccolto « 99 reperti » che illuminano gli aspetti curiosi, ma non per questo meno caratterizzanti, della vita di Kafka : regalandoci così un testo molto ben documentato, specie per quanto riguarda l’apparato iconografico, e a tratti veramente spassoso.

Albert Camus scrisse che l’opera di Kafka obbliga il lettore a rileggere. E « l’ardente desiderio di umane spiegazioni che i suoi testi vanno di continuo suscitando si riversò, per così dire, anche sulla sua esistenza privata e sull’ambiente culturale, politico e sociale che lo circondava », annota Stach. Fino a produrre appunto « un’immagine stereotipata, che riduce Kafka a una sorta di essere alieno : [...] un uomo inquietante che suscita cose inquietanti » : mortificando così non solo la sua prosa, ma anche lo scrittore stesso. Che invece fu un uomo alto, di bell’aspetto e - per quanto certamente tormentato - gentilissimo e dotato di grande vis comica.

Attraverso le numerose prove documentarie, Stach si propone dunque di « scuotere il monopolio » di un’immagine parziale con delle immagini di segno opposto : i suoi reperti “ci mostrano lo scrittore in contesti insoliti, sotto una luce insolita, e permettono di percepire tonalità registrate di rado”. Così il saggista aggiunge un salutare punto interrogativo al preconcetto. Aderendo ad esso, molti lettori pensano di sapere benissimo che « questo è Kafka » ; e invece qui tocca lasciare spazio allo stupore e domandarsi - è davvero questo Kafka ?

Lo è, decisamente. Certo, alcuni reperti sono abbastanza noti : il suo grande interesse per la lingua ebraica, o i testamenti che disponevano quali suoi scritti salvare e quali invece distruggere (testamenti che furono traditi da Max Brod, peraltro dopo averli pubblicati postumi). Ma altri fatti sono davvero sorprendenti : uno su tutti, il rapporto di Kafka con la medicina. Diffidente nei confronti delle terapie tradizionali, lo scrittore si affidava a vaghi principi naturalistici - vivere « secondo natura » e senza stress - anche per malattie come la sua tubercolosi. (Arrivò persino a rifiutare i vaccini prescritti per legge). Poco nota è anche l’idea commerciale elaborata da Kafka e Brod nel 1911, quando studiarono un nuovo modello di guida turistica chiamato « A buon mercato » : una sorta di manuale low-cost ante litteram. Il progetto non fu portato avanti, con grande disappunto di Kafka : secondo lui, avrebbe potuto farli diventare milionari.

Altri reperti ancora sono piccole, deliziose curiosità : l’unica lettera in nostro possesso che gli inviò un lettore ; i ricordi della nipote Gerti ; l’elenco degli errori geografici del romanzo America ; i suoi flirt e le sue puntate nei bordelli ; la canzone preferita dello scrittore (Addio piccola stradina di von Schlippenbach e Silcehr) ; i soldi persi con Brod giocando d’azzardo a Lucerna. È interessante anche apprendere che Kafka barò all’esame di maturità, collaborando con dei ragazzi per sottrarre al professore di greco i brani da tradurre alla prova. (Fra l’altro, il suo diploma fu assolutamente nella media).

Stach dissolve un ulteriore equivoco : certo Kafka non fu un autore di successo in vita, ma il suo nome « rispondeva a una delle talentuose promesse su cui, di tanto in tanto, si puntavano i riflettori della critica ». Peraltro, l’unico riconoscimento letterario che vinse in vita accadde per procura : il premio Fontane 2015 fu assegnato a Carl Sternheim, ma solo a patto che egli ne devolvesse pubblicamente l’importo a Kafka. (Lui, com’è comprensibile, ne rimase molto ferito). Veniamo a sapere anche che Kafka - guardato con affetto e simpatia da chiunque - era profondamente odiato dal medico e scrittore Ernst Weiss a causa di una mancata recensione ; e che a sua volta, caso più unico che raro, detestava la poetessa Else Lasker-Schüler.

Insomma, è davvero difficile scegliere l’aneddoto più affascinante in una collezione così varia. La descrizione della sua scrivania come se fosse un teatro, tratta dai diari ? Il necrologio scritto da Milena Jesenská, che rende giustizia alla sua « coscienza tanto scrupolosa da rimanere vigile anche là dove gli altri, i sordi, già si sentivano al sicuro » ? Il suo attacco incontrollabile di riso davanti al presidente dell’Istituto che gli aveva appena confermato una promozione ? Ci provo : per me è la difficoltà di stabilire il colore dei suoi occhi. Per quattro conoscenti erano scuri, per altri quattro erano grigi, per tre erano azzurri e per altri tre invece castani. Il passaporto dello scrittore risolve la questione nel modo più graziosamente kafkiano possibile : indicando il loro colore come « grigio-azzurro scuro ».


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :