Inviare un messaggio

In risposta a:
Immanuel KANT

"U.N.O." !!! SALVARE LA TERRA. O tutti "per la pace perpetua"?! Kofi Annan sulla "Conferenza di Nairobi".

venerdì 10 novembre 2006 di Federico La Sala
[...] La posta in palio è importante, in questa grande Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici che si sta tenendo a Nairobi, perché tali cambiamenti hanno ripercussioni considerevoli praticamente in tutti i settori della vita umana, che si tratti di lavoro, salute, sicurezza alimentare o pace all’interno dei singoli Paesi o tra di essi. Tuttavia i cambiamenti climatici sono troppo spesso considerati come un semplice problema ecologico, mentre dovrebbero piuttosto essere ritenuti (...)

In risposta a:

> "U.N.O." !!! SALVARE LA TERRA. O tutti "per la pace perpetua"?! Kofi Annan sulla "Conferenza di Nairobi".

sabato 20 gennaio 2007

Il mondo è agli sgoccioli

di Pasquale Colizzi *

Il mondo è un malato terminale. Che scoperta! Però si comporta come un signore di mezza età che ha saputo di avere un cancro e non vuole decidersi a cambiare stile di vita. La sua tragica filosofia è: se ho ancora pochi anni da vivere voglio scialacquare, non mi frega di niente e di nessuno. Già vice di Bill Clinton, Al Gore è stato il candidato democratico sconfitto alle elezioni presidenziali del 2000 da un George W. Bush che, dopo due mandati disastrosi, sta diventando una patata bollente anche per il partito repubblicano. Dopo la morte del figlio, con una presa di coscienza subitanea e fulminante (spettacolare e molto americana), Al Gore ha deciso di dedicarsi alla causa ambientale. Forte della sua straordinaria capacità di divulgatore, da tempo sta facendo un tour americano ed europeo per illustrare i contenuti dello spettacolo drammatico di un pianeta che va in malora. Adesso Una scomoda verità (ripreso dal regista Davis Guggenheim) arriva nei cinema.

Il documentario fonde affari privati e problemi globali. La scelta di inserire tutta una digressione sul giovane Al Gore, le sue origini, l’attività politica, la tragedia familiare e la "conversione" sulla via di Damasco sono la parte francamente più trascurabile. Lo preferiamo vivace, arguto, preoccupato ma non pessimista mentre illustra al giovane pubblico delle università o ai convegni le conseguenze del surriscaldamento globale. Su e giù con un montacarichi per raggiungere tutte le parti del megaschermo che utilizza, Al Gore e il suo staff hanno innanzitutto portato prove evidenti. Ribaltando la teoria sostenuta da (pochi) scienziati, secondo cui il clima cambia ciclicamente e in modo naturale, molti studi dimostrano che è stata l’attività umana a stravolgerlo. Le foto mostrano i ghiacciai di dieci anni fa e quello che è rimasto oggi: in Groenlandia si sono dimezzati. I grafici sull’incidenza di eventi castrofici, come gli uragani e le onde anomale, raccontano che sono raddoppiati negli ultimi 30 anni. La malaria è riuscita ad arrivare a 7000 piedi fin sulle Ande colombiane. Epidemie dai contorni incerti minacciano larghe parti del pianeta. Le prospettive: se si continua così nel 2050 un milione di specie animali e vegetali saranno irrimediabilmente scomparse, l’Artico sarà sciolto e il livello delle acque salirà di 20 piedi. Addio Salento, andremo a fare il bagno sull’Appennino.

In America Una scomoda verità (con la sua campagna attiva e le 10 cose che ognuno di noi può fare) è stato presentato al Sundance festival e ha ottenuto adesioni di insospettabili come il tele predicatore e leader necon Pat Robertson. Ma anche velenose campagne contro: su YouTube è apparso un video, L’armata dei pinguini di Al Gore, in cui l’ex vice presidente è dipinto come un imbonitore di sostenitori-pinguini e della situazione in Medio Oriente e dell’inquinamento dà la colpa alle (povere) compagnie petrolifere. Il Wall Street Journal, nonostante le note posizioni conservatrici, ha scoperto e denunciato che dietro il prestanome autore del video c’era, guarda un po’, la Exxon Mobil. Eppure non serve molto per convincersi che educazione ambientale nelle scuole e una serie attività politica sono l’unico mezzo per evitare che in 25 anni i morti per catastrofi e inquinamento raddoppino fino a 300mila persone l’anno. In California nevica e le arance sono da buttare, in Europa in pieno inverno spira una leggera brezza primaverile. Inequivocabile? Forse. Intanto in Italia siamo indietro anni luce sulle energie alternative. E gli uragani che hanno infestato gli Usa adesso sono rimbalzati qui da noi. Dobbiamo iniziare a chiuderci in casa?

* l’Unità, Pubblicato il: 19.01.07, Modificato il: 19.01.07 alle ore 18.14


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: