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Chi siamo noi, in realtà?! Chi educa chi?!

ITALIA. PAESE IMPAZZITO: BULLISMO ... GENERALE E DI STATO. Una questione antropologica e "teologico-politica"!!! Collodi (e Calvino ce lo ha ben detto e ripetuto!!!) aveva già gettato l’allarme: "la bulimia esistenziale nel Paese dei Balocchi" (Michele Serra) trasforma in "asino" (oggi, in "toro" -"bull") e non è dei "Pinocchio", ma degli adulti ... e di "Geppetto" e "Maria", che non sanno ancora "come nascono i bambini"(Freud) ... e "come si diventa ciò che si è" (Nietzsche)!!!

"C’era una volta. - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. - No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno"!!!
domenica 19 novembre 2006 di Federico La Sala
[...] Ognuno di noi sperimenta su se stesso, e più ancora sui figli, se ne ha, l’enorme difficoltà di introdurre, in questo meccanismo rotto, un calmiere, un contrappeso etico. Se l’aggressività dei minori ci spaventa più di quanto è fisiologico, questo dipende, io credo, dal fatto che la paura si manifesta per causa loro, ma non è paura di loro: è la paura - profondissima - di avere perduto in gran parte gli strumenti per affrontarla. E’ la paura di avere reso inarticolato il linguaggio (...)

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> PAESE IMPAZZITO: "BULL"-ISMO ... GENERALE E DI STATO. Una questione antropologica e "teologico-politica"!!! Collodi (e Calvino ce lo ha ben detto e ripetuto!!!) aveva già gettato l’allarme: "la bulimia esistenziale nel Paese dei Balocchi" (Michele Serra) trasforma in "asino" (oggi, in "toro" -"bull") e non è dei "Pinocchio", ma degli adulti ... e di "Geppetto" e "Maria", che non sanno più "come nascono i bambini"(Freud) ... e "come si diventa ciò che si è" (Nietzsche)!!! "COGLIONI", DAVVERO!!!

martedì 21 novembre 2006

LA PROVINCIA DI MILANO PRODUCE UN VIDEO CONTRO IL BULLISMO

MILANO - La rappresentazione che i mezzi di informazione stanno dando in questi giorni del bullismo nelle scuole è molto riduttiva. E per certi versi fuorviante. Serve di più. E’ per questo che la Provincia di Milano mette a disposizione di tutte le scuole italiane un video realizzato nei mesi scorsi per illustrare l’attività del Pronto Soccorso Violenza Sessuale (SVS), un’istituzione che - nella sola città di Milano - riceve in media cinque segnalazioni di violenza alla settimana.

"E’ vero che questo video affronta in particolare il tema della violenza sulle donne - ha spiegato l’assessore alla Cultura, Daniela Benelli, che ha organizzato oggi a Milano un apposito convegno - ma è vero anche che questo tema è assolutamente analogo a quello che porta al bullismo o alla violenza sui minori, o sui più deboli in genere. Si tratta di trovare un modo nuovo e diverso di coinvolgere in ragazzi, sia nelle scuole, sia fuori".

Secondo l’assessore Benelli, ma anche secondo le diverse associazioni che operano in questo settore, dare tutta la responsabilità alla scuola è sbagliato. Ma è sbagliato anche dare tutta la responsabilità ai genitori. Il fenomeno è molto più complesso e riguarda un malessere di fondo che attraversa tutta la società. Quella violenza che vede protagonisti dei ragazzi è figlia di quella cultura delle immagini che oggi, volenti o nolenti, riguarda tutti. I modelli di comportamento e di riferimento che la Tv, ma anche Internet, i videofonini, i film, riversano quotidianamente sull’immaginario collettivo travalica di gran lunga il ruolo e la funzione della scuola, e rende spesso impotenti i genitori. Dunque che fare?

"Si tratta di intervenire - ha detto l’assessore Benelli - per cercare di cambiare una cultura, che è quella che porta oggi un ragazzo a considerare vincente solo chi si fa notare".

Ma se è vero che cultura significa "comportamento appreso e ondiviso" (come per esempio un atto di bullismo), gli interventi per cambiarla non possono che passare attraverso altri "comportamenti appresi e condivisi". Come? Non è con una lezione apposita che i ragazzi, oggi, possono essere coinvolti. Serve di più. Il video può andare in questa direzione. Intitolato "Se potessimo cambiare il finale..." racconta la violenza subita da alcune ragazze di Milano, e le modalità in cui su questi casi operano l’SVS, ma anche la Polizia, i servizi legali, le associazioni, le scuole. "Noi ne siamo convinti - ha concluso Daniela Benelli -. Il salto di qualità può passare anche da un piccolo video. E comunque è un tentativo per fare in modo che di questi temi si continui a parlare anche quando i mezzi di informazione, passati i giorni dell’emergenza, smettono di farlo".

* ANSA » 2006-11-21 14:25


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