Poster un message

En réponse à :
Chi siamo noi, in realtà ?! Chi educa chi ?!

ITALIA. PAESE IMPAZZITO : BULLISMO ... GENERALE E DI STATO. Una questione antropologica e "teologico-politica" !!! Collodi (e Calvino ce lo ha ben detto e ripetuto !!!) aveva già gettato l’allarme : "la bulimia esistenziale nel Paese dei Balocchi" (Michele Serra) trasforma in "asino" (oggi, in "toro" -"bull") e non è dei "Pinocchio", ma degli adulti ... e di "Geppetto" e "Maria", che non sanno ancora "come nascono i bambini"(Freud) ... e "come si diventa ciò che si è" (Nietzsche) !!!

"C’era una volta. - Un re ! - diranno subito i miei piccoli lettori. - No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno" !!!
dimanche 19 novembre 2006 par Federico La Sala
[...] Ognuno di noi sperimenta su se stesso, e più ancora sui figli, se ne ha, l’enorme difficoltà di introdurre, in questo meccanismo rotto, un calmiere, un contrappeso etico. Se l’aggressività dei minori ci spaventa più di quanto è fisiologico, questo dipende, io credo, dal fatto che la paura si manifesta per causa loro, ma non è paura di loro : è la paura - profondissima - di avere perduto in gran parte gli strumenti per affrontarla. E’ la paura di avere reso inarticolato il linguaggio (...)

En réponse à :

> ITALIA. PAESE IMPAZZITO : BULLISMO ... Bullismo ? Pericolosi sono gli adulti. Intervista a Giovanni Bachelet

mercredi 23 novembre 2011

Bullismo ? Pericolosi sono gli adulti

intervista a Giovanni Bachelet

a cura di Delia Vaccarello (l’Unità, 21 novembre 2011)

L’Europa non è solo mercati. I progetti europei combattono le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale anche sui banchi di scuola. Secondo una ricerca Arcigay un ragazzo su cinque è un bullo potenziale. Chiediamo a Giovanni Bachelet, deputato e presidente del forum nazionale istruzione Pd, come si dovrebbe attrezzare il nuovo governo per affrontare il bullismo omofobico.

-  L’ultimo seminario del forum istruzione Pd, tenutosi lo scorso 15 ottobre, aveva per tema il mestiere di docente. I ragazzi vittima di bullismo descrivono docenti indifferenti o conniventi. Le risulta ?

« Fin dal primo seminario nazionale di un anno fa intitolato “Scuola alla riscossa” ci siamo occupati di lotta all’esclusione come finalità primaria della scuola affinché nessun talento vada perduto e ogni ragazza e ragazzo possa svilupparsi con gioia fino al massimo delle proprie possibilità per il bene di se stesso, della società e dell’economia. Ammetto però che finora il problema del bullismo omofobico a scuola non è stato specificamente affrontato. L’unico segnale di attenzione è stata forse la mia personale adesione al Gay Pride. La ricerca dell’Arcigay è in questo senso uno stimolo da recepire, i risultati fanno impressione e suggeriscono l’urgenza di affrontare direttamente il tema in ogni sede.

-  Cosa potrebbe fare il neoministro Profumo per affrontare l’omofobia a scuola : educare i ragazzi al rispetto con attività extrascolastiche ? Formare gli insegnanti ?

« Punterei a una specifica formazione degli insegnanti non solo, in negativo, al precoce riconoscimento e rieducazione del bulletto, omofobo o meno, ma anche, in positivo, ad una conoscenza essenziale dei processi di formazione dell’identità di genere e di scoperta del proprio orientamento sessuale nell’età evolutiva, nel piú ampio contesto di una formazione in servizio obbligatoria ma finanziata dalla scuola e non dal docente. Nel frattempo un Ministro potrebbe fare qualche gesto altamente simbolico, come visitare il gruppo “Bocconi Equal Students” ed elogiare quell’università per aver espulso per un anno lo studente protagonista di scritte e insulti omofobi la scorsa primavera, negli stessi giorni in cui il Parlamento si rifiutava (vergognosamente) di approvare la legge contro l’omofobia ».

-  Come si fa a far capire che omofobia non è solo la coltellata, ma un complesso di atteggiamenti e linguaggi che negano il valore all’orientamento omosessuale e feriscono ragazzi e ragazze portandoli alla depressione se non a tentare il suicidio ?

« Gli studenti vanno aiutati a conoscere e amare se stessi e gli altri, nella pace e nella libertà. In questo lungo lavoro educativo ogni partito associazione o agenzia educativa è almeno altrettanto importante della scuola. Per non parlare delle religioni e delle chiese, che in molti casi sono invece parte del problema anziché della soluzione ».

-  Gli omofobi non sono “eccezioni”, non sono “gli altri”, siamo “noi”. Che consigli darebbe ai docenti ?

« Come genitore di quattro figli e professore universitario ho visto che l’ignoranza, l’imbarazzo e il silenzio sono la fonte principale di ogni diseducazione, indifferenza e connivenza. E ogni intolleranza contiene una paura segreta. Anche per l’omofobia ho l’impressione che gli adulti piú pericolosi siano gli ignoranti o quelli che hanno qualcosa da nascondere, a volte anche a se stessi. Consiglierei a tutti noi educatori di conoscere e amare se stessi e rispondere a tutte le domande dei ragazzi, avendo il coraggio di dire subito con un sorriso “non lo so” e poi studiare insieme a loro,quando la domanda ci trova impreparati : questo serve contro l’omofobia, ma è essenziale anche per l’insegnamento della fisica »


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :