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Per la pace delle fedi !!!

"NATIVITY": E’ "NATALE"!!! L’ "EPIFANIA": IL "PRESEPE", "GESU’", E I "RE MAGI"!!! IL BUON-MESSAGGIO, I FILOSOFI E LA "FIABA" ... DI PINOCCHIO!!! Due "atei" a confronto: il cattolico Maurizio Schoepflin risponde a una "fortissima" provocazione di Maurizio Ferraris. Con GIOACCHINO, vincono PIRANDELLO e FREUD !!!

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO" ... E CONTINUA A "GIRARE" IL SUO FILM PREFERITO, "IL PADRINO".
venerdì 5 gennaio 2007 di Federico La Sala
[...] Se è vero, come è vero, che "costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli" e alle proprie figlie; e, ancora, se è vero, come è vero, che "il Presepe ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme”, e, che “San Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel (...)

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giovedì 21 dicembre 2006

A Montecitorio statuette inserite da due deputati della Rosa nel pugno. Sono quattro, con cartelli su Pacs e matrimonio fra omosessuali

Coppie gay nel presepe della Camera Bertinotti: "Una provocazione dannosa"

Le deputate di Fi: "Ennesimo attacco ai valori cattolici e alle nostre tradizioni" *

ROMA - Due coppie gay - quattro bambole simil-Barbie - nel presepe di Montecitorio. Che costringono Bertinotti ad una dura presa di distanza: "Una provocazione inutile e dannosa". Le hanno piazzate due deputati della Rosa nel Pugno, proprio accanto ai pastorelli e alla mangiatoia: na coppia di lesbiche con un cartello al collo su cui si legge "Anche in italia il matrimonio gay come nella Spagna di Zapatero". E poi c’è la coppia di omosessuali, anche loro con un cartello al collo, con su scritto "Pacs Now". Le statuine sono comparse oggi sollevando le prevedibili polemiche, ma questo era l’obiettivo degli animatori della provocazione, Bruno Mellano e Donatella Poretti. "Ci auguriamo - spiegano - che il Parlamento approvi al più presto una legge per il riconoscimento delle unioni civili. E’ ingiusto che milioni di cittadini non possano vedere riconosciuti i loro diritti, come ormai avviene in quasi tutti i Paesi dell’Unione europea".

Per prime, reagiscono le deputate di Forza Italia, seguìte da An, Lega e altri. "Un attacco inaccettabile alle istituzioni e al simbolo religioso" commentano Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti, Gabriella Carlucci, Simonetta Licastro Scardino, fondatrici dell’associazione "Valori e libertà". "Crediamo che sia dovere del capogruppo della Rosa nel pugno stigmatizzare, con una presa di posizione ufficiale, il grave e sconcertante episodio". Un "atto gravissimo di cui chiediamo spiegazioni alla maggioranza e l’immediata convocazione di un ufficio di presidenza che prenda le distanze": così Antonio Mazzocchi, segretario di presidenza di Montecitorio e membro dell’esecutivo di An. Che chiede a Fausto Bertinotti provvedimenti che ristabiliscano "la dignità propria della Camera dei deputati".

Rincara la dose la leghista Carolina Lussana: "I signori della Rosa nel pugno sanno agire solo per provocazioni. Dopo la marijuana di Caruso, il presepe gay, un gesto irrispettoso della nostra tradizione e della nostra cultura cattolica". Sulla stessa linea Paolo Grimoldi, coordinatore federale del Movimento giovani padani: i parlamentari della Rosa nel pugno "scherzino con i fanti ma lascino in pace i santi. E suggerisce: "Perché non inventano un presepe tutto loro, con le statuine di Pannella, Bonino, Cicciolina, Toni Negri, Sergio d’Elia. Un museo dell’orrore. Le statuine degli omosessuali, visti i loro gusti - conclude, con uno scivolone di stile - le mettano da altre parti".

"Un vero e proprio sfregio al credo religioso seguìto dalla maggioranza degli italiani": così definisce l’iniziativa dei deputati della Rosa nel pugno Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera. "Non credo - osserva l’esponente centrista - che lo stesso Bertinotti, quando affermava di gradire il presepe, intendesse quello con Barbie e Ken. Bisogna intervenire duramente perché, a maggior ragione in sedi istituzionali, non si riverifichino episodi di questa gravità".

Critiche anche dalla maggioranza. Silvana Mura, dell’Italia dei valori, spiega che l’iniziativa "è fuori luogo per due motivi: perché il presepe è un simbolo importante della religione cattolica e come tale va rispettato, e perché iniziative simili rischiano di tradursi in clamorosi autogol. Un tema importante come quello sulle unioni civili deve essere discusso nelle sedi politiche appropriate, i bliz non fanno che fornire argomenti a chi si oppone a una regolamentazione legislativa delle unioni di fatto e rendono più difficile un confronto sereno".

Dopo le proteste e le polemiche, arriva la dura presa di posizione del presidente dell’Assemblea di Montecitorio. "Sono per il riconoscimento dei diritti di tutti - dice Fausto Bertinotti -, ma non c’è nessuna ragione per provocare una discussione dannosa sull’uno e sull’altro tema, entrambi nobili e che attraverso scorciatoie sgradevoli sono messi l’uno in conflitto con l’altro". "Francamente eviterei di gonfiare una polemica che tocca il presepe inutilmente".

Proprio oggi, ospite speciale a Montecitorio è stato il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, che ha incontrato Bertinotti prima della rituale celebrazione della messa. Il cardinale ha sostato per qualche minuto davanti al presepe allestito alla Camera, proprio dove stamane è scattato il ’blitz’ della Rosa nel pugno.

Eminenza sa dell’incursione delle statuine gay nel presepe?, chiedono i giornalisti. "Sì, sì, so tutto io..." risponde l’alto prelato sorridendo. L’incontro con Bertinotti avviene poi nello studio di presidenza, e dopo il colloquio i due tornano davanti al presepe, ma non per fare polemica: "Lei di dov’è?" chiede Ruini e Bertinotti risponde: "Io sono di Milano e da noi si dice ’presepio’, ma un mio conoscente del sud dice che anche in qualche zona del meridione invece che presepe dicono presepio". "Anch’io", annuisce il cardinale. A chi, al termine dell’incontro chiede a Bertinotti se andrà alla Messa, la terza carica dello Stato, che per la fede in questi anni ha mostrato ’curiosità’, risponde: "Non vado, perchè un non credente rispetta anche così la fede degli altri".

* la Repubblica, 20 dicembre 2006.


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