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Per la pace delle fedi !!!

"NATIVITY": E’ "NATALE"!!! L’ "EPIFANIA": IL "PRESEPE", "GESU’", E I "RE MAGI"!!! IL BUON-MESSAGGIO, I FILOSOFI E LA "FIABA" ... DI PINOCCHIO!!! Due "atei" a confronto: il cattolico Maurizio Schoepflin risponde a una "fortissima" provocazione di Maurizio Ferraris. Con GIOACCHINO, vincono PIRANDELLO e FREUD !!!

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO" ... E CONTINUA A "GIRARE" IL SUO FILM PREFERITO, "IL PADRINO".
venerdì 5 gennaio 2007 di Federico La Sala
[...] Se è vero, come è vero, che "costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli" e alle proprie figlie; e, ancora, se è vero, come è vero, che "il Presepe ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme”, e, che “San Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel (...)

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> "NATIVITY": E’ "NATALE"!!! "BABBO NATALE", IL "PRESEPE", "GESU’"!? I FILOSOFI, IL BUON-MESSAGGIO, E LA "FIABA" ... DI PINOCCHIO!!! Due "atei" a confronto: il cattolico Maurizio Schoepflin risponde a una "fortissima" provocazione di Maurizio Ferraris. Con GIOACCHINO, vincono PIRANDELLO e FREUD !!!

venerdì 29 dicembre 2006

Il più bell’augurio di Natale che abbia ricevuto..., anche se in ritardo.

Chi vuole può leggere l’intero messaggio in allegato.

Ve lo propongo come meditazione di augurio per il nuovo anno.

Aldo Antonelli [don]


Sono ormai quattro anni che passo il Natale in terra brasiliana. Da quando il presidente Lula ha "scelto" di passarlo con il popolo della strada di San Paolo. In questi giorni il mio cuore e il mio pensiero corrono verso tutte le persone con le quali condivido un cammino di vita, di impegno sociale e civile, di sogni e di lotte per essere uomini e donne, persone di buona volontà e cristiani. E vi ricordo uno ad uno, come se sfogliassi un album di foto. Da questa parte del mondo è possibile scorgere l’esistenza e la possibilità di un "altro" Natale, più normale e più vero, più quotidiano e più autentico, legato alla verità della vita della gente e alla forza sovversiva della nascita di Gesù in mezzo a noi come uno di noi.

Noi siamo cresciuti dentro la logica delle "forza", della "apparenza" e della "efficienza". Siamo strutturati come persone che ritengono indispensabile avere per essere, imporsi per relazionarsi, dominare per servire, illudendosi che il potere, il denaro e la guerra possano risolvere i problemi del mondo, dimenticando che soltanto la condivisione solidale e fraterna può moltiplicare le possibilità di una vita dignitosa per tutti. La nostra avidità e la nostra ricerca continua di maggior benessere, il più delle volte fine a se stesso, provocano inevitabilmente fame e miseria, marginalizzazione ed esclusione, in moltissime parti del mondo... alla maggioranza dei popoli del pianeta. In questa settimana si sono moltiplicati ai miei occhi esempi di sofferenza, solitudine ecc... fra tutti vorrei partire da un fatto molto semplice, ma indicativo, che ci potrebbe illuminare e provocare come occidentali, laici o cristiani, ormai abituati, rassegnati e condannati a vivere il Natale come scontato e ripetitivo, svuotato di tutta la sua carica sovversiva e rivoluzionaria.

Pochi giorni fa, visitando con padre Julio una comunità dove un incendio aveva distrutto le poche cose che dieci famiglie possedevano, ho assistito ad un fatto che mi sconvolto. Subito la comunità si è riunita, insieme hanno deciso di fare una raccolta per aiutare nell’ immediato coloro che avevano sofferto la perdita della casa e delle poche cose che contenevano. Tutte persone semplici e umili, con poche possibilità economiche. Di fronte a questo fatto un uomo apparentemente invecchiato, dimostrava più della sua reale età, padre di quattro figli, ha offerto una buona quantità di viveri e cose per questi amici che avevano perso tutto. Davanti a questo gesto così generoso, padre Julio gli ha detto: le cose che offri sono molte, sei sicuro che poi non serviranno alla tua famiglia. L’uomo, Raimundo, con uno sguardo sereno e stropicciando le sue mani incallite ed indurite dal un lavoro onesto e faticoso, rispose: padre Julio, dal giorno in cui la nostra famiglia imparò a condividere, non ci è più mancato niente! Ascoltando queste parole ho sentito dentro tutta la mia pochezza, la mia stupidità, i miei seri e profondi limiti. Nella logica della condivisione, il pane è per tutti e il pane condiviso non si esaurisce... si moltiplica!

E’ dall’interno di questa logica di condivisione reale e generosa, che si possono moltiplicare le soluzioni di problemi che ci appaiano insolubili. Un Dio che ci possa insegnare a condividere con gli altri ciò che siamo e ciò che abbiamo. E’ soltanto condividendo ed essendo complementari che possiamo realizzare il progetto di Gesù, festa di abbondanza e di gioia tra fratelli e sorelle che si amano. Il denaro, la terra, i beni, o servono per essere fraternità o finiscono per separare e ammazzare le persone. Quando parliamo di Dio, siamo abituati a identificarlo come l’Onnipotente, Il Creatore, il Signore del cielo e della terra... in verità egli è infinitamente di più. Egli è l’incontro, è l’altro, è l’umiliato, l’offeso,

il sofferente, l’impoverito... egli è un Dio "umile e modesto". Il contrario del potere e dell’onnipotenza di oggi. Un Dio che si fa bambino, che diventa bambino perché possiamo capire che, anche per lui, esiste una sola cosa importante: essere amato. Con cura.

Il Natale ci rivela che Dio non è interessato ai meccanismi di potere, di prestigio ma a quelli della tenerezza e dell’amore. Nel diventare uomo, sceglie di essere un bambino indifeso, non un re potente. Ci dice con chiarezza che lui non è interessato ai meccanismi e alle perversioni del potere, dei calcoli politici o ecclesiali.

Egli si pone nelle nostre mani! Egli si dona a ognuno di noi, entra nel libero gioco dell’agire e delle decisioni di ognuno di noi. Egli si affida a noi, così come qualsiasi bambino si affida alle cure della madre e delle persone che lo circondano. Si dona a noi, assumendosi in proprio il rischio che questa sua fiducia possa essere tradita.

Ho sentito forte questo quando ieri nell’incontro che il presidente Lula ha fatto con il popolo della strada in un capannone sede di una cooperativa di raccoglitori di carta, plastica e lattine. Ho vissuto il suo farsi "mangiare" dalla gente, il non negarsi a nessuno, il suo "farsi toccare e abbracciare" da tutti, e il "suo toccare e abbracciare tutti". Ho preso coscienza di un grande momento di contentezza, posso qui verbalizzare che questo momento è stato per lui e per ogni presente, un momento di gioia. Questa gioia, è vero, non sarà eterna, ma rimarrà eternamente vera la consapevolezza di avere vissuto questo momento. E i raccoglitori in quel momento hanno creato il loro mondo con il loro presidente. Al di là delle cose importanti che sono state dette e decise. Donazione in uso a tre cooperative di raccoglitori di due palazzi del governo per costruirvi 77 appartamenti a San Paolo, con l’ impegno di allargarlo per altri palazzi governativi nelle altre principali città brasiliane. Nonostante la burocrazia governativa abbia cercato di contrastare queste sue decisioni. Nella misura in cui il Natale riacquista il suo significato originale, ricominceremo a trasformare le innumerevoli situazioni e strutture in cui uomini e donne vengono schiacciate, esclusi e disprezzati. Agiremo così perchè coscienti che in ogni persona umana maltrattata, il bambino che giace nella mangiatoia, viene maltrattato.

Prendendo sul serio tutto ciò che rivela il Natale, inizieremo a lavorare per costruire situazioni e strutture che siano in sintonia con la sua venuta. Saremo così costruttori e collaboratori di situazioni dove regna l’amore, la giustizia e la solidarietà tra ogni essere presente sulla terra. Dio è diventato di nuovo nostro compagno di viaggio. Nuovamente ha immesso in noi inquietudini e sogni per entrare nella storia con uno spirito e una pratica nuovi.

Questo è il mio augurio,

Antonio

Antonio Vermigli

antoniaccio@gmail.com


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