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Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare all’istante
sabato 21 maggio 2005 di Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

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> Lettera ---- Gaza non sei sola ma la politica EUROPEA ha dimenticato gli ESSERI UMANI (di Amina Salina)

mercoledì 21 novembre 2012

Gaza non sei sola ma la politica EUROPEA ha dimenticato gli ESSERI UMANI

di amina salina

Mentre un popolo inerme viene massacrato non da 6 giorni ma da anni con un pesante stillicidio di civili uccisi in modo vigliacco dall’esercito sionista, mentre oltre l’80 per cento del popolo israeliano appoggia questo genocidio, la stampa italiana come al solito mette sullo stesso piano aggressori ed aggrediti.

Nel silenzio tombale della classe politica impegnata a rimanere col deretano attaccato alla poltrona per altri 5 anni, Nichi Vendola ha fatto alcune dichiarazioni a favore dei palestinesi per una pace giusta e duratura.

Scrive sulla sua pagina di FB:«Anche oggi penso al cielo sopra Gaza. A quelle colonne di fumo che vorrebbero nascondere l’oscena contabilità delle "vittime collaterali". Mi dicono che il governo di Israele ipotizza a breve un’operazione di terra. Gaza è sola, anche oggi. Io credo che all’Europa dovrebbero ritirare il premio Nobel per la Pace. Non lo merita».

Sempre su FB era intervenuto dicendo "Ancora morti innocenti, ancora ’esecuzioni mirate’, contrarie a ogni convenzione internazionale e, soprattutto, ad ogni elemento di diritto. La polveriera del medio Oriente rischia di scoppiare. Per noi è fondamentale l’immediato cessate il fuoco e scongiurare il paventato intervento di terra, che porterebbe morte e distruzione in una popolazione civile stremata dall’isolamento imposto da Israele. Una "spedizione punitiva" verso i palestinesi di Gaza sarebbe un crimine inaudito. Chiediamo inoltre che cessi l’occupazione militare israeliana e che il governo italiano insieme all’Ue richieda l’apertura di un tavolo negoziale, per il riconoscimento dello stato di Palestina. Auspichiamo infine che il 29 novembre prossimo l’Onu riconosca con un voto lo status di osservatore per la Palestina".

Subito e arrivata la scomunica del portavoce della Comunita Ebraica che ha dichiarato la sua contrarietà al fatto che Vendola possa avere incarichi di Governo, mettendo un’ipoteca sul futuro Governo italiano.

Da oggi siamo una colonia di Tel Aviv, come se non bastassero gli americani ci si mettono anche i sionisti italiani. Tutto questo in un clima politico allucinante dove non solo in Italia, per fini bassamente elettorali e senza un minimo di etica, le persone non sono più di competenza della politica.

Gaza non è certamente sola contando sull’appoggio a livello mondiale delle masse islamiche di uomini e donne di tutto il mondo, ebrei compresi, e addirittura di rabbini che difendono il diritto all’esistenza ed alla resistenza del popolo palestinese, un popolo a tutt’oggi senza stato, senza una vera e propria autonomia, senza un esercito che si batte disperatamente per il diritto all’esistenza sulla sua terra.

Sono 60 anni che ogni giorno muoiono civili palestinesi che sono persone, esseri viventi e senzienti, non danni collaterali, mentre si parla di loro solo come terroristi, ignorando e tacendo quello che fa Israele ai danni non solo dei palestinesi ma anche degli attivisti pacifisti non di rado picchiati o espulsi, ai danni dei bambini detenuti contro ogni convenzione internazionale, all’uso della tortura eccetera.

L’Europa non ha una politica per il Medio Oriente, cosi come non ha una politica per la crisi poiché ormai le persone non sono più di competenza della politica. Il Nobel per la Pace dato all’UE non è altro che una gigantesca ipocrisia in quanto la pace in Europa e direttamente il frutto della guerra fuori d’Europa. Cosi come i paesi ricchi vivono dello sfruttamento bestiale dei paesi poveri, oltre che dello sfruttamento un po meno bestiale dei loro stessi cittadini ed immigrati poveri, cosi l’Europa vive del traffico di armi, di cui le potenze europee sono le maggiori produttrici. Armi che vengono vendute a chiunque in modo legale o illegale dai Governi come da altri loschi soggetti.

I governanti israeliani hanno impunemente usato un linguaggio irriferibile senza scandalo per le cancellerie europee, cosi sensibili alle offese di soggetti più deboli e meno protetti. Per capire che aria tira sentite il vice premier israeliano Eli Yishai. Secondo il ministro bisognerebbe distruggere «tutte le infrastrutture, comprese strade e fonti d’acqua».

In un’altra occasione disse che i musulmani erano «inferiori all’uomo bianco». Per il vice di Netanyahu, i non ebrei dovrebbero «prestare il loro lavoro sotto forma gratuita in appositi campi». Perché, «i non ebrei che scelgono di vivere in Israele devono in qualche modo ripagare il popolo ebraico di tanta generosità». Naturalmente nessuna solidarietà viene dall’Occidente per un Governo eletto dal popolo, quello di Ismail Hanyeh, colpevole di non aver accettato il genocidio del suo popolo, viene lasciato solo da coloro che dovremmo votare con poche lodevoli eccezioni. Ricordatevene ai seggi. Vergogna.

amina salina

* Il Dialogo, 21 Novembre 2012


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