Inviare un messaggio

In risposta a:
Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare all’istante
sabato 21 maggio 2005 di Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

In risposta a:

> Israele Palestina. Il falso rituale chiamato trattative (di Moni Ovadia)

sabato 12 aprile 2014

Israele Palestina

Il falso rituale chiamato trattative

di Moni Ovadia (l’Unità, 12.04.2014)

APPENA MI SVEGLIO, GRAZIE AI PRODIGI DELLA TECNOLOGIA, COMPIO IL RITO di scaricare sul tablet i quotidiani. È un eccellente sistema per farsi del male. Il primo giornale che scarico è l’israeliano ha’aretz, nell’edizione internazionale. Autorevole foglio progressista dello Stato ebraico, ha’aretz è scritto in un eccellente inglese e si avvale della collaborazione di giornalisti, editorialisti ed opinionisti di prim’ordine. I miei preferiti sono Gidon Levy e Amira Hass. Apprezzo e condivido il loro approccio critico alla questione israelo-palestinese e a quella mediorientale in genere. Ma ha’aretz gode anche dell’apporto di altre firme di grande livello.

Due giorni fa accingendomi alla lettura della sezione opinioni, sono stato colpito da un titolo: «Per favore signor Kerry, ci lasci perdere».

L’articolo a firma di Avirama Golan, iniziava così: «Per favore, signor Kerry ci lasci soli, lasci che i nostri veri colori splendano. Se riusciamo a vederli in tempo forse c’è ancora la possibilità di cambiarli. Per favore la smetta di fare la spola fra noi e i palestinesi. Basta! Si prenda una vacanza, si riposi. Avremmo dovuto essere lasciati per conto nostro sin dal principio - senza l’America, l’Ue e tutti i benintenzionati del mondo -, fra il mare a cui diamo le spalle e le montagne che idolatriamo, con tutti i vicini intorno a noi, inclusi quelli della porta accanto che abbiamo imprigionato all’interno di muri, su una terra solcata dalle cicatrici delle tangenziali che solo a noi è permesso usare, il cui paesaggio è asfissiato da case dai tetti rossi in cui noi soli possiamo abitare, le cui strade sono bloccate da check point sorvegliati dai “nostri” ragazzi di modo che i “loro” ragazzi non possano passare. Forse se veniamo abbandonati da soli con il falso rituale chiamato negoziati e che è diventato fine a se stesso, lo faremo finire (...). Lo stato degli ebrei che si proponeva di offrire rifugio a profughi perseguitati e di essere un’entità sovrana e libera per tutti i suoi cittadini, è diventato uno stato ebraico isolazionista, che esclude e gestisce le vite della sua cittadinanza secondo una visione del mondo, razzista, conservatrice, ortodosso- religiosa colorata di crudo nazionalismo».

Così la vede Avirama Golan, giornalista israeliana, così da «lontano» appare anche a me. E per contorno a tutto questo l’attuale governo israeliano si segnala per l’apoteosi della prepotenza che esercita nei confronti dei «vicini della porta accanto».
-  Ad ogni atto che l’Autorità palestinese compie per accedere alle grandi istituzioni internazionali per la tutela dei diritti, Netanyahu reagisce con rappresaglie che sarebbero infantili se non fossero tragicamente brutali.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: