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Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon : un documento da leggere subito e divulgare all’istante
samedi 21 mai 2005 par Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi : è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

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>RICONOSCERE LA PALESTINA, LIBERARE ISRAELE. testo dell’appello promosso dalla Fondazione Basso (e già sottoscritto da Dacia Maraini, Moni Ovadia, ...)

vendredi 27 février 2015

Riconoscere la Palestina, liberare Israele

Il dibattito alla Camera. L’idea di fondo : la pace in Medio Oriente passa solo attraverso il riconoscimento della Palestina. Un atto già compiuto da 135 paesi nel mondo e che nel 2014 è stato posto in essere da sei nazioni dell’UE e dal Parlamento Europeo. E in vista della discussione sullo stesso tema prevista alla Camera dei Deputati, un gruppo di intellettuali italiani chiede alle istituzioni italiane di seguire quel “vento diplomatico nuovo che sospinge il riconoscimento della Palestina in Europa”.

Ecco il testo dell’appello promosso dalla Fondazione Basso e già sottoscritto da Dacia Maraini, Moni Ovadia, Michela Murgia, Loredana Lipperini, Salvatore Senese, Franco Ippolito, Francesca Comencini, Luigi Ferrajoli, Marinella Perroni, Andrea Segre, Sandro Portelli, Roberta de Monticelli e Vladimiro Zagrebelsky.

RICONOSCIAMO LA PALESTINA, LIBERIAMO ISRAELE

SEI paesi europei (Svezia, Francia, Inghilterra, Spagna, Irlanda, Romania) hanno riconosciuto lo Stato di Palestina nel 2014, e così ha fatto il Parlamento Europeo. Noi cittadine e cittadini italiani ravvisiamo in questa ondata diplomatica una novità importantissima, anzi decisiva, per sbloccare lo stallo decennale che avvelena i rapporti tra il popolo arabo e il popolo israeliano, rendendo quell’area uno dei luoghi più insanguinati e violenti del pianeta.

E’ chiaro che le prospettive per la sicurezza di Israele dipendono dall’esistenza dello Stato di Palestina e dall’autodeterminazione del suo popolo. Ed è chiaro che la diplomazia rappresenta la sola alternativa alla sequenza di attacchi reciproci che ciclicamente compromettono le possibilità di una soluzione, e corrompono la fibra di entrambe le società.

La strategia adottata finora ha generato esiti tutt’altro che soddisfacenti per la sicurezza e la stabilità dell’area. Il riconoscimento dello Stato di Palestina può viceversa produrre un nuovo presupposto negoziale, e accelerare il processo di pace.

E’ nostra convinzione che l’Europa debba farsi protagonista di un percorso diplomatico per porre termine a questo conflitto, com’è nel suo stesso interesse. L’Italia, dal canto suo, non può assumersi la responsabilità di interrompere il vento diplomatico nuovo che sospinge il riconoscimento della Palestina in Europa. Sarebbe ingiustificabile, politicamente. L’Italia ha detto sì all’adesione della Palestina come Stato non membro delle Nazioni Unite nel novembre 2012 all’Assemblea Generale dell’ONU. Il riconoscimento lo chiedono oltre mille cittadini e cittadine di Israele, intellettuali, scrittori, accademici, noti anche in Italia.

“E’ terribile odiare ed essere odiati per così tanto tempo. E’ estenuante occupare ed essere occupati per così tanto tempo. Questa liberazione riguarda anche noi israeliani !”, scrive lo scrittore David Grossman. Riconoscere lo Stato di Palestina è un primo fondamentale passo nella direzione della pace. Chiediamo al Parlamento Italiano di compiere questo passo senza esitazione.

Per sottoscrizioni, scrivere a : nicolettadentico@fondazionebasso.it

Qui il sito della Fondazione Basso

* BLOG carminesaviano, 26.02.2015.


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