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Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare all’istante
sabato 21 maggio 2005 di Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

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> Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni ---- Bibi, Barack e l’amico pavido (di Moni Ovadia)

sabato 5 novembre 2011

Bibi, Barack e l’amico pavido

di Moni Ovadia (l’Unità, 5.11. 2011)

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen prosegue nella sua lungimirante e pacifica attività diplomatica di fronte alla comunità internazionale. In attesa della risposta all’istanza di adesione della Palestina all’Onu come membro effettivo, ha fatto richiesta di adesione all’Unesco.

La richiesta è stata calorosamente accettata a stragrande maggioranza, con l’ovvia e miserabile opposizione del governo israeliano, di quella degli Stati Uniti e l’astensione prevedibile di alcuni pavidi europei fra cui brilla quella del nostro governicchio. Netanyahu ha definito l’ingresso della Palestina una tragedia, il presidente Obama si è totalmente appiattito sui desiderata del governo israeliano senza vergogna. I due, da bravi compagni di merende, hanno risposto all’unisono al pacifico atto di civiltà democratica dei palestinesi con squallide e vili rappresaglie improntate alla prepotenza spudorata del più forte.

Barack non verserà il finanziamento all’Unesco, Bibi ha decretato la costruzione di duemila unità abitative abusive a Gerusalemme est e ha sospeso il trasferimento delle entrate fiscali palestinesi all’Anp. Un comportamento davvero esemplare per la sedicente più grande democrazia del mondo e per la ancora più sedicente unica democrazia del Medioriente.

La lezione che si può trarre da questo episodio è che Bibi non considera il moderato, pacifico e democratico Abu Mazen un interlocutore ma predilige il «dialogo» bellico con le frange jihadiste perché non vuole una vera pace. Quanto a Barack si sta applicando per diventare uno dei peggiori presidenti della storia statunitense.


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