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Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare all’istante
sabato 21 maggio 2005 di Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

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> La Flytillia: “Alitalia ha consegnato a Israele l’elenco dei nostri nomi”. Quaranta attivisti internazionali arrestati a Tel Aviv.

mercoledì 18 aprile 2012

Interrogazione del Partito democratico

Quaranta attivisti internazionali arrestati a Tel Aviv

La Flytillia: “Alitalia ha consegnato a Israele l’elenco dei nostri nomi”

di Roberta Zunini (il Fatto, 18.04.2012)

Tra le migliaia di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane per reati legati alla lotta contro l’occupazione della Cisgiordania, in agitazione per protestare contro le durissime condizioni di detenzione, 1200 sono entrati ieri in sciopero della fame. Tra loro ci sono anche una quarantina di attivisti internazionali della Flytilla, tra cui una diciottenne canadese, Charlotte Gaudreau, e un giovane cittadino italiano dell’International Solidarity Movement, Marco Abdel Al Mohammed (padre egiziano), che vogliono richiamare l’attenzione sull’ingiustizia a cui sono sottoposti. “Marco è in carcere dall’11 aprile, dopo essere stato aggredito assieme al signor Giorgio Catalan da alcuni soldati israeliani mentre con altre decine di partecipanti cercavano di rientrare nel centro di Hebron dove si teneva una conferenza dei comitati popolari palestinesi”, dice Simone Colombo un attivista dell’Ism (l’ong di cui faceva parte Vittorio Arrigoni).

“Io ero con loro, avevamo appena finito di mangiare e mentre stavamo camminando siamo stati bloccati con la forza dai soldati che ci hanno accusato di fare una manifestazione non autorizzata. Abbiamo cercato di spiegare loro che stavamo solo camminando in gruppo per tornare a seguire assieme la conferenza ma non ci hanno creduto e dopo aver chiamato la polizia hanno portato via Marco e Giorgio”.

I DUE italiani dopo essere stati sottoposti a fermo, sono stati arrestati e portati in carcere a Givot. Mentre il signor Catalan due giorni fa ha firmato il foglio di espulsione (è appena rientrato a Trieste), Al Mohammed ha deciso di rimanere perché sostiene di non aver commesso né il reato di partecipazione a manifestazione non autorizzata né di aver oltraggiato alcun pubblico ufficiale e dunque di non meritare l’espulsione, cosa che compromette per dieci anni un eventuale rientro in Israele e di conseguenza in Cisgiordania. Omer Shatz e Iftah Cohen, i suoi avvocati israeliani hanno detto al Fatto che verrà sottoposto a un’audizione alla corte distrettuale lunedì.

Le vicende degli attivisti della Flytilla e dell’Ism si incrociano dunque nel carcere di Givot, nella cittadina di Ramla a sud di Tel Aviv. “La Flytilla, che è composta da vari gruppi formati da europei, canadesi e statunitensi, aveva come scopo l’ingresso dichiarato in Palestina per ricordare l’assedio che Israele ha messo in atto nei Territori - dice Patrizia Cecconi, coordinatrice della Flytilla Italia - e per portare avanti un progetto di costruzione di scuole.

La missione si chiamava ‘benvenuti in Palestina’ e avrebbe dovuto portare in Cisgiordania circa 1500 attivisti”. Ma sono riusciti a entrare solo una cinquantina tra cui due italiani. Non è andata così, invece, per Marco Varasio, un ragazzo di 23 anni che è stato subito bloccato all’aeroporto di Tel Aviv e portato anche lui nel carcere di Givot, visto che non voleva essere espulso. Dopo due giorni di carcere però ha ceduto e ha firmato il foglio di espulsione.

“Domenica all’imbarco di Fiumicino, l’Alitalia ha tirato fuori una lista nera consegnata da Israele, con i nostri nomi. Ciò significa che Alitalia ha fornito all’intelligence israeliana i nominativi di privati cittadini, violando la privacy. Due giorni fa però non ha fatto altrettanto con la Farnesina che aveva chiesto la lista dei passeggeri per verificare che sull’aereo ci fosse anche Varasio di cui non avevamo più notizie. Stiamo preparando un’azione legale”, conclude Cecconi. Il deputato Vincenzo Vita ha presentato un’interrogazione al ministro Terzi per questa violazione della privacy, ricordando che la legge israeliana del 1952 con cui l’Alitalia ha legittimato il mancato imbarco dei passeggeri vale solo una volta giunti in Israele.


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