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Politica

Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni, da parte degli amici del Phorum Palestina e compagni

Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare all’istante
sabato 21 maggio 2005 di Emiliano Morrone
All’On.le Romano PRODI
All’On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi.
Ariel Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente responsabile dell’assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui unica colpa era quella di essere (...)

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> Vince l’”Intifada della fame" dei detenuti. Festa nei Territori ieri per la vittoria. Accordo sui prigionieri nelle carceri israeliane

martedì 15 maggio 2012


-   Israele
-  Vince l’”Intifada della fame" dei detenuti

-  (la Repubblica, 15.05.2012)

GERUSALEMME - Festa nei Territori ieri per la vittoria dei "guerrieri della fame": un nucleo di 1600 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane a digiuno da oltre 77 giorni come protesta non violenta contro la "detenzione amministrativa" praticata da Israele, senza accuse né processo, e contro le misure straordinarie a cominciare dall’isolamento, il divieto delle visite familiari e degli studi. L’accordo è stato firmato nel carcere di Ashkelon. Una mobilitazione internazionale aveva sostenuto la protesta, guidata da Thaer Halahleh, 33 anni, 10 anni di carcere in totale senza accuse né processo giudiziario. Ora Israele dovrà rilasciare 310 detenuti "amministrativi" o formalizzare le accuse nei loro confronti.


-  Accordo sui prigionieri nelle carceri israeliane
-  (l’Unità, 15.05.2012)

I palestinesi hanno oggi una ragione per festeggiare nel solitamente luttuoso giorno della Nakba, anniversario dell’inizio dell’esodo e dell’occupazione israeliana nel maggio 1948. Ieri infatti è stato firmato un accordo sulle condizioni di detenzione dei palestinesi nelle carceri israeliane.

L’intesa, raggiunta grazie alla mediazione egiziana, ha interrotto un devastante sciopero della fame contro condizioni di detenzione considerate illegali in base alla Convenzione di Ginevra e giustificate attraverso decreti speciali antiterrorismo. Isolamento, nessuna visita accordata per i detenuti di Gaza e detenzioni amministrative reiterate senza processo anche per anni.

Fra un terzo e la metà dei 4.700 prigionieri palestinesi in Israele (di cui 310 in detenzione amministrativa) si trovavano in sciopero della fame, 7 dei quali da oltre un mese e mezzo, 2 gravi. I servizi segreti interni dello Shin Bet hanno confermato l’accordo con poche righe sottolineando come i prigionieri si siano impegnati «a fermare assolutamente l’attività terroristica nelle carceri israeliane» e i comandanti di gruppi militanti fuori dalle carceri si siano impegnati «a prevenire attività terroristiche».

«Tutte le fazioni hanno sottoscritto un accordo per porre fine al digiuno», ha dichiarato Qadura Fares, capo del Palestinian Prisoners Club dopo diverse ore di trattative con le autorità israeliane e i detenuti di spicco della prigione di Ashkelon. L’intesa è stata confermata anche dal dipartimento penitenziario israeliano.


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