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Questione antropologica

IL PROGRAMMA DI KANT. DIFFERENZA SESSUALE E BISESSUALITA’ PSICHICA : UN NUOVO SOGGETTO, E LA NECESSITA’ DI "UNA SECONDA RIVOLUZIONE COPERNICANA".

samedi 16 décembre 2006 par Federico La Sala
COME ALL’INTERNO, COSI’ ALL’ESTERNO : "VERE DUO IN CARNE UNA". NOTE SUL PROGRAMMA DI KANT
di Federico La Sala *
Kant elaborò esplicitamente tutto l’apparato di concetti, di principi, di argomentazioni della sua filosofia, per giustificare la validità della conoscenza nel caso di un soggetto attivo e recettivo insieme, cioè in vista di un punto di partenza precisamente dualistico, e non unitario (V. Mathieu, Introduzione all’Opus Postumum di Kant, Zanichelli, Bologna, 1963). (...)

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mardi 3 juillet 2007

Lo spirito dell’illuminismo, appassionato pamphlet di Tzvetan Todorov

Quei Lumi che devono guidarci

di Umberto Galimberti (la repubblica, 05.05.2007)

Dopo la morte di Dio e dopo il crollo delle ideologie che hanno innescato la tragedie del XIX secolo, quale puo’ essere il fondamento intellettuale e morale della nostra societa’ ? Per Tzvetan Todorov, uno degli intellettuali europei piu’ autorevoli e piu’ ascoltati, la risposta non puo’ trovarsi se non ritornando all’Illuminismo, qui inteso non tanto come una corrente di pensiero o un compendio di dottrine filosofiche, quanto come una condotta, una pratica di vita, un esercizio del pensiero, da cui l’umanita’, se non vuole abdicare a se stessa, non puo’ esonerarsi.

Quindi l’Illuminismo, non come teoria ma come prassi, come azione capace di ispirarsi a quelli che per Todorov sono i cinque cardini dell’Illuminismo.

Autonomia

L’autonomia del pensiero, innanzitutto, capace di garantire a tutti la liberta’ di analizzare, discutere, criticare, dubitare, al di la’ delle fedi, dei dogmi e delle istituzioni intoccabili. E questo perche’, ce lo ricorda Kant : "L’illuminismo e’ l’uscita dell’uomo da una condizione di minorita’ di cui egli stesso e’ responsabile, dove per minorita’ si deve intendere l’incapacita’ di servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri".

Laicita’

La laicita’, che deve essere garantita a tutti i settori della societa’ anche da parte degli individui che aderiscono a una fede, perche’ senza laicita’ la stessa autonomia del pensiero non e’ piu’ garantita e la democrazia rischia di rifluire in quel suo antecedente che e’ la teocrazia da cui l’illuminismo ha emancipato noi occidentali.

Verita’

La verita’ non puo’ essere appannaggio della fede, ma della ricerca scientifica, di cui l’Enciclopedia illuminista ha segnato il primo avvio.

Tra fede e verita’ non c’’e’ infatti compatibilita’, perche’ se una cosa la "so" non la "credo", e se la credo vuol dire che non la so. Inoltre la verita’ scientifica e’ congetturale, ipotetica e disponibile a essere superata da ipotesi piu’ esplicative. Quindi nessuna verita’ assoluta, ma confronto tra verita’ relative che si lasciano sottoporre a verifica.

Umanita’

L’umanita’ puo’ vivere in concordia solo se nessuno pretende di essere il depositario della verita’ assoluta, e quindi la tolleranza che antepone la concordia degli uomini, che provengono dalle piu’ disparate tradizioni, alla difesa delle proprie consuetudini. Sotto questo profilo anche il messaggio cristiano puo’ essere accolto la’ dove con San Paolo dice : "Chi ama il prossimo ha adempiuto la Legge". Motivo questo ripreso da Franklin secondo il quale : "Il culto piu’ gradito a Dio e’ fare del bene agli uomini".

Universalita’

L’universalita’, il cui primato va rivendicato rispetto all’appartenenza all’una o all’altra societa’, trova la sua applicazione nella proclamazione dei "diritti dell’uomo" che sanciscono una rigorosa uguaglianza di fronte alla legge e una chiara distinzione tra diritto e morale perche’, come scrive Beccaria : "I giudici non sono vindici della sensibilita’ degli uomini, ma dei patti che li legano tra loro".

Per effetto del primato della legge non e’ consentito l’uso della forza fuori dall’ordinamento legislativo. E questo sia nel caso dei singoli che non devono essere torturati o messi a morte, sia nel caso della nazioni che non devono essere aggredite per pura espansione del proprio potere.

Da questi brevi spunti si capisce quanto l’Illuminismo non sia tanto la filosofia di un’epoca storica, quanto una pratica di vita e un compito etico, da cui nessuno, che tenga in qualche conto la dignita’ dell’uomo, puo’ sentirsi esonerato.

L’invito di Todorov e’ allora quello di "ricominciare tutti i giorni questa impresa, ben sapendo che non vedra’ mai la fine", perche’ come rispondeva Kant a chi gli chiedeva se eravamo gia’ nell’eta’ dell’illuminismo : "No, bensi’ in un eta’ in via di illuminazione".


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