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TERRA - 39 Kb
TERRA

2006 *** LA LUNGA NOTTE *** 2007 *** La LUCE del SOLE e la PAROLA della TERRA!!! ***AUGURI *** BUON NATALE *** FELICE ANNO NUOVO *** 2008*** 2009***2010***

giovedì 4 gennaio 2007 di Federico La Sala
Italiano - buon Natale e felice anno nuovo
Aragonese - Goyosa Nadal y millor año nuebo
Asturiano - bon Nadal y feliz añu nuevu
Basco - zorionak eta urte berri on
Bolognese - bån Nadèl e un ân nôv pén ed felizitè
Bresciano - bon Nedal e bu an nof
Bretone - Nedeleg laouen ha bloavezh mat
Calabrese - buonu Natali e filici annu nuovu
Cornish - Nadelik lowen ha blydhen nowydh da
Croato - cestit Božic i sretna nova godina
Danese - glædelig jul og godt nytår
Esperanto - felican (...)

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> ***La LUCE del SOLE e la PAROLA della TERRA!!! ***AUGURI: BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO ***

sabato 30 dicembre 2006

30/12/2006

Occidente il bello dell’edonismo

Il nostro vero valore è la relativa mancanza di valori: possiamo solo sperare che anche nel mondo musulmano si diffonda quella “fede debole” che ci è rimproverata

di GIANNI VATTIMO (La Stampa, 30.12.2006)

E se ci rendessimo conto che i famosi valori dell’Occidente che tanti ci chiamano a difendere non sono poi altro che il valore dell’Occidente, cioè del nostro mondo (industrializzato, moderatamente democratico, moderatamente secolarizzato) inteso etimologicamente come «terra del tramonto»?

So che è una proposta poco popolare - anche se l’hanno sostenuta grandi pensatori, e alla lettera così l’ha formulata Heidegger. Ma nella situazione del mondo che sempre più nettamente si delinea sotto i nostri occhi è forse la sola via per la costruzione di un progetto che non si identifichi con qualche «guerra infinita», o con la rassegnazione ad accettare quel tramonto che, più o meno un secolo fa, aveva preconizzato Oswald Spengler. Per lui, la civiltà europea aveva concluso il suo ciclo vitale di mille anni, cominciato con l’impero di Carlo Magno. Parlare di tramonto non equivaleva però a rassegnazione; significava che l’Occidente doveva dedicarsi alle attività appropriate per i vecchi: l’amministrazione e l’accrescimento dei propri domini (imperialismo, sfruttamento). Ma oggi che il colonialismo e le guerre imperialistiche sono (dovrebbero essere) finite, il tramonto, non che perdere ogni significato, ne acquista uno nuovo e più legittimamente progettuale.

Apertura alla pluralità di stili di vita

Quando diciamo che l’Occidente deve esportare i propri valori, non facciamo altro che raccomandare alle culture altre con cui ci troviamo in conflitto la nostra relativa mancanza di valori. Democrazia, liberalismo, diritti umani significano però, in ultima analisi, apertura alla pluralità di progetti e stili di vita in concorrenza tra loro; quando non sono manipolate, le elezioni in paesi che non le hanno mai avute non sono altro che rischi consapevolmente assunti con la speranza che, in definitiva, la libertà di tutti dia luogo a società più giuste e felici.

Nei valori dell’Occidente c’è insomma una buona quota di proceduralismo, che spesso esitiamo a riconoscere perché ci sembra che, senza qualche aspetto «sostanziale», ci venga a mancare il terreno sotto i piedi. Come se le società e le culture che hanno professato e imposto più duramente visioni del mondo determinate fossero state meglio: dovremmo lamentare che, se lo Stato è diretto da chiunque sia eletto nelle forme e con le procedure legittime, «non c’è più religione»?

Una prospettiva realistica

Ma proviamo ad applicare il ragionamento alla situazione attuale, quella che vede l’Occidente minacciato da culture altre che non condividono i suoi stili di vita e nemmeno le sue idee su ciò che è naturalmente buono o cattivo, dalla morale privata alle leggi dello Stato. Immaginiamo anzi, per un momento, che abbiano ragione coloro che ci mettono in guardia contro l’essenza violenta dell’Islam, almeno in certe sue espressioni radicali. Anche se dovessimo accettare questa ipotesi, in che cosa potrebbe consistere la nostra difesa dei valori dell’Occidente? La costruzione di una grande alleanza «occidentale» pronta a battersi contro la «barbarie» dell’Est? La prospettiva di una simile possibile guerra non sarebbe altro che la devastazione del pianeta e forse la sua distruzione.

Per quanto possa a prima vista scandalizzarci, la sola speranza realistica che possiamo coltivare è che anche nel mondo musulmano si diffonda quel secolarismo e quella «fede debole» (e edonismo, consumismo, superficialità...) che tanto spesso ci viene rimproverata. Questo è forse il solo Occidente che merita di diffondersi nel mondo.


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