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Doomsday Clock.... Fine della Storia o della "Preistoria"?

TROIA, L’OCCIDENTE, E IL PIANETA TERRA. PER LA PACE PERPETUA. COMMENTO APOCALYPTICO DI SCUOLA GIOACHIMITA, DANTESCA, KANTIANA, E MARXIANA - a cura del prof. Federico La Sala

J. Chirac, alla conferenza dei «Cittadini della Terra»: «Siamo alla soglia dell’irreversibile» (2007).
venerdì 19 gennaio 2007 di Maria Paola Falchinelli
TROIA, L’OCCIDENTE, E IL PIANETA TERRA. Commento apocalyptico di scuola gioachimita, dantesca, kantiana, e marxiana
Roma soggiogò la Grecia,
la Grecia soggiogò Troia,
ma Troia soggiogò la Grecia,
soggiogò Roma,
e tutta la Terra.
Non sarà niente di previsto!
Hitler, il Vietnam saranno niente a confronto.
La violenza subita e immagazzinata da secoli
nel nostro corpo - terrestre!,
tenuta a bada da catene sempre più solide,
infine eromperà.
L’inimmaginabile!
Chi sogna l’età dell’oro? Chi (...)

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> TROIA, L’OCCIDENTE, E IL PIANETA TERRA. PER LA PACE PERPETUA. --- Kivalina, l’isoletta tra i ghiacci destinata a scomparire entro 15 anni.

martedì 27 novembre 2007


-  Si trova a circa 140 chilometri dal circolo polare artico
-  I ghiacci non la proteggono quasi più, il mare se la sta mangiando

-  Kivalina, l’isoletta tra i ghiacci
-  destinata a scomparire entro 15 anni

-  I quattrocento abitanti, sempre più depressi e litigiosi, se ne vogliono andare
-  ma non è chiaro dove né chi pagherà i costi del trasferimento

di LUIGI BIGNAMI *

SOTTO il plumbeo cielo artico un nuovo camion arriva sulla spiaggia dell’isola. In pochi secondi scarica decine di sacchetti pieni di sabbia raccolta a poche decine di metri dalla riva. E’ l’ultimo tentativo di salvare un’isola che sta lentamente scomparendo sotto il mare. Nell’ottobre del 2006 venne terminata una muraglia di rocce che costò 3 milioni di dollari e che avrebbe dovuto difendere l’isola, ma, a quanto pare, l’acqua salata è riuscita a sgretolare anche la muraglia stessa.

Due sono i fattori che stanno aggredendo Kivalina, questo il nome dell’isola, entrambi riconducibili all’aumento della temperatura terrestre. Da un lato vi è l’erosione delle onde del mare. In questi ultimi anni, infatti, l’isola vive per un lungo periodo dell’anno completamente libera dai ghiacci che un tempo la circondavano per quasi nove mesi su dodici. In tal modo le onde del mare agiscono più a lungo sulle sue coste e durante le tempeste l’azione distruttiva è molto intensa. Dall’altro vi è l’azione dell’aumento del livello del mare, che nelle zone artiche è più incisivo che mai.

Nel 1838, quando alcuni esploratori fecero un primo rilievo dell’isola essa risultava 3 volte più grande di oggi. Secondo l’Army Corps of Engineers, come spiega il Los Angeles Times, Kivalina potrà resistere al mare per non più di 10-15 anni, poi sarà completamente, sgretolata dalle onde dell’oceano

Gli abitanti dell’isola sono circa 400. Ora la domanda è: dove andranno a vivere e come vivranno? Già da alcuni anni i responsabili della comunità stanno litigando con le autorità governative perché nessuno vuole prendersi l’impegno di sborsare i circa 250 milioni di dollari necessari per concretizzare il piccolo esodo. E tra l’altro gli stessi abitanti non sono d’accordo dove andare: alcuni vorrebbero vivere sulle coste dell’Alaska , dove poter ritornare alla pesca come un tempo, altri verso l’interno del Paese, per non doversi muovere di nuovo se le acque saliranno ancor di più.

Kivalina si trova a circa 140 chilometri dal Circolo Polare Artico. Un tempo era un campo occasionale utilizzato durante le battute di caccia da parte degli Eschimesi, che si spostavano verso nord alla continua ricerca di foche, pesce e caribou. Nal 1905 il Governo americano pensò di costruire un villaggio per rendere più ospitale l’area e fu costruita anche una scuola. Quindi pian piano nacquero varie case, fino ad una settantina, ma molte di esse non hanno servizi e acqua corrente. Alcuni abitanti hanno continuato la caccia, altri hanno preferito lavorare in una vicina miniera di zinco. Molti si dedicano alla caccia per rifornire di carne fresca le baleniere che passano spesso vicino all’isola.

Ma ora le cose stanno precipitando e la gente non riesce più a sopportare la situazione: l’anno scorso tre persone si sono suicidate, altre tre hanno ucciso dei vicini. La vita sta diventando un inferno.

Forse presto Kivalina scomparirà dalle carte geografiche. Non sarebbe la prima, né l’ultima isola a finire così la sua storia. E’ già successo per un’isola posta tra il Gange e il Bramaputra obbligando circa 10.000 persone ad andarsene e decine di altre sono a rischio un po’ in tutti i mari del mondo.

* la Repubblica, 27 novembre 2007.


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