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Forza US-itali-A!!!

GUERRA INFINITA ED "ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA"!!! Agghiacciante confessione di un militare italiano. L’ AUTODIMISSIONE DA CITTADINO ITALIANO di don Aldo Antonelli - segnalazione del prof. Federico La Sala

domenica 14 gennaio 2007 di Maria Paola Falchinelli
[..] Il sovvertimento istituzionale operato da questo governo americano avviene da parte di un individuo, il quale in virtù delle prerogative dell’autorità presidenziale, come avevano i re nell’era medievale, ha deciso che d’ora in poi si possa catturare in qualsiasi parte del mondo persone innocenti, arbitrariamente classificarle ’combattenti nemici’ degli Stati uniti, continuare a torturarli dichiarando al mondo che questo è legittimo. Il Congresso americano nell’approvare questa legge (...)

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> GUERRA INFINITA ED "ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA"!!! Agghiacciante confessione di un militare italiano. L’ AUTODIMISSIONE DA CITTADINO ITALIANO di don Aldo Antonelli - segnalazione del prof. Federico La Sala

domenica 14 gennaio 2007

D’Alema: non siamo antiamericani ma no all’unilateralismo *

La «forte impressione» è che, nel piano Usa sull’Iraq «l’aspetto fondamentale continui ad essere quello dell’azione militare e del suo rafforzamento e questo aspetto non ci convince». Comincia così a Doha, la lunga giornata di Massimo D’Alema alle prese con i molti nodi della questione mediorientale e solo en passant con le critiche di Siulvio Berlusconi via telefono al convegno di Roccaraso. «La ricerca di una via d’uscita dalla situazione irachena non passa per un incremento della pressione militare - insiste D’Alema -, quanto piuttosto da un rafforzamento delle istituzioni, delle forze armate e di polizia a carattere multietnico e multireligioso, che siano in grado di prevenire lo scontro etnico». Punto uno.

Punto due, entro il 2007 c’è la speranza che nasca finalmente uno Stato palestinese. Ma, dice il ministro degli Esteri in risposta alle dichiarazioni e agli incontri che nelle stesse ore sta svolgendo la collega statunitense Condoleezza Rice a Gerusalemme e Ramallah, «non basta parlare di processo di pace, ma occorre un accordo di pace, serve che le parti si riuniscano, sostenute dal quartetto, per affrontare le questioni aperte: i confini, lo status di Gerusalemme e i rifugiati». E ribadisce la sua convinzione che sia «utile», in questa direzione, il dispiegamento di una forza internazionale o di osservatori a Gaza e in parchi della Cisgiordania.

Punto tre, la Somalia. Intervistato da al Jazira english - la visita di D’Alema in Medioriente ha grande risalto sui principali media arabi - condanna anche l’intervento americano in Somalia. «L’attacco americano» dice però il ministro degli Esteri,«è stato un episodio e non l’inizio di un intervento unilaterale» ha detto il capo della Farnesina, secondo cui in Somalia è necessario che «le truppe etiopiche si ritirino» per lasciare spazio a «una forza africana».

Infine D’Alema ribatte alle accuse di antiamericanismo del capo dell’opposizione italiana, l’ex premier Silvio Berlusconi. La «campagna» sul fatto che «noi saremmo anti-americani non ha fondamento nei fatti». «È una campagna ideologica che tende a dividere il paese». «Non siamo anti-americani, siamo amici dei Paesi arabi come sempre l’Italia è stata amica dei Paesi arabi e amica di Israele; e collaboriamo con i grandi Paesi europei e mediterranei come la Francia e la Spagna: credo che anche Berlusconi lo facesse o avrebbe dovuto farlo».

* l’Unità, Pubblicato il: 14.01.07 Modificato il: 14.01.07 alle ore 16.48


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