Poster un message

En réponse à :
Per il dialogo, quello vero...

"LA VITA E’ IL NATALE". IL MESSAGGIO DEL VESCOVO DI CASERTA, RAFFAELE NOGARO, PER LA XXIX GIORNATA DELLA VITA. UN LODEVOLE SFORZO FILOSOFICO PER CHIARIRE E CHIARISI LE IDEE SU GESU’ E SU SE STESSO.

Segnalazione del prof. Federico La Sala
mardi 6 février 2007 par Maria Paola Falchinelli
1
DIOCESI DI CASERTA
4 FEBBRAIO 2007
XXIX GIORNATA PER LA VITA
La vita è il natale
di Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta *
2
LA VITA è il NATALE
Noi siamo “mortali”. Ma siamo anche, e
soprattutto, “natali”.
Si muore ad una forma, per nascere in una nuova : si
muore all’infanzia, all’adolescenza per
assumere la responsabilità adulta.
Fino al “dies natalis”, eminenter.
L’animale nasce una volta sola.
L’uomo non è mai nato
del tutto. Nasce di nuovo ad (...)

En réponse à :

> "LA VITA E’ IL NATALE". ---- Caserta, 30 giugno 2009. Nell’aula magna della Università si tiene un’affollata assemblea per salutare il vescovo di Caserta, Padre Raffaele Nogaro... i rappresentanti ufficiali delle istituzioni non erano presenti e hanno rifiutato di conferirgli la Cittadinanza emerita di Caserta che pero gli è stata offerta dalla “Civitas Casertana”, dalle associazioni e da tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato nei 19 anni di suo impegno come vescovo (di Giovanni Sarubbi - Auguri padre Nogaro)

mercredi 1er juillet 2009

Auguri padre Nogaro.

di Giovanni Sarubbi

Caserta, 30 giugno 2009. Nell’aula magna della Università si tiene un’affollata assemblea per salutare il vescovo di Caserta, Padre Raffaele Nogaro, che, dal prossimo 5 luglio va in pensione. Nonostante il caldo nessuno si muove e l’aula rimane piena fino alla fine. Tre ore di interventi, di saluti, di ringraziamenti e riconoscimenti per un uomo che lascia a Caserta un profondo segno del suo ministero episcopale durato 19 anni. Tre ore di interventi per ricordare le strade che Nogaro ha aperto e su cui si intende continuare a lavorare senza tentennamenti : l’accoglienza degli immigrati, la questione ambientale, le cave, il Macricro,...

Anche io ho ricordato e ringraziato per la sua adesione spontanea alla iniziativa del dialogo cristiano-islamico del novembre del 2001. Tutto è stato ricordato da chi quelle esperienze continua a vivere in prima persona, cristiani, musulmani, bahai, ebrei ma anche atei, agnostici e marxisti che Nogaro ha accolto senza alcuna discriminazione.

“Ho preferito amare l’uomo e non Dio”, dirà Nogaro nel suo intervento conclusivo. Un intervento con al centro i poveri e l’amore che si deve avere per loro, perché l’unico modo per amare Dio è amare i poveri.

Ha ricordato quando, giovane parroco della cattedrale di Udine, sua città di origine, difese la “messa per i poveri”, che il suo vescovo voleva abolire, durante la quale venivano accolti tutti i poveri della città a cui dopo la messa veniva distribuito il ricavato delle offerte. Nogaro ha ricordato la gioia di quelle messe e degli incontri successivi con i poveri e il dispetto della gente “perbene” che considerava i poveri rumorosi, sporchi, maleducati e li voleva cacciare dalla chiesa. E gli sono brillati gli occhi quando ha ricordato che al momento della sua nomina a vescovo, gli unici che andarono a salutarlo quando partì per la sua destinazione, furono proprio i poveri che non volevano che lui partisse e che lo salutarono dicendogli che loro sarebbero stati sempre con lui anche in punto di morte. “Se non ci sarà nessuno con te in punto di morte noi ci saremo”, queste le parole che Nogaro porta nel cuore e che ha considerato come il più bel regalo che ebbe per la sua nomina a vescovo e che ancora lo emozionano. Emozione che è passata tutta intera nell’assemblea che lo ha ascoltato con grande commozione.

Le sue parole mi hanno ricordato il vescovo del libro “I Miserabili” di Victor Hugo, che accoglie in casa sua un ladro sapendo che era un ladro, che non solo lo difende quando i gendarmi glielo riportano in catene con la refurtiva, ma gli da anche altri ori dicendo che se li era dimenticati. Quel gesto cambiò la vita di quell’uomo. Così Nogaro che è stato un vescovo, come hanno testimoniato molti dei presenti, che per anni ha dato tutto quello che era suo ai poveri senza clamore, senza esibire i suoi gesti di amore, amando in silenzio, come solo un padre può fare.

Ed il suo intervento conclusivo è stato anche di netto distacco da chi gestisce la cosa pubblica senza amore. “Non si può fare politica - ha detto Nogaro - senza amare la gente” e ha concluso il suo intervento con quello che è un vero e proprio lascito spirituale : “Fate la rivoluzione della legalità e della giustizia”. Forse per questo i rappresentanti ufficiali delle istituzioni non erano presenti e hanno rifiutato di conferirgli la Cittadinanza emerita di Caserta che pero gli è stata offerta dalla “Civitas Casertana”, dalle associazioni e da tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato nei 19 anni di suo impegno come vescovo. Padre Nogaro rimarrà a Caserta, non tornerà nella sua città natale. Ci auguriamo che i casertani e i seguaci di Gesù di Nazareth possano averlo con loro ancora a lungo. Lui certo non starà zitto, ma soprattutto non staranno zitti quelli che ieri lo hanno riconosciuto, credenti e non credenti, come loro padre. E fra padri e figli c’è un legame che nessuna vicissitudine potrà mai rompere.

Auguri padre Nogaro.

Giovanni Sarubbi

Vedi la sezione Testimoni del nostro tempo (www.ildialogo.org/testimoni) per un’ampia documentazione su Padre Raffaele Nogaro, fra cui le motivazioni per il conferimento della cittadinanza emerita di Caserta.


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :