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Negare la realtà (un’eresia - il docetismo).

Spiritualità per un altro mondo possibile. Nairobi, 2007 : Secondo Forum Mondiale di Teologia e Liberazione - di Alex Zanotelli, a cura di pfls

vendredi 16 février 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] il dramma dell’Africa, "peccato dell’Europa". Sobrino con forza si è soffermato sull’importanza primordiale delle vittime, che sono lì a svegliarci. "Non ci siamo ancora svegliati dal sonno dogmatico davanti ad una realtà così disumana". Ricordando le recenti parole del cardinal Kaspers : che “la più antica eresia, il docetismo (negare la realtà), è ancora molto presente nelle nostre chiese di Occidente, Sobrino si è chiesto :
"Stiamo vivendo docetisticamente ?"
Stiamo cioè (...)

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> Spiritualità per un altro mondo possibile. ---- Summit teologico Forum Sociale Mondiale di Dakar. Il teologo Josè Antonio Pagola : "Il Regno di Dio è l’alternativa di Gesù" (di Vittorio Cristelli)..

vendredi 11 février 2011

L’alternativa si chiama Gesù

di Vittorio Cristelli (vita trentina, 13 febbraio 2011)

È in atto in questi giorni a Dakar, capitale del Senegal, il Forum Sociale Mondiale e dentro lo stesso (non più collaterale come in passato) il Forum Mondiale di Teologia e Liberazione, animato da ben novanta teologi (uomini e donne) di tutto il mondo. Siamo in un momento cruciale perché la crisi non è solo quella economica ma è pure culturale e religiosa. Si tratta di individuare un’alternativa all’egemonia neoliberista che si sta rivelando fallimentare e tanti disastri ha provocato e provoca. In crisi sono anche le religioni, specie di fronte al multiculturalismo di fatto che le interpella.

E si impone grande, epocale la domanda : di quale anima ha bisogno il mondo per vivere in maniera più degna e con maggiore speranza ? In tutti i campi si è in affannosa ricerca di sistemi diversi, di vie nuove per uscire dall’impasse in cui è piombato il mondo occidentale. Anche le religioni si trovano in difficoltà sia perché non più ascoltate come maestre di vita, sia per la varietà culturale, etnica e di visioni del mondo che le interpellano.

Il teologo Josè Antonio Pagola presenta come risposta la figura di Gesù, ma non quello accaparrato dalle religioni cristiane, bensì il Gesù considerato "patrimonio dell’umanità". Dice Pagola che oggi ci sono persone che non sono neppure credenti, ma che affermano : "Gesù non appartiene solo ai cristiani". Altre dicono : "Gesù è senza dubbio il meglio che la storia ha offerto e sarebbe una tragedia se un giorno l’umanità lo dimenticasse". E ancora : "Gesù ha inaugurato non solo una nuova religione, ma una nuova era’. E qual è il progetto di Gesù ? Si chiama "’Regno di Dio".

A questo punto mi urge un ricordo personale. Eravamo nell’"Anno dello Spirito Santo", proclamato da Papa Wojtyla in preparazione al Giubileo del 2000. In una conferenza ai consigli pastorali di Trento mi son permesso di dire che la Chiesa è penultima rispetto al Regno di Dio da realizzare già su questa terra. Ci fu una reazione vivacissima e qualcuno chiamò in causa La stessa Curia perché intervenisse a precisare e confutare l’eresia". Io consegnai la mia conferenza scritta ed ebbi la soddisfazione di sentirmi dire dal teologo e biblista incaricato di verificare, che non solo la Chiesa è penultima, ma anche Gesù Cristo è penultimo rispetto al Regno di Dio. Lui stesso infatti è venuto per portare e realizzare sulla terra il Regno di Dio.

Il teologo Pagola argomenta che oggi tutti i ricercatori pensano che il Regno di Dio sia stato "la vera passione di Gesù, il nucleo e il cuore del suo messaggio”. E soggiunge che fu pure la ragione per cui è stato condannato a morte. Tornando all’oggi, sentenzia : "Il Regno di Dio è l’alternativa di Gesù".

Ma quali sono le caratteristiche costitutive di questo Regno ? La prima è la compassione come principio di azione e l’unico modo per somigliare a Dio. La seconda è la dignità degli ultimi da prendere come meta dell’agire. La terza è l’azione terapeutica come programma. E applica Pagola : "Quando si lotta contro la sofferenza, quando si allevia il dolore, quando si offre una vita più sana, lì sta operando il Regno di Dio".

E infine il perdono come orizzonte. Cioè l’amicizia, l’accoglienza verso tutti, anche quelli che ignorano Dio o lo rifiutano. Il teologo conclude rilevando che le religioni sono in crisi, ma Gesù no, anzi, interessa più che mai. E ammonisce i cristiani dicendo : "Siamo distratti da molte cose, squalificandoci e condannandoci gli uni gli altri all’interno della stessa Chiesa senza ascoltare Gesù’. Che ci suggerisce l’alternativa a questo mondo in crisi.

Sarà un nuovo cristocentrismo, ma che si traduce in cosmocentrismo, quello che il summit teologico di Dakar si propone per rispondere alla globalizzazione.


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