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Al di là dello specchio...

LEGGERE NELLA MENTE DEGLI ALTRI. Le cose non sono così semplici. Ammonendo il suo interlocutore Sherlock Holmes affermava: «I risultati migliori, ispettore, li avrà mettendosi sempre nei panni dell’altro, pensando a ciò che avrebbe fatto se fosse stato in lui. Occorre un po’ di fantasia, ma ne vale la pena» - a cura di pfls.

mercoledì 21 febbraio 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Nelle Affinità elettive Goethe immagina gli effetti che avrebbe sulle relazioni sociali il potere osservare, attraverso una finestrella posta sulla fronte delle persone, i loro pensieri. La vita ordinaria sarebbe molto diversa da quella a cui siamo abituati, anche se non necessariamente migliore. Molte relazioni interpersonali, come quelle informate dalla competitività, sono possibili proprio grazie al fatto che le intenzioni altrui sono parzialmente opache. Inoltre, certe volte la (...)

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> LEGGERE NELLA MENTE DEGLI ALTRI. --- -L’esperimento di un gruppo di ricercatori giapponesi. "Per la prima volta abbiamo rappresentato graficamente le immagini pensate".

sabato 13 dicembre 2008

CERVELLO

-  I pensieri sullo schermo
-  "Così leggiamo la mente"

-  L’esperimento di un gruppo di ricercatori giapponesi.
-  "Per la prima volta abbiamo rappresentato graficamente le immagini pensate"

QUANDO si dice "ti leggo nel pensiero". Un gruppo di scienziati giapponesi ha preso la sfida sul serio e, stando ai risultati delle ricerche, è riuscito a proiettare le immagini della mente su uno schermo. L’esperimento condotto dai ricercatori dei Laboratori di neuroscienza computazionale ATR di Kyoto, ha dimostrato la possibilità di ricostruire varie immagini viste da una persona analizzando il suo flusso sanguigno cerebrale.

L’esperimento. Attraverso una macchina di risonanza magnetica (fMRI) sono state mappati i cambiamenti del flusso al variare delle immagini percepite dal soggetto in un periodo di tempo di 12 secondi, mentre un computer analizzava i dati e associava le variazioni. In un secondo tempo al soggetto è stata sottoposta una nuova serie di immagini, come le lettere che compongono la parola "neuron", e il computer è stato in grado di ricostruire e mostrare ciò che la persona stava vedendo basandosi unicamente sulla sua attività cerebrale. Finora la ricerca è stata condotta con 400 immagini in bianco e nero di 10 x 10 pixel, ma gli scienziati assicurano che in futuro potrà essere applicata a situazioni più complesse, fino a rappresentare le immagini del pensiero e persino i sogni.

Il futuro. I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista statunitense Neuron, potrebbero trovare applicazione anche nel campo delle arti visive e del design. Secondo gli scienziati infatti, sarà possibile ad esempio leggere quanto passa nella testa di un artista quando crea. Ma non è tutto, la scoperta potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi anche nel campo degli altri sensi e suggerire nuovi trattamenti nella psichiatria, risolvendo ad esempio i problemi legati alle allucinazioni. "Questa tecnologia - ha spiegato il capo dell’ATR Yukiyasu Kamitani - potrebbe essere estesa anche agli altri sensi". "Sarà possibile - ha aggiunto - leggere i sentimenti e gli stati emozionali complessi di una persona". "E’ una grande scoperta per la comprensione dell’attività cerebrale - ha affermato Kang Cheng, ricercatore del Riken Brain Science Institute - in soli dieci anni i progressi in questo campo renderanno possibile leggere i pensieri di una persona con un certo grado di precisione".

* la Repubblica, 13 dicembre 2008


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