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Paradosso istituzionale del mentitore

GOVERNO : PRODI, E ANCORA PRODI !!! RIPARTIRE DAL NOME : "ITALIA" !!! USCIRE DAL BERLUSCONISMO, VELOCEMENTE !!! E PROTEGGERE I PARTITI DA LORO STESSI. L’analisi di Barbara Spinelli - a cura di pfls

Dieci anni caratterizzati da un rapporto arbitrario con la legge, una monocrazia televisiva, una confusione sistematica tra interesse pubblico e interesse privato.
samedi 27 octobre 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Il nome scabroso di dittatura è stato dato perché s’adatta allo speciale dramma di Prodi. La sua è una sorta di Grande Coalizione escogitata per uscire dal berlusconismo, che non è stato una dittatura ma un’anomala monocrazia. È una coalizione che s’apparenta al Cln, il Comitato di Liberazione Nazionale formato tra le forze più diverse per ricostruire una legalità dopo il ’43. Se oggi Berlusconi è ancora così potente (influenzando telegiornali, giornali, politici) vuol dire che non ne (...)

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> PRODI, E ANCORA PRODI !!! RIPARTIRE DAL NOME : "ITALIA" !!! USCIRE DAL BERLUSCONISMO, VELOCEMENTE !!! L’analisi di Barbara Spinelli - a cura di pfls

lundi 26 février 2007
Credo che dietro questa crisi ci siano due problemi strutturali, entrambi gravi, pericolosi ed interdipendenti : a) da un lato la sottovalutazione dell’emergenza democratica di un golpe bianco di stampo bonapartista non ancora rientrato, preparato in un quinquennio di governo, che avrebbe dovuto avere come copertura formale il premeriato assoluto di una nuova Costituzione e gli atti, propedeutici all’eliminazione giudiziaria delle opposizioni, di vere e proprie commissioni canaglia (Telecom-Serbia, Mitrokin...). L’illegalità, parzialmente contrastata dalla Corte costituzionale, della pratica politica del governo Berlusconi, va inquadrata non solo nella difesa degli interessi privati dell’ex permier, ma anche in una concezione sostanziale del diritto della destra, seconda la quale il governo promane non dalla legge ma dalla forza. Sotto questo aspetto, l’illegalità (nel senso dell’andare oltre la norma) diventa un elemento costitutivo del berlusconismo, e si aggiunge alle diffuse complicità con la malavita di Berlusconi : da Mangano a Dell’Utri fino alle leggi sul rientro dei capitali sporchi dall’estero, utile solo al riciclaggio dei tesori della malavita organizzata ; b) dall’altro lato una crisi della rappresentanza, che produce in particolare nel centro-sinistra un ceto che si autorappresenta come classe dirigente e che vive di e non per la politica. Lo sforzo di eliminare dall’orizzonte della politica come professione ogni finalità, anche se solo noumenica, anche se intesa solo come orizzonte ideale e non come ideologia, ha posto in primo piano la politica come tecnica di governo, come prassi strumentale, e proprio per questo confinata all’hic et nunc. Oggi è soprattutto la "classe dirigente" del centro-sinistra che ama mostrarsi capace di realismo politico, senza rendersi conto che in un mondo così profondamente inciso e ferito da ingiustizie e disuguaglianze si rischia di apparire anche peggiori di Berlusconi, semplici riproduttori del berlusconismo, senza le qualità visionarie di Berlusconi. E questo vale sia per i fondamentalisti del principio liberale dell’etica della responsabilità che per i fondamentalisti "democratici" dell’etica della convinzione. "La politica fa schifo", dicono ormai troppi cittadini, e si riferiscono soprattutto ai politici del centro-sinistra, da contrapporre all’"antipolitico" Berlusconi. Ma la voglia di politica è sempre più forte, purchè non al servizio di qualcuno, ma di un’idea del mondo. Vogliamo cominciare, allora, a parlare di democrazia come partecipazione, come fondamentale segnale di discontinuità rispetto alla società berlusconiana dello spettacolo ? Quali devono essere i punti forti da cui partire a livello istituzionale : rafforzamento delle resistenze previste dall’articolo 138 della Costituzione e Legge elettorale conseguente... ? A quando una legge che obblighi alle primarie per ogni tipo di elezione, a partire dai Comuni oltre i 100.000 abitanti ? Perchè non procedere ad una conta quanto più rapida e trasparente possibile dei voti almeno al Senato, come prima risposta alla campagna elettorale continua di Berlusconi ? Se ci sono stati brogli, ben venga la chiarezza sull’unico, vero, elemento ideologico forte del liberalesimo dei nostri tempi. Comunque, si smaschererebbe l’attacco di Berlusconi alla credibilità della stessa democrazia liberale. Perchè, altrimenti, insisterebbe tanto sui brogli elettorali della sinistra ? Forse perchè è consapevole che questa maggioranza pensa più alla sua permanenza che ad battaglia politica di verità su se stessa ? Nel 2001 abbiamo risanato l’economia ed abbiamo perso le elezioni. Da Prodi, passando per i vari D’Alema e Rutelli : se vincerà di nuovo Berlusconi non si salveranno neanche loro, anche se contiunueranno ad autorappresentarsi come classe dirigente. Ma soprattutto distruggeranno le nostre speranze di riavere un paese normale.

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