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Paradosso istituzionale del mentitore

GOVERNO: PRODI, E ANCORA PRODI !!! RIPARTIRE DAL NOME: "ITALIA"!!! USCIRE DAL BERLUSCONISMO, VELOCEMENTE!!! E PROTEGGERE I PARTITI DA LORO STESSI. L’analisi di Barbara Spinelli - a cura di pfls

Dieci anni caratterizzati da un rapporto arbitrario con la legge, una monocrazia televisiva, una confusione sistematica tra interesse pubblico e interesse privato.
sabato 27 ottobre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Il nome scabroso di dittatura è stato dato perché s’adatta allo speciale dramma di Prodi. La sua è una sorta di Grande Coalizione escogitata per uscire dal berlusconismo, che non è stato una dittatura ma un’anomala monocrazia. È una coalizione che s’apparenta al Cln, il Comitato di Liberazione Nazionale formato tra le forze più diverse per ricostruire una legalità dopo il ’43. Se oggi Berlusconi è ancora così potente (influenzando telegiornali, giornali, politici) vuol dire che non ne (...)

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> GOVERNO: PRODI, E ANCORA PRODI !!! RIPARTIRE DAL NOME: "ITALIA"!!! USCIRE DAL BERLUSCONISMO, VELOCEMENTE!!! E PROTEGGERE I PARTITI DA LORO STESSI. .... A Milano, Prodi consegna a Veltroni il "suo" partito: "Abbiamo fatto una rivoluzione democratica".

sabato 27 ottobre 2007


-  Il premier consegna a Veltroni il "suo" partito: "Abbiamo fatto una rivoluzione democratica"
-  Più di tremila persone nel padiglione 16 della Fiera di Milano
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-  Romano e Walter: "Mi fido di te"
-  Parte il Pd tra promesse e scadenze

Veltroni: "Avanti con le riforme, poi la legge elettorale. Il sostegno convinto e deciso del Pd al governo"

di CLAUDIA FUSANI *

Prodi: "Il mio orizzonte è la fine della legislatura" - "Cari democratici, care democratiche, adesso dopo dodici anni possiamo finalmente chiamarci democratici e democratiche. E grazie anche a voi il nostro percorso ora è più forte e più chiaro, quella che abbiamo fatto è una rivoluzione democratica.".

Tocca al premier, che è il presidente del Pd, salutare i costituenti "l’assemblea più bella che si potesse immaginare, la vera risposta all’antipolitica". Il suo discorso non può prescindere dall’analisi dello stato di salute del governo. Bene, il governo è, secondo Prodi, "molto meno a rischio di quanto si pensi. Stiamo pagando in termini di popolarità perché vogliamo fare le riforme. Ma le faremo, perché questo ci chiedono gli italiani e di questo ha bisogno il paese". Anzi, il Pd "con la sua unità e il motore riformista rende ancora più forte il governo".

E’ un Prodi combattivo e guerriero quello che parla in mezzo a tappeti di prato verde. Qualche delegato è stupito: "Ehi, ma che ha fatto, ha preso qualcosa?" scherzano alcuni costituenti toscani. E’ un premier che conia acronimi inattesi, come TEP, "tutto eccetto Prodi", cioè "un imminente e indefinito accadimento" che dovrebbe togliere di mezzo lui e il suo governo.

"Invece - insiste il premier - mi spiace deludere questi serpenti di mare che si agitano da mesi, io sono qui e resto qui. Il mio orizzonte è la fine della legislatura, per me una responsabilità etica e politica". Quindi avanti con le riforme e con la nuova legge elettorale. La sua ricetta prevede "un bipolarismo moderno, dove l’alternanza non sia occasione di scontro e questo vuol dire ispirazione maggioritaria".

* La Repubblica, 27.010.2007 - ripresa parziale.


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