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Da una generazione all’altra ...

ANTONIO GRAMSCI (1891-1937). Per la ricorrenza dell’"anno gramsciano", iniziative e manifestazioni culturali in Italia e nel mondo - a cura di Federico La Sala

jeudi 1er mars 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Ecco le date : il 27 aprile a Cagliari, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sarà presentato il primo volume della Edizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Il 27 e 28 aprile a Roma si svolgerà il Convegno Internazionale "Gramsci, la cultura e il mondo "con la presenza di storici e politologi europei, statuntensi, latinoamericani, cinesi, indiani e del mondo arabo. Il 13 e 15 dicembre a Turi, in Puglia, si rifletterà sul tema "Gramsci nel suo (...)

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>"Antonio Gramsci, i giorni del carcere" di Lino Del Fra e Cecilia Mangini, vincitore del Pardo d’oro a Locarno 1977 e affidato all’oblio in Italia, sia « ricomparso » in Brasile.

mardi 9 juillet 2013



-  Riscoperte. Gramsci nello zainetto
-  L’avventura del « suo » film che spopola in Brasile
-  La pellicola di Cecilia Mangini e Lino Del Fra è diventata in America Latina punto di riferimento di movimenti e studiosi del -padre del Partito comunista italiano. E pensare che quasi è arrivata per caso

di Gabriella Gallozzi (l’Unità, 09.07.2013)

STAVOLTA NON È IL GIALLO DEL « QUADERNO » SCOMPARSO. O L’ULTIMA DISPUTA INTERPRETATIVA TRA STORICI. STAVOLTA, ANZI, PIÙ CHE UNA « SCOMPARSA » È UN RITROVAMENTO. A distanza di quasi quarant’anni e dall’altra parte dell’oceano. Capita così che Antonio Gramsci, i giorni del carcere di Lino Del Fra e Cecilia Mangini, vincitore del Pardo d’oro a Locarno 1977 e affidato all’oblio in Italia, sia « ricomparso » in Brasile, risalendo poi l’intero continente latino americano, dove è diventato una sorta di bandiera, di testo sacro su cui si stanno formando accademici e nuovi movimenti. A cominciare dagli ormai storici Sem terra, proseguendo con gli studenti universitari, e i responsabili delle più diverse associazioni. Tanto da essere finito, il film, in diffusione straordinaria allegato a un quotidiano brasiliano.

Come è avvenuta l’insolita transoceanica ? A dire il vero la storia è già diventata leggenda. E ci piace raccontarla come tale, consapevoli, però, del potere di « attrazione » che il pensiero di Gramsci gode da anni soprattutto a certe latitudini. Se pensate, del resto, che nel cuore del Bronx appena qualche settimana fa è comparso un murales con gli occhiali rotondi e i folti capelli a contorno... Figuratevi come è di casa in quell’America Latina diventata di fatto il vero laboratorio sociale di quella sinistra, così mal concia, invece, nel vecchio continente. Tutto parte da qui, infatti. Da quel grande seminario dedicato al fondatore del partito comunista che si è tenuto a San Paolo nel 2009. Una fiumana composta da delegazioni provenienti da tutti gli angoli del globo.

Studiosi, militanti, professori universitari, esponenti di movimenti della lotta per la casa, per la terra, gli « intellettuali organici » insomma. Ed è proprio nello zainetto di uno dei rappresentanti della delegazione italiana che viene trasportato un dvd di Antonio Gramsci, i giorni del carcere. Uscito da lì, è un attimo : il film diventa subito uno dei materiali di studio della scuola di formazione quadri di San Paolo, per poi proseguire il viaggio ovunque di Gramsci si parli. Questa la leggenda, perché come ci riporta un testimone oculare, Aimone Spinola, esperto in comunicazione sul versante socio culturale con trascorsi e presente a San Paolo, consulente del consolato venezuelano -, in realtà gli organizzatori dello storico seminario, non solo avevano già la copia del Gramsci, ma addirittura l’avevano sottotitolata in spagnolo e portoghese !

Con Riccardo Cucciolla nei panni del grande pensatore sardo, il film di Lino Del Fra e Cecilia Mangini, esemplari autori di quel cinema militante centrato sull’analisi critica della realtà e del suo essere, non si limita al racconto della reclusione. Come l’altro loro straordinario lavoro, Allarmi siam fascisti, non si limita al Ventennio ma alla denuncia del fascismo che permea il nostro dna. Così questo film, travalicando il chiuso del carcere di Turi, porta fuori lo stesso pensiero gramsciano.

Compiendo su esso una lucida analisi, di pari passo con la stesura dei Quaderni e la ricostruzione del suo impegno politico, stralci della vita privata e « verità rivoluzionare » come pugni in faccia. La critica all’involuzione autoritaria dell’Urss, le posizioni anti Stalin, il conflitto con Togliatti e quindi con gli stessi « compagni » reclusi con lui, la solitudine e l’isolamento. « Nel film c’è tutto aggiunge Spinola è un toccare con mano il pensiero di Gramsci. Si capisce quindi la sua enorme diffusione in un paese dove ormai sono gli ex alunni di Carlos Nelson Coutinho, il primo ad aver tradotto i Quaderni, ad essere diventati degli espertissimi ed autorevoli gramscisti. Qui non si tratta solo di studi, come in Italia, ma di vera e propria prassi grasciana. L’enorme egemonia del movimento contadino, diventato negli ultimi trent’anni la punta avanzata della resistenza alla globalizzazione, non sarebbe potuto essere senza Gramsci ».

« Tutti i semi sono falliti eccettuato uno che non so ancora cosa sia, ma che probabilmente è un fiore e non un’erbaccia » chiosa il film con le parole di Gramsci. Quel fiore, si vede, deve essere sbocciato dall’altra parte dell’Oceano. E che sia il cinema, proprio quello che di semi ha tentato di piantarne sempre, è un bel segnale di speranza. Nell’attesa che un giorno, ci sia anche il suo « ritorno come è stato per Cristoforo Colombo », dice Cecilia Mangini. E noi le crediamo.


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