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IL CANTICO DEI CANTICI, "NEL BLU DIPINTO DI BLU"...

Il "Codice da Vinci", come i “Versi Satanici”. Due opere da leggere, che danno (tanto) da pensare

Non accodiamoci alle varie gerarchie : “Sapere aude !” - cerchiamo di avere il coraggio di usare la nostra personale intelligenza...
jeudi 26 mai 2005 par Federico La Sala
Tutta la grande stampa e le più alte gerarchie della Chiesa Cattolica, alleate, sparano a zero e tentano di alzare una densa cortina fumogena per non far leggere l’opera di Dan Brown. Ma perché ? Cerchiamo di non nasconderci dietro questioni (pure importantissime) di filologia e storia, e chiediamocelo.
Perché del “Codice da Vinci”, di un’opera “tra realtà e fiction”, non tentiamo finalmente di spiegare le ragioni profonde del successo invece di ripetere quanto (...)

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>ASHRAF FAYADH. Dopo quasi due anni di carcere, il poeta e artista palestinese è stato condannato a morte dall’Arabia Saudita lo scorso martedì 17 novembre

mercredi 20 janvier 2016

Il poeta e artista Ashraf Fayad condannato a morte in Arabia Saudita / Poet and Artist Ashraf Fayadh Sentenced to Death in Saudi Arabia / *

      • Dopo quasi due anni di carcere, il poeta e artista palestinese Ashraf Fayadh, 35 anni, è stato condannato a morte dall’Arabia Saudita lo scorso martedì 17 novembre.

Stando all’Independent, l’Osservatorio dei Diritti Umani, dopo aver visionato gli atti del processo, riferisce che i capi d’accusa contro Fayadh includono il reato di apostasia e quello di abiura della fede musulmana. Tra gli artisti che sono stati recentemente perseguitati dai regimi conservatori, ricordiamo la fumettista iraniana Atena Farghadani e il regista ucraino Oleg Sentsov.

Fayad è membro di Edge of Arabia, un’organizzazione britannica-saudita, che il 16 novembre ha realizzato un’istallazione di due murali alla Nazioni Unite nell’ambito di Our Mother’s House, iniziativa artistica portata avanti con Art Jameel in supporto delle donne del sud-ovest dell’Arabia Saudita. I due gruppi sono stati segnalati alla Focus Section 2015 dell’Armoury Show.

“Fayad è stato un importante tramite per l’introduzione dell’arte contemporanea saudita nel Regno Unito e per connettere Tate Modern alla contemporanea scena emergente”, ha detto il co-fondatore di Edge of Arabia Stephen Stapleton al Guardian. “Ha curato un’importante esposizione a Jeddah nel 2013 e co-curato un’esposizione alla Biennale di Venezia nello stesso anno.”

Fayad è stato arrestato il 1 gennaio del 2014, con l’accusa di aver promosso l’ateismo nella sua raccolta poetica (Instruction Within, Le istruzioni sono all’interno), pubblicata nel 2008. Nell’agosto del 2013 era già stato fermato dalla polizia, per poi essere rilasciato il giorno dopo su cauzione. Sui social gli amici hanno affermato che la polizia, non riuscendo a provare il suo ateismo, avrebbe preso a pretesto i suoi capelli lunghi e l’abitudine di fumare in pubblico.

“Mi hanno accusato di ateismo e di diffusione di idee distruttive”, ha detto Fayadh al Guardian, spiegando come le sue poesie trattassero invece “semplicemente della sua condizione di rifugiato palestinese.... Di questioni filosofiche e culturali. Ma i religiosi estremisti le hanno interpretate come idee distruttive contro Dio.”

Inizialmente condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate nel 2014, Fayadh ha poi subito un nuovo processo. Ora ha trenta giorni a disposizione per fare appello contro la nuova decisione, presa in base alla legge islamica di Sharia, su cui il sistema legislativo saudita si fonda.

Stando a quanto riportato, durante il processo un testimone dell’accusa avrebbe accusato Fayadh di maledire Dio, Maometto e l’Arabia Saudita. Fayadh è convinto che queste affermazioni siano scaturite da una discussione sull’arte contemporanea avuta in un bar con un altro artista.

Stando al Guardian, gli atti del processo riportano che Fayadh avrebbe affermato : “Faccio ammenda al cospetto di Dio l’altissimo e mi dichiaro innocente rispetto a quanto compare nel mio libro, menzionato in questo caso.”

“Sono rimasto davvero scioccato,” ha detto Fayadh rispetto al nuovo verdetto, “ma me lo aspettavo, sebbene non abbia fatto nulla per meritarmi la morte.”

* FONTE : IRISNEWS (ripresa parziale, senza allegati).


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