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INDONESIA: SUMATRA. Due scosse di terremoto: magnitudo 6,3 e 6 della scala Richter - a cura di pfls

martedì 6 marzo 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] La scossa è stata registrata alle 10.49 locali (le 4.49 italiane) con epicentro nel mezzo dell’isola di Sumatra, a una profondità di 30 km, circa 430 km a sud di Singapore, dove gli strumenti dell’agenzia meteorologica e geologica hanno registrato una magnitudo di 6,6 gradi - 6,3 quella registrata dall’istituto di geofisica statunitense (Usgs). Un paio d’ore più tardi è stata registrata sul posto una seconda scossa, di magnitudo 6,0 [...] (...)

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> INDONESIA: SUMATRA. --- Asia e Pacifico sconvolti: quasi mille morti accertati in un bilancio destinato drammaticamente ad aumentare.

giovedì 1 ottobre 2009

Asia e Pacifico sconvolti: quasi mille morti Sisma in Indonesia: 529 le vittime accertate

Ansa, 01 ottobre, 13:13

ROMA - Quasi mille morti accertati in un bilancio destinato drammaticamente ad aumentare: l’Asia sudorientale ed il Pacifico fanno i conti con le devastazioni causate da terremoti, tsunami e tifoni.

In Indonesia i cadaveri recuperati sono almeno 529, oltre 140 quelli nelle isole Samoa, almeno 380 nelle Filippine e Vietnam flagellate dal tifone Ketsana, mentre è allerta per l’arrivo di Parma, una tempesta con una potenza ancora maggiore. E mentre i soccorritori arrivano nelle aree interessate dai disastri, la terra trema ancora: stamani una nuova forte scossa, di magnitudo 6,6 Richter, è stata registrata sull’isola indonesiana di Sumatra, a sud della zona colpita ieri da un sisma di 7,6 Richter. E’ qui che la situazione è più drammatica: le autorità temono che il bilancio finale delle vittime del terremoto possa superare quello del sisma di Giava del 2006: allora, i morti furono oltre 5.000. Il bilancio provvisorio è di "almeno 529 morti e 500 feriti". La città più colpita, secondo le autorità, è quella di Padang. Migliaia le persone che si presume siano ancora intrappolate sotto le macerie. La gente usa martelli, scalpelli anche le mani nude per scavare tra i detriti alla ricerca dei sopravvissuti. I feriti vengono curati all’esterno degli ospedali crollati, non lontano dagli obitori di fortuna messi in piedi per raccogliere i cadaveri.

Nell’area delle isole Samoa, devastata da uno tsunami scatenato da un sisma di magnitudo 8,0, il bilancio dei morti è salito a 140: in territorio statunitense le vittime sono 34, 9 a Tonga, 97 alle Samoa. Ma emergono dati sempre più inquietanti, man mano che vengono raggiunte le zone teatro del disastro, dove i cadaveri sono stati trascinati dalla forza delle acque in mare aperto o per centinaia di metri nell’entroterra. Nell’isola di Upolu, la seconda dell’arcipelago, i villaggi distrutti sono 70, abitati da 300-800 persone ciascuno.

Nell’isola di Toputapu, a Tonga, è stato cancellato il 90% delle abitazioni. Centinaia i dispersi, tra loro anche numerosi britannici, australiani e neozelandesi. Le autorità locali ricevono decine di telefonate dai parenti dei turisti e residenti stranieri, che cercano disperatamente notizie sui propri cari.

E sale anche il bilancio delle vittime causate del passaggio del tifone Ketsana sull’Asia sudorientale: in Vietnam si è raggiunta quota 101 morti e 18 dispersi, 350 mila le case danneggiate. Nelle Filippine i morti sono 277 e i dispersi 42. Ketsana ha causato almeno 11 vittime in Cambogia e provocato inondazioni nel Laos. Oltre tre milioni i senzatetto. Nell’area l’allerta è massima per l’arrivo di Parma, un nuovo tifone con venti fino a 150 km/h, che potrebbe abbatersi sulle Filippine già sabato. Il Paese ha elevato l’allerta sulla costa est.


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